07 Ottobre 2009, 07.00
Agnosine
Mountain bike

La versione dei protagonisti della 24h di Roma

Questa la cronaca dei fatti realmente accaduti alla 24h Mtb di Roma che hanno visto la squalifica della squadra dell’Mtb Agnosine

E’ appena trascorsa poco più di una settimana dalle tanto discusse vicissitudini  che hanno visto protagonista la rappresentativa dell’MTB Agnosine, impegnata proprio lo scorso week end alla 24h di Roma. La notizia che, ancora nella mattinata di domenica, è partita dal villaggio gara allestito per l’occasione proprio all’interno dell’affascinante parco degli acquedotti alle porte di Cinecittà in Roma, è giunta subito a casa nostra. In poco tempo, grazie ai potenti mezzi di comunicazione, si è sparsa tra amici, parenti e addetti ai lavori. Tutti increduli. Tutti curiosi di sapere cosa fosse accaduto.
Noi abbiamo incontrato i quattro protagonisti della vicenda. Abbiamo intervistato Enrico Andrini, vice Presidente della società, Massimiliano Rassega, Alessandro Trenti e Adriano Zorzi che componevano il quartetto in gara, ma anche Davide Toselli, un amico del team che aveva accompagnato i quattro sino a Roma per aiutarli a gestire le fasi di gara. Con l’intervista integrale che stiamo per riportarvi vogliamo mettere chiarezza su cosa sia accaduto realmente alla sesta tappa della 24h Cup. Una semplice ed onesta cronaca dei fatti che, a nostro giudizio, servirà sicuramente a molti bikers come noi quale monito per il futuro.
Ci incontriamo venerdì sera. Fuori non fa troppo freddo, nonostante siamo già alle porte di Ottobre, ma una leggera nebbiolina che all’imbrunire comincia a scendere dalle montagne ci ricorda che l’autunno è ormai arrivato! L’atmosfera è molto seria. Si percepisce la tensione negli occhi dei quattro bikers che sembrano non trattenere più quel grosso rospo ancora incastrato nelle loro gole. Ci si saluta e tutti assieme prendiamo posto attorno ad un tavolo rotondo.
 
Cominciamo dal portavoce. Cominciamo da te Enrico, e partiamo dall’inizio. Perché a Roma?
“Proprio lo scorso anno, per la prima volta, abbiamo preso parte a questa manifestazione.
Eravamo sempre noi quattro e senza neanche immaginarlo eravamo riusciti a portare a casa una splendida, quanto sofferta, vittoria. Ci eravamo divertiti molto e già mentre si tornava a casa si cominciava a programmare l’edizione successiva, cioè quella di quest’anno. Poi nel Dicembre 2008 io ho avuto un incidente con gli sci. Alessandro e gli altri mi sono stati vicino nonostante fossi consapevole che la nuova stagione agonistica era a questo punto compromessa. E qui è subentrata Roma. La 24h della capitale è stata per me, e per i miei amici, motivo e stimolo per ricominciare a pedalare e ad allenarmi. Loro volevano rivedermi al top, e io volevo ricambiare l’aiuto e l’amicizia dimostrati ritornando ancora una volta tutti assieme a gareggiare proprio la dove un anno prima ci eravamo conquistati tante soddisfazioni.”
 
Quindi siete tornati a Roma per cercare di ripetervi?
“Non possiamo certo nascondere che il primo posto era tra le nostre prerogative. Ma al di la del risultato che avremmo ottenuto quello che veramente ci interessava di più era la possibilità di poterci godere un week end indimenticabile, a base di mountain bike e divertimento. Per questo motivo siamo partiti con il camper ancora il giovedì sera. Siamo arrivati a Roma nella mattinata di venerdì per poter partecipare, come l’anno prima, alla pedalata nella storia. Un’affascinante biciclettata nel cuore di Roma.”
E a questo punto giungiamo alla gara, che se non sbaglio ha preso il via il sabato a mezzogiorno.
Il primo frazionista è stato Massimiliano Rassega. Raccontaci tu, Max, le prime ore di gara.
“In un primo momento eravamo un po’ attardati dalla prima squadra a quattro. Loro erano partiti veramente forte, forse avevano completato il primo giro nelle prime cinque posizioni. Ma la nostra tattica di gara, ormai collaudata, era inesorabile. Facevamo un giro a testa. Praticamente circa 13’ e 30” a tutta, per uno. In pochi giri abbiamo arrivato i primi e li abbiamo superati. Noi praticamente dovevamo correre ogni 50 minuti, senza nemmeno avere il tempo di una doccia o di poter riposare con calma. Finito il turno si tornava al camper, si chiamava il frazionista del turno dopo e si beveva o mangiava qualcosa, ma senza esagerare. Poi via di nuovo! E così per ore!”
Quindi dopo poco eravate già in testa. Come stava andando? “Il nostro vantaggio, nonostante qualche foratura che ci ha fatto perdere alcuni minuti, è cresciuto piano piano sino a sfiorare i 6’. Un distacco che non ci dava sicurezza ma che comunque stavamo mantenendo molto bene.”

