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12 Novembre 2019, 07.21
Gavardo Salò Valsabbia Garda
Deturpatore

Provocazione... ma anche no

di red.
Il Comitato Gaia e non solo quello chiariscono quale sia il rapporto fra i progetti di depurazione dei reflui gardesani e l'Università bresciana e chi in realtà, non senza qualche conflitto di interessi, ha preso realmente le decisioni

Ecco la nota diffusa ieri dal Comitato Gaia e sottoscritta anche da Comitato Referendario, Comitato Gaia Gavardo, Comitato Visano Acqua Pubblica, Brescia respira acqua e aria pulite.

Alla luce di alcune prese di posizione da parte di importanti amministratori pubblici gardesani in merito al progetto di collettazione delle fognature dei comuni della sponda bresciana del lago di Garda il Comitato GAIA ritiene necessario rendere pubbliche alcune informazione con lo scopo di mettere fine ad una campagna di disinformazione che altro non fa che rendere più difficoltoso giungere ad una condivisa soluzione del problema che invece sta assumendo sempre più contorni di conflitto territoriale e di scontro istituzionale.

Facciamo riferimento alle parole del Sindaco di Salo, Avv. Cipani, che probabilmente, non sapendo più distinguere tra i molteplici ruoli che ricopre (Sindaco di Salò, CDA di “Garda Uno”, VicePresidente ATS “Garda Ambiente” e consigliere in “ Comunità del Garda”) giunge ad affermare che la scelta di fare i due depuratori sul fiume Chiese a Gavardo e Montichiari è una “scelta tecnica, non politica, validata da esperti dell’Università”.
Concordiamo con lui, la scelta l’hanno fatta i tecnici di Acque Bresciane (il gestore) e poi l’Università l’ha validata.

Un bel cambio di rotta rispetto a quando, nel recente passato, in buona compagnia affermava che era stata l’Università a fare questa scelta.
Nel documento di fattibilità tecnica ed economica presentato da Acque Bresciane in ATO ad agosto 2019 si legge in modo esplicito che, in riferimento allo studio del 2018 “le soluzioni progettuali individuate da Acque Bresciane e sottoposte alla valutazione dell’Università sono brevemente descritte in seguito… “ e vengono riportate le 6 ipotesi che conosciamo.

Non è stata quindi una “libera” scelta dell’Università che si è trovata le 6 scelte già sul piatto.
Anche le 4 scelte contenute nel progetto del 2019 NON SONO UNA LIBERA SCELTA dell’Università in fatti si legge “Le alternative progettuali per le quali si è richiesta all’Università di Brescia la comparazione sono le seguenti…” e si riportano le 4 che sono oggetto di discussione in questo periodo.

Non è stata quindi una “libera” scelta dell’Università nemmeno questa visto che si trova già le 4 scelte già sul piatto.
Ancora in modo più esplicito, la relazione parte integrante del progetto riporta “I risultati del lavoro di analisi dei siti alternativi svolto dall’Università (specifichiamo noi, i 4 proposti da Acque Bresciane) e parte integrante del Progetto di fattibilità, confermano le scelte di Acque Bresciane riguardo l’ipotesi progettuale proposta”.

L’uso della parola “confermano” non crediamo lasci davvero dubbi su chi ha veramente fatto la scelta!

Noi chiediamo che NON SIA L’ENTE GESTORE A FARE QUESTA SCELTA PRECONFEZIONATA A PROPRIO USO E CONSUMO ma sia svolto uno studio indipendente al fine di trovare la migliore soluzione per la tutela del lago di Garda.

Lo studio dell’Università di Brescia è costato 20.000 euro
ed ha dato il proprio responso dopo 5 mesi, crediamo che siano risorse e tempi assolutamente ammissibili per poter mettere sul piatto la soluzione migliore per la tutela del lago di Garda!
La ricerca della soluzione migliore per il lago di Garda dovrebbe essere l’interesse primario, anche e soprattutto del Sindaco di Salò sempre che questa scelta non collida con il suo ruolo di Vice Presidente di ATS Garda Ambiente.

In merito alle affermazioni del Dott. Angelo Cresco, Direttore della Azienda Gardesana Servizi (l’omologa veronese di Acque Bresciane) che in modo perentorio (e quasi offensivo nelle affermazioni) chiude all’idea di portare tutti i reflui della sponda bresciana ancora a Peschiera è doveroso ricordare a tutti alcuni punti fissi.

Il depuratore di Peschiera è gestito da Depurazioni Benacensi che è composta da Acque Bresciane e, appunto da A.G.S., non si capisce quindi come possa il Direttore di AGS prendere una posizione così drastica visto che è comproprietario al 50% a meno che questa posizione non sia già stata concordata con Acque Bresciane che però per ora non sembra aver commenti da fare al riguardo anche se dovrebbe chiarire la sua posizione al più presto possibile.

L’ipotesi Infatti,di portare tutti i reflui della sponda bresciana a Peschiera, è una di quelle 4 ipotesi inclusa all’interno dello studio di fattibilità presentato da Acque Bresciane ed è definita dalla stessa Università come “fattibile” e oggetto di valutazione.

Il progetto contenuto nello studio prevede l’eliminazione della sub lacuale ma non sembra essere questo il punto per il Direttore di AGS visto che dichiara che è già “solidarietà” accettare i reflui di Desenzano e Sirmione, ne fa quindi una questione di territorio più che di scelta tecnica.

Il Direttore di AGS dichiara che il depuratore di Peschiera “è al limite“ dimenticando che è al limite proprio perché le condutture a terra (non la sub lacuale) sono un colabrodo che incamera acque dal lago, perché nei collettore finiscono scarichi che non ci devono finire (vedi acque piovane e dei rii) che una volta eliminati con una corretta ristrutturazione del collettore a terra (e/o realizzandone parti nuove) sarebbero ampiamente risolti facendo ritornare il depuratore di Peschiera (anche con una modesto ampliamento se necessario) ad essere ancora idoneo per tutto il lago.

Notiamo che il Direttore di AGS non vuole interferenze bresciane sul veronese però non si fa alcuno scrupolo a dire che “Oggi più che mai c’è bisogno di uno sforzo e di unità di intenti per salvare il Garda, realizzando il nuovo collettore e due piccoli depuratori in provincia di Brescia” come se decidere quanti e dove fare i depuratori sul bresciano fosse compito Suo, ma ancor di più ci lascia perplessi quando dichiara che “Dobbiamo sconfiggere l’egoismo di chi, vivendo in un condominio, è cosciente della necessità di dotarsi di un cassonetto, ma lo vorrebbe sempre nei pressi dell’appartamento del vicino.”

Vorremo far notare che chi vuole spostare il proprio cassonetto in casa del vicino, davanti all’uscio di casa, sono proprio i suoi condomini bresciani che hanno deciso di spostare il tutto su Gavardo e Montichiari e sul fiume Chiese e non certo viceversa!
Dato che dichiara di essere vicino a tutti quei bresciani che amano il lago di Garda, allora si impegni a convincere i Suoi “condomini” gardesani per ripensare le loro scelte e a riportare il “cassonetto” al suo posto naturale, ovvero sul lago.

Altra piccola nota provocatoria.

Facciamo umilmente notare al Direttore di AGS che il “suo” depuratore di Peschiera scarica nel “nostro” lombardo Mincio e quindi, per coerenza con le Sue parole, saremmo a chiedere cortesemente di andare a scaricare i “suoi” reflui depurati nel “suo” Adige.

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