22 Settembre 2020, 10.00
Vobarno
Lettere

In merito alla vicenda «Le Farfalle»

di Redazione

«Da un mese circa si parla in paese di quello che sta avvenendo in Casa di Riposo a Vobarno e, come generalmente accade in questi casi, con opinioni tra loro discordanti». Riceviamo e pubblichiamo volentieri


Da un mese circa si parla in paese di quello che sta avvenendo in Casa di Riposo a Vobarno e, come generalmente accade in questi casi, con opinioni tra loro discordanti.  

Alcuni commenti uditi casualmente in questi giorni però, contenenti ancora una volta spiacevoli insinuazioni circa "le Farfalle", mi spingono a scrivere questa lettera da privato Cittadino per chiedere chiarezza sulla questione basandomi su quanto divulgato su questo fatto sia ai tempi dell' operazione, giugno/ottobre 2017, sia dopo, senza entrare qui in dettagli, essendo stato io Membro del CdA della Fondazione I. R. Falck dall' aprile 2017 a metà agosto 2019 e legato quindi ad un principio di doverosa riservatezza.    

Comincio in proposito dalla recente lettera apparsa su Vallesabbia News di sabato 29 agosto  col titolo "Che succede alla Casa di Riposo di Vobarno?" perché citata in quei commenti ai quali mi riferivo poco fa, e più precisamente ai capoversi dove si fa esplicito riferimento, cito testualmente, alla "vicenda "Bando LE FARFALLE in quel di Manerba"" che "Grazie al tenace ruolo svolto dalla consigliera di opposizione in seno al CdA, supportata dal gruppo consigliare di opposizione" ..... omissis .... "evitando che le risorse della Fondazione, accumulate dalle passate gestioni prendessero la via del Lago".

Vorrei ricordare che l'ormai famoso bando "le Farfalle" si riferiva, come informava la stampa di allora, alla gestione di un immobile adibito alla cura per anziani sito in Manerba ed è quindi logico che, erogando dei servizi non gratuiti, così come sempre avviene, si sarebbero avuti dei ricavi che sarebbero andati a coprire i costi del canone d' affitto e verosimilmente prodotto poi un guadagno, considerando anche l' indiscussa capacità gestionale riconosciuta allora allo staff operativo della Fondazione.  

E' quindi lecito supporre che non sarebbero state le risorse allora esistenti in Fondazione a essere portate sul lago, ma sarebbero stati, al contrario, gli utili acquisiti sul lago a prendere la via di Vobarno, incrementando così il patrimonio netto della Fondazione.

Ovviamente questa supposizione sarà sempre discutibile perché nessuna gestione è esente da quel rischio d' impresa che il mercato riserva all' agire di tutti i soggetti economici, però mi sembra non corretto parlare della faccenda "le Farfalle" sempre e solo citandone i costi, peraltro senza mai ben definirli esattamente.  

Penso sarebbe pertanto auspicabile che, qualora si volesse in futuro citare ancora "le Farfalle", cosa che penso piuttosto probabile visto che a tratti le farfalle riappaiono a Vobarno, si faccia un dibattito pubblico che chiarisca finalmente tutta questa storia una volta per sempre in tutte le sue componenti, prendendo inoltre visione dei verbali delle riunioni del CdA che l' allora Presidente indiceva e le loro cadenze, redigendo poi un protocollo finale che illustri le posizioni di tutte le parti allora e poi coinvolte, Consiglieri compresi.  

Si eviterebbe così che fatti avvenuti tre anni fa siano fraintesi dalla locale opinione pubblica, o almeno in parte di essa, e correlati magari agli avvenimenti che si svolgono attualmente in Fondazione, Fondazione che mi pare poter affermare, per la delicata funzione che essa svolge, essere una pietra miliare della Comunità e come tale ritengo debba essere trattata e valutata, vale a dire con la trasparenza di una casa di vetro.

In questa riunione si potrebbe anche rileggere ora, col senno di poi, tutto quanto allora scritto in proposito da più parti, verificando così se alcuni fatti denunciati al tempo del bando "le Farfalle" erano completamente corretti cominciando, ad esempio, dalle valutazioni sul turn over del personale allora in Fondazione contenute nel volantino del Gruppo Consiliare "Insieme per Vobarno" del 26/10/2017 paragonando il turn over di allora con quello  antecedente ed avvenuto   posteriormente ed averne così dati oggettivi.   

Per completare il quadro sarebbe poi il caso di andare avanti con altra documentazione fino a prendere visione dei risultati globali conseguiti dal nuovo CdA poi succeduto a quello in carica al tempo del bando "le Farfalle", successione dovuta ad un rimpasto a seguito delle  "opportune dimissioni spontanee", così definite nel già citato articolo del 29 u.s., rimpasto che ha richiesto le necessarie dimissioni di un Assessore e relativa revisione delle deleghe nella Giunta Comunale, vedi in proposito l' articolo di Vallesabbia News del 14 novembre 2017 dal titolo "Un nuovo presidente per la I. R. Falck".

Sulla base di documenti si valuterebbe così lo svolgimento della missione datasi dal nuovo CdA "missione svolta con la Consigliera che pur essendo espressione della minoranza in Consiglio comunale, ha fornito al Consiglio il suo fondamentale apporto di esperienza", così come affermato dal Presidente della Fondazione nell' articolo "Un anno e mezzo in Fondazione" apparso su Vallesabbia News dell' 11 giugno 2019.  

Ed in conclusione, pur non essendo direttamente correlata  con "le Farfalle", non posso non notare una apparente discrepanza contenuta nel citato articolo del 29 u.s., e  più precisamente là ove si afferma che la Fondazione fino al 2014 era "un fiore all' occhiello della nostra comunità" con l' esigenza, poi avvertita, di "mettere ordine nei ruoli".

Infatti, stante la valutazione altamente positiva fatta per come era la Fondazione anteriormente al 2014 (ma penso di poter affermare anche posteriormente!) pare logico supporre che l' efficienza riscontrata non poteva essere frutto del solo lavoro dei CdA succedutesi in Fondazione e dell' Autorità Politica che li aveva nominati; è logico pensare che così lo fosse anche, in maniera considerevole, forse in alcuni casi determinante, anche grazie al lavoro svolto dallo Staff operativo nominato e confermato nel tempo.  

Si può pertanto dedurre che, visti i risultati conseguiti, l'ordine dei ruoli allora esistente e collaudato in 15/20 anni non dovesse essere in fondo tanto male, magari era buono, anche se sicuramente non perfetto, come lo sono in fin dei conti tutte le cose di questo mondo. Da dove nasce allora veramente la necessità di "scelte improcrastinabili" ... omissis ... per "mettere ordine nei ruoli" ?

Domanda questa che mi pare possa sorgere spontanea anche dopo la lettura di quanto contenuto in altra lettera relativa alla situazione attuale della Casa di Riposo di Vobarno  apparsa lunedì 31 agosto, sempre su Vallesabbia News, col titolo "Una spiacevole situazione che merita opportune soluzioni".  

Facendomi questa domanda mi è venuto alla mente un celebre aforisma di Voltaire secondo il quale "il meglio è nemico del bene" e quanto diceva in proposito un mio Professore di Economia, e cioè che la ricerca del meglio doveva essere sempre attentamente valutata ed analizzata. Nella vita ho potuto constatare che queste due considerazioni si sono spesso rivelate esatte.

Grazie per l'attenzione e cordali saluti.

Giovanni Scalora


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