Chi erano i vostri avversari? Li conoscevate? Tu Alessandro li hai incontrati durante la gara, non è vero?
''Si. Mentre io e Massimiliano eravamo al camper due di loro sono passati da noi dicendoci: ‐Allora siete voi quelli dell'Agnosine?!‐ Ci siamo conosciuti. Loro erano accampati proprio accanto a noi. Ci hanno raccontato di essere una squadra che corre su strada di Latina e che quest'anno hanno partecipato anche ai Campionati del Mondo su strada amatori in Austria. Ma ci hanno anche confidato di avere dei problemi con l'equilibrio correndo su sterrato!''
Dopo questa confessione pensavate allora di potercela fare?
“Un pochino si! Nel senso che sappiamo, per esperienza, che la maggior parte delle 24h si decide appena cala la notte. La visibilità diminuisce e gli ostacoli raddoppiano. In questa situazione può aiutare un buon sistema di illuminazione ma se già si hanno difficoltà con la luce del giorno la notte si può andare incontro a grossi problemi con la guida.”
 
E invece cosa è successo? Adriano, raccontaci la tua gara.
“Il nostro vantaggio è praticamente sempre rimasto attorno ai 5‐6’. Abbastanza costante diciamo. Ma appena è calata la notte, al contrario delle nostre previsoni, il team dell’Acqua & Sapone Masciarelli ha cominciato a recuperare terreno. Non in maniera drastica. Stiamo parlando di 20‐ 30” a giro. Noi eravamo a tutta e ad ogni turno prendavamo rischi enormi, sia sui passaggi più insidiosi che nei sorpassi dei bikers più lenti sul percorso. Insomma, i bikers laziali ci hanno raggiunto e superato fino a stabilizzare il loro vantaggio a circa 3’.”
 
A che punto era la gara e come avete reagito al sorpasso?
“Se non ricordo male noi abbiamo perso la testa della corsa attorno la mezzanotte. Dopo 12 ore di gara sempre a tutta. Eravamo molto stanchi e alcuni di noi pensavano, e valutavano seriamente, la possibilità di mollare cedendo il passo agli altri. L’idea era quella di passare a fare almeno due giri a testa il che ci avrebbe permesso di riuscire a fare, finalmente, una doccia e magari qualche minuto di sonno. Ma all’improvviso Davide è piombato al camper con una notizia inaspettata!”
 
Ok Davide. Ora tocca a te. Racontaci cosa è accaduto in zona cambio. Tu hai seguito tutto lo svolgimento della gara dei ragazzi, prendendo i tempi e calcolando i distacchi dagli avversari. Ma cosa è successo improvvisamente?
“Io ero in zona cambio, armato di cronometro e posizionato in un punto strategico. Proprio alle spalle dei bikers schierati in attesa dell’arrivo dei frazionisti in gara. Da dove ero io riuscivo a controllare gli ultimi cento metri del percorso prima della zona cambio, vedere il biker partire e uscire dalla zona cambio sino a perdersi nell’oscurità oltre il grosso arco che determinava l’inizio del giro. Sapevo che la zona era l’ideale per seguire gli sviluppi di gara perché accanto a me c’erano tutti i coordinatori dei team a otto che sino ad allora si stavano giocando la vittoria dell’assoluta.
Poi improvvisamente, mentre noi eravamo secondi, il frazionista dell’Acqua & Sapone Masciarelli ritarda stranamente il suo giro. Non di secondi, ma di parecchi minuti. Ne leggo 13 dal mio cronometro e mi accorgo che in zona cambio si muove qualcosa. Ad un certo punto sono due gli atleti dell’Acqua & Sapone Masciarelli in attesa del cambio. C’è confusione e sembrano agitati. Nel frattempo il nostro frazionista termina il giro e da questo momento siamo in testa. Gli altri invece cambiano circa 11 minuti dopo di noi.”
 
Quindi a questo punto avreste dovuto essere in testa. Enrico, cosa è successo poi?
“La notizia riportataci da Davide ci ha ridato forza e il morale è improvvisamente schizzato alle stelle. Giravamo ancora forte e guadagnavamo secondi su secondi, sembrava che da li a poco saremmo riusciti finalmente a doppiarli, prendere quindi un giro di vantaggio e poter cominciare a pensare di gestirci un po’ di più. Poi, per puro caso, abbiamo consultato lo schermo di tempi e la sorpresa è stata letteralmente drammatica. Risultavamo ancora dietro. La classifica dava stessi giri ma l’Agnosine dietro di circa 1’ e 30’’. Non sapevamo più che pensare. Dove erano finiti gli oltre 11’ di vantaggio? Abbiamo consultato il tecnico del cronometraggio che gentilmente ci ha dato tutta la sua disponibilità per chiarire i nostri dubbi. Ma il mistero restava. Noi non avevamo visto passare il 435 eppure il giro in questione risulta completato senza particolari anomalie.”
 
Cosa avete fatto a questo punto?
“Sorpresi e sopraffatti dal panico non sapevamo più che pensare. Ale voleva addirittura smettere di correre. Annusava già che qualcosa di strano era successo. Io ho faticato un po’ a tenere la calma e tranquillizzare tutti dicendo che se effettivamente c’era stato un errore l’avermmo trovato e risolto. Ma all’improvviso Adriano, al termine del suo giro, ci ha lasciato senza parole!”
Credo proprio che ora Adriano tu abbia qualcosa da raccontarci. “Erano circa le ore 2.10 del mattino. Era il mio turno ed ero impegnato nel mio ennesimo giro a tutta!!! Fortunatamente lungo il percorso vengo raggiunto da un ragazzo del Team New Limit che stava gareggiando nella categoria a otto componenti. Ha un buon ritmo e mi sforzo per tenere la scia. Poi cominciamo a collaborare e darci i cambi. Ma ad un certo punto, nel tratto che portava sotto i vecchi acquedotti, notiamo entrambe qualcosa di anomalo. Poco di fronte a noi notiamo un bikers che si immette sul percorso sbucando da una strada laterale e ha la luce posteriore spenta.
D’istinto io e il giovane bikers che è con me aumentiamo il ritmo per raggiungere e capire di chi si tratta. Lo arriviamo e lo superiamo per poter leggere il suo numero. E’ il 435C! Era un atleta dell’Acqua & Sapone Masciarelli.”
 
E cosa hai pensato in quell’istante? Come hai reagito di fronte a questa scoperta?
“In un attimo ho collegato tutto. Ho cominciato a capire dove erano finiti e come erano stati limati così tanti minuti del vantaggio che avevamo fino al giungere della notte! Ho cominciato a rimproverare l’atleta colto in fragrante ed ho chiesto al ragazzo che era con me di testimoniare in segreteria di gara quanto visto!”
Quindi avevate anche un testimone del fatto e avete fatto subito ricorso. Cosa hanno detto i giudici? “Premetto subito che in segreteria non erano presenti giudici e nemmeno gli organizzatori ufficiali dell’evento. Erano le 02.25 circa e probabilmente le cariche più alte dell’evento saranno state a dormire. In segreteria ho trovato dei ragazzi che non mi hanno nemmeno dato l’idea di saper che fare in certe situazioni. Enrico Giuliani, questo è il nome del ragazzo del Team New Limits, è venuto con me per fare il reclamo ufficiale. Entrambe abbiamo raccontato quanto avevamo visto e lo abbiamo messo per iscritto, firmando. Voglio precisare che Enrico Giuliani è un giovane bikers romano. Conosceva bene i posti ed è stato in grado di spiegare con precisione dove abbiamo avvistato il taglio. Non ci siamo mai visti prima e il fatto che fosse proprio di Roma fa capire la validità e il valore del testimone!”
 
A questo punto mi aspetto che gli addetti dell’organizzazione abbiano preso provvedimenti! Enrico, tu eri presente?
“Certo. Ho visto in diretta l’arrivo di Adriano e l’ho seguito mentre assieme al ragazzo testimone sono andati in segreteria per il reclamo. Ma poi è accaduto il fattaccio. Quando Alessandro ha terminato il suo turno si è sentito accusare in zona cambio dall’atleta dell’Acqua & Sapone Masciarelli che era pronto a partire. Ha alzato la voce e puntava il dito verso Alessandro davanti a tutti. Quindi di testimoni ce ne erano!!! Lo accusava di essere un imbroglione perchè non iscritto e giunto solo nella notte a correre di nascosto per noi!!! Semplicemente ridicolo non credi?”
 
Beh, effettivamente, sappiamo bene tutti che Alessandro era con voi ancora dal giovedì. Avevate preso parte alla pedalata del venerdì e poi aveva già avuto modo di parlare con gli organizzatori quando vi hanno accolto al vostro arrivo. Come giustificate una simile insinuazione?
“Una maldestra provocazione. Se pensi che alcuni dei bikers dell’Acqua & Sapone Masciarelli avevano parlato proprio con Alessandro il pomeriggio prima, capisci quanto sia stato un comportamento disperato e provocatorio. Ma purtroppo Ale era teso e stanco e in un momento di poca lucidità, come quello che vivi appena dopo aver terminato il tuo giro veloce, ha perso il controllo e si è portato a quattrocchi con l’accusatore. Gli ha mostrato il cardiofrequenzimetro facendogli notare che segnava quattordici ore di gara, ma questo si è girato mostrandogli le spalle in segno di indifferenza. Poi il resto lo conosciamo già. Tutto questo io l’ho visto di persona perché sono stato proprio io a tirare via Alessandro per il braccio ed accompagnarlo al camper.”
 
Alessandro, vuoi aggiungere qualcosa?
“Ho già sottolineato che ho sbagliato a reagire così. Ma volevo comunque precisare che io ho dato semplicemente una botta sul casco del bikers. Non avevo intenzione di far del male. E di certo non ho tirato un pugno in viso come sostenevano certi personaggi che poco dopo andavano in giro a raccontare che il “malcapitato” era in infermeria con il setto nasale rotto. La prova è sotto gli occhi di tutti. Avete visto le foto delle premiazioni della categoria a quattro? A me sembravano tutti e quattro belli sani i componenti dell’Acqua & Sapone Masciarelli. E lui era tra questi!”
Circa un’oretta più tardi, al turno di Massimiliano, succede qualcosa. Ci racconti tu Max? “C’è poco da raccontare. Io stavo per entrare in zona cambio quando uno di questi organizzatori mi hanno impedito di entrare dicendomi che eravamo stati squalificati.”
 
E tu che hai detto?
“Niente. Ho semplicemente girato la mia bici e sono tornato dagli altri. Ce lo aspettavamo. E crediamo sia stato anche giusto così. Anche se non nascondiamo che avremmo comunque potuto contestare qualcosa.”
 
Per esempio?
“Innanzitutto che chi ci ha squalificato, molto probabilmente, non era in potere di farlo. Questo ci ha detto Sandro Ducoli, del 24h Cup, poche ore più tardi. E poi non era scontato che fosse più plausibile che solo l’atleta interessato fosse squalificato, permettendo comunque ai compagni di terminare la gara.”
 
Adriano, che avete fatto poi?
“Una volta tornati al camper abbiamo smontato e messo via tutta la nostra roba. Una bella e meritata doccia calda e poi tutti a nanna. In attesa che arrivasse presto mattina per chiudere la questione del reclamo depositato in segreteria.”
 
Siamo quindi giunti alle tanto animate vicende della domenica mattina. Avete incontrato gli organizzatori e avete chiarito la questione a quattrocchi? Sei stato tu Enrico ad incontrarli?
“Si. La mattina, attorno alle 8.30, ho ricevuto la chiamata da Claudio Vettorel, l’organizzatore della gara, che mi ha richiamato perché ha trovato le numerose chiamate che io ho fatto sul suo cellulare alle 3.00 di notte per avvisarlo di ciò che stava accadendo. Mentre aspettavo Vettorel ho incontrato Sandro Ducoli, coordinatore del circuito 24h Cup, aveva già tra le mani i tempi della squadra accusata. Nel vedermi mi dice: ‐Ho già i tempi. Vuoi vederli?‐ Io gli rispondo che i tempi li ho già visti nella notte con l’addetto di Championchip e che a questo punto potevano anche non servire visto che avevamo un testimone a confermare quanto accaduto. Poi è arrivato Vettorel. Abbiamo parlato tutti e tre assieme e ho raccontato quanto successo nella notte. In un primo momento Vettorel si soffermava solamente a commentare il gesto del nostro bikers e sviava l’argomento del reclamo. Io, con decisone, continuavo a sottolineare che noi non stavamo obiettando alla nostra squalifica, bensì, che eravamo fortemente decisi a portare fino in fondo il reclamo da noi esposto e confermato dal ragazzo che era assieme ad Adriano quando hanno assistito alla scorrettezza del team dell’Acqua & Sapone Masciarelli.”
 
E dopo che hai esposto i fatti quali sono le risposte che avete ricevuto?
“Vettorel si è preso tempo per parlare con il testimone e gli interessati dal ricorso. Ducoli, invece, è stato molto chiaro: ‐ Ora sentiamo il ragazzo che ha testimoniato. Se anche lui conferma quanto avete detto la squadra viene squalificata! ‐ ”
 
Ed è stato così?
“Ahimè no! Ho assistito da lontano mentre gli organizzatori hanno parlato con il testimone. Nel frattempo è sopraggiunto proprio l’atleta dell’Acqua & Sapone Masciarelli che era stato visto tagliare il percorso. Una discussione animata finita con una pacca sulla spalla da parte del bikers di Latina a Vettorel. E già avevo un brivido che correva lungo la schiena. Poco dopo, al microfono, proprio Vettorel annuncia che il ricorso esposto nei confronti del team numero 435 era stato respinto perché i tempi non presentavano anomalie! Cose da pazzi! E’ chiaro che i tempi non presentavano anomalie. Loro tagliavano e percorrevano il giro con gli stessi tempi che facevano di giorno. Praticamente giravano rubando quei 20‐30’’ necessari per guadagnare su di noi e al tempo stesso senza spendere troppa fatica. Sarebbe stato da stupidi tagliare e fare tempi 1‐2 minuti più veloci. Non credi? Sarebbero stati facilmente scoperti! C’è da dire che avevano pensato proprio a tutto!”
 
E tu come hai reagito all’annuncio della notizia?
“Incredulo, mi sono avvicinato a Vettorel che stringeva le spalle dicendomi: “Mi dispiace!”. Io gli ho stretto la mano dicendogli: ‐Addio!‐. Poi, mentre me ne stavo andando ho fatto marcia in dietro. Gli sono tornato davanti e gli ho detto: ‐Sappi che questa cosa non può finire qui! Io mi impegnerò affinchè se ne parli e tutti sappiano!‐. Quindi sono tornato al nostro camper, dove mi aspettavano gli altri, dove avevo il mio caro portatile pronto ad essere messo in moto.”
Quindi la prima cosa che hai fatto è stata quella di scrivere subito un comunicato ufficiale! “Esatto. Ma la cosa bella è che non avevo ancora deciso il titolo del comunicato che subito ricevo una chiamata di Vettorel. Ha provato ad intimorirmi. Mi diceva: ‐Se scrivi dell’accaduto allora io faccio un comunicato ufficiale dove dico che un biker dell’Agnosine ha picchiato un altro biker!‐. A quel punto non ho saputo trattenermi, e gli ho risposto senza esitare: ‐Tu non hai ancora capito che io prima racconto quello che ha fatto l’Agnosine, poi racconto quello che NON hai fatto tu! Perché io sono coerente e non ho paura della verità!‐. E a quel punto ho scritto il comunicato che tutti hanno visto pubblicato sul sito Pianetamountainbike.”
 
La vicenda si è chiusa così quindi!?
“Certo che no! Spinto dalla rabbia ho consultato il regolamento della manifestazione pubblicato sul sito della 24h di Roma. Parlava chiaro: ‐ Le scorciatoie al di fuori del percorso segnato sono una strada sicura per la squalifica di tutta la squadra – Ho quindi richiamato per l’ennesima volta Vettorel, illuso che nel frattempo si sia ricreduto sulla decisione presa. Gli ho ricordato il regolamento della sua manifestazione. E l’unica cosa che è stato in grado di rispondermi è che, secondo lui, il testimone non aveva detto d’aver visto l’atleta dell’Acqua & Sapone Masciarelli tagliare il percorso. ‐Mi stai prendendo in giro? – gli dissi io – guarda che ti sbagli!‐. ‐Se il testimone mi conferma d’aver visto il numero 435C tagliare il percorso io applico il regolamento!‐ mi ha risposto lui.”
 
Adriano, cosa avete fatto quindi?
“Siamo andati subito alla ricerca di Enrico Giuliani, il ragazzo romano del team New Limit, che molto gentilmente è stato ancora una volta disponibile a tornare dall’organizzatore per raccontare nuovamente quanto già avevamo sentito! Ma la risposta di Vettorel è stata incredibile! ‐Il ricorso lo dovete fare scritto!‐. Allibiti, ma sempre decisi a portare la cosa fino in fondo, abbiamo preso un pezzo di carta, abbiamo riscritto tutta la dinamica, precisando che sia io che il testimone abbiamo assistito al taglio di percorso. Abbiamo firmato la nostra dichiarazione e l’abbiamo portata nuovamente a Vettorel il quale, a questo punto, pretendeva che il ricorso fosse accompagnato da delle fotografie che provassero il fatto! Abbiamo veramente toccato il fondo!”
 
Mi sembra di capire che giunti a questo vi siete arresi ed avete capito che non c’era più nulla da fare! Enrico, vuoi concludere?
“Credimi. In quel momento ci siamo sentiti piccolo piccoli confronto a quei misteriosi giochi di potere che aleggiano alle spalle di queste manifestazioni. Perché così deve essere. Altrimenti certe cose non potrebbero accadere in una manifestazione sportiva dove 1500 persone, bikers, si ritrovano semplicemente per divertirsi. In palio non c’erano montepremi in denaro, neanche oggetti preziosi. Perché quindi tanto accanimento a non voler vedere ed ammettere una simile scorrettezza? Il torto non è stato fatto a noi, MTB Agnosine, ai quali è stato respinto il reclamo. Il grosso torto è stato fatto nei confronti di ogni singolo bikers che ha preso parte alla 24h MTB di Roma credendo di partecipare ad una manifestazione seria ed a una gara leale. Dove i valori della mountain bike vengono messi in risalto dal grande clima di aggregazione caratteristico di questo tipo di eventi. A questo punto ho io delle domande. Perché una squadra di stradisti partecipa ad una manifestazione come la 24h arrivando ad utilizzare simili espedienti pur di primeggiare?
Perché l’organizatore non vuole applicare il regolamento e non vuole vedere queste scorrettezze nonostante la presenza di un testimone? Perché il coordinatore della 24h Cup non interviene mediando in una situazione chiaramente deleteria per l’immagine del Circuito? Quali strane pressioni ci possono essere sulle spalle di un organizzatore che a livello amatoriale organizza simili eventi? Vale veramente la pena di sfalsare una manifestazione, nata per divertire ed aggregare tanti appassionati, solo per soddisfare il desiderio di immagine di misteriosi uomini ombra?”
 
Chiudete tutti rispondendo alla mia ultima domanda! Tornerete a Roma? Parteciperete ancora alla 24h MTB di Roma o ad altre 24h del Circuito 24h Cup?

I quattro spingono, quasi simultaneamente, le sedie da sotto il tavolo. L’aria è malinconica, amareggiata ma più distesa. Si alzano in un silenzio quasi assordante. Un cenno con la mano e lasciano la stanza. Senza una risposta. Senza un altro commento. Certi che quanto ci hanno raccontato è la reale cronaca di quanto accaduto. Sicuri che, con queste parole, avranno aperto gli occhi di molte persone e toccato la coscienza di poche altre!
 
Intervista realizzata "in proprio" e distribuita per il tramite di un Comunicato Stampa Ufficiale
A.S.D. MTB Agnosine


Aggiungi commento:
Vedi anche
02/05/2017 10:12

Bertolini e Oberparleiter i protagonisti della 17ª Agnosine Bike Due sigilli illustri hanno chiuso il sipario dell'Agnosine Bike che martedì 25 aprile ha dato vita alla prova nazionale dedicata alle categorie agonistiche. Oltre 300 tra esordienti ed allievi, 60 junior e poi i professionisti dell'off-road azzurro hanno regalato spettacolo ed emozioni chiudendo l'edizione dei record, la più partecipata di sempre per la prova bresciana

22/11/2012 08:00

Alberto Cerqui tra i protagonisti della 6 Ore di Roma Terminata la sua prima stagione nel mondiale turismo, Alberto Cerqui sar tra i protagonisti il prossimo weekend a Vallelunga della 6 Ore di Roma, appuntamento conclusivo della Endurance Champions Cup 2012.

02/10/2008 00:00

L'Mtb Agnosine prima nella capitale Si conclusa domenica scorsa nella capitale l’ultima prova del circuito endurance delle 24h in mountain bike. Nella categoria a quattro maschile i quattro biker della Mtb Agnosine hanno conquistato il primo posto.

03/08/2011 10:00

Mattia Zontini conquista il Tesio Alla cronoscalata di Gavardo il giovane talento dell’Mtb Agnosine vince la classifica dedicata alla mountain bike mentre il resto della squadra si divisa tra appuntamenti casalinghi e pi impegnative trasferte oltre provincia.

12/02/2017 10:32

Doppio appuntamento per la 17ª Agnosine Bike La mountain bike nazionale torna a far tappa nel cuore della Valle Sabbia bresciana con un inedito doppio appuntamento a cavallo del ponte festivo del 25 aprile



Altre da Agnosine
05/09/2020

Gli 81 di Mario

Tantissimi auguri a Mario, di Agnosine, che oggi, 5 settembre, arriva a 81 anni

04/09/2020

Zincatura rischia il crollo, acidi da mettere in sicurezza

Accade alla Pirla, fra Agnosine e Odolo. Sotto accusa i lavori di sbancamento per la sottostazione di Terna. Sul posto Vigili del fuoco, Forestali e tecnici Arpa

29/08/2020

Trovato senza vita

Anche l’ultimo barlume di speranza è risultato vano. Il 57enne di Lumezzane che mancava da casa da quattro giorni è stato ritrovato, purtroppo senza vita.
Aggiornamento ore 13

04/08/2020

Chiosco abusivo

Uno spazio ben attrezzato per la somministrazione di bevande e di gelati, ma senza alcuna autorizzazione. Poi sono arrivati i Vigili

01/08/2020

Infortunio sul lavoro

Un boscaiolo può darsi un colpo d’accetta in un ginocchio, lui fa la guardia giurata e si è sparato in una gamba con la calibro 9. Poteva andargli peggio

01/08/2020

9 candeline per Mattia

Tantissimi auguri di buon compleanno a Mattia di Agnosine che oggi, 1 agosto, spegne 9 candeline

29/07/2020

Alla scoperta della Valle Sabbia

Per iniziativa dell’Agenzia territoriale per il turismo della Valle Sabbia e del Lago d’Idro, sono state effettuate la scorsa settimana le riprese di Cremona1 Tv per quattro nuove puntate dedicate alla nostra valle

28/07/2020

Ancora da chiarire

L’intenzione è quella di andare fino in fondo e di chiarire ogni aspetto di ciò che è successo alla Geiger di Agnosine, dove ad andare a fuoco sarebbe stato del solfato d’alluminio

27/07/2020

E il sistema antincendio?

Le telecamere a circuito chiuso hanno rivelato che già alle 6:40 il fumo usciva dal capannone della Geiger, ad Agnosine. Ne abbiamo già scritto ieri. «Come mai non è scattato nessun allarme?» si chiede il sindaco Bontempi

26/07/2020

Incendio alla Geiger

Un fumo denso è fuoriuscito per almeno un paio d'ore dallo stabilimento di trattamento rifiuti della Geiger, nei Fondi di Agnosine. In azione carabinieri, Vigili del fuoco e Arpa.
Aggiornamento ore 11

Agnosine, il paese la sua gente

Il Santuario della Madonna di Calchere

14/04/2020

Il nuovo municipio di Agnosine è stato inaugurato nel 2006. Lo stabile, 340 metri quadri di nuovi uffici sistemati assieme ad un vasto complesso abitativo che ospita negozi ed appartamenti

14/04/2020

E’ stata l’azienda che per più di 50 anni, fino alla fine degli anni ’70 del secolo scorso, più di altre ha tracciato la storia italiana del mobile multiuso (2)

14/04/2020

E' la chiesa parrocchiale di Agnosine, tempio dalle antiche origini, già citata in un documento del 1037.
L’edificio attuale risale al 1771


14/04/2020

Col suo campanile domina la valle.
L’attuale costruzione risale al 1674 ed è stata eretta su una struttura precedente