04 Gennaio 2008, 00.00
Valsabbia - C
Mondo web

La televisione si arrende a internet

Secondo una ricerca del Politecnico di Milano e della Nielsen il 54% degli italiani preferisce la rete al piccolo schermo. Ma il dato eclatante č che il Web affascina ogni classe di etŕ. Il 2008 sarŕ l'anno del sorpasso.

Il 2008? Passerŕ alla storia come l'anno del sorpasso: quello di Internet ai danni della televisione. Č quel che sostiene l'ultima ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, secondo la quale il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) ormai al piccolo schermo preferisce di gran lunga il web. Una rivoluzione, un vero e proprio tsunami, nel regno dei talk show e dei reality. L'indagine ha interessato tremila famiglie, settemila persone circa, un campione rappresentativo dell'intera popolazione. La scoperta piů incredibile? La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le 11 di sera, cioč durante la cosiddetta prima serata, cosě importante per i network televisivi.

Il dato č parzialmente confermato da un'altra recente indagine dalla European Interactive Advertising Association (Eiaa), condotta in dieci nazioni del Vecchio continente.

Anche in questo caso gli intervistati sono settemila - fra loro mille italiani - rappresentativi di 169 milioni di persone. Cosa č emerso? Che il World Wide Web ha conquistato molta piů gente di quel che fosse lecito aspettarsi. In particolar modo l'82 percento dei giovani fra i 16 e i 24 anni, che ormai sulla rete passano la maggior parte del loro tempo libero. Lo scorso anno le cose non erano per niente andate cosě. Sempre secondo l'Eiaa, che raccoglie fra gli altri colossi del calibro di Yahoo, Microsoft, Aol, Tiscali, il sorpasso sta avvenendo solo adesso.

Internet batte la televisione quindi, soprattutto fra le giovani generazioni. Ma stando a Giuliano Noci, a capo del team di ricerca del Politecnico, c'č molto di piů. Tutti pensano che il World Wide Web possa soppiantare il piccolo schermo solo fra gli adolescenti, quelli magari che abitano nelle grandi cittŕ - spiega - Č falso, almeno in Italia. Ha presente la famosa casalinga di Voghera? Ebbene, oggi č lei che naviga di sera. Ed č questo il dato piů eclatante della ricerca. In pratica Internet sta seducendo persone di tutte le etŕ che vivono tanto nei centri urbani quanto nei paesi o nelle campagne. Il 54 per cento degli italiani, appunto. Solo i restanti, il 46 per cento, continuano a fruire la televisione come in passato.

Lo scenario č suggestivo. Ma non tutti gli osservatori lo condividono. C'č chi sostiene che siamo davanti a una tendenza a lungo termine piů che a una devastante onda anomala. Se l'Eiaa conferma, ad esempio, che proprio in Italia c'č una delle piů alte concentrazioni di grandi utilizzatori di Internet (coloro che on line passano almeno 16 ore la settimana), la Commissione Europea argomenta invece che il tasso di penetrazione della banda larga nel nostro paese č inferiore alla media comunitaria. Il che, se non č in plateale contraddizione con l'assunto dell'Eiaa, č certo un dato discrepante. Bisogna essere pragmatici, avverte Layla Pavone, presidente della Interactive Advertising Bureau (l'associazione che rappresenta i piů importanti gruppi impegnati nel mercato della pubblicitŕ digitale). Non credo che la Rete sostituirŕ completamente la televisione, perché non credo che un mezzo di comunicazione possa essere soppiantato da un altro diverso. Al massimo convivono. Č in atto perň una trasformazione che da noi fa impressione perché, a differenza di altri Paesi, oltre il 50 per cento degli investimenti pubblicitari sono concentrati sulla Tv. Un business enorme. E c'č chi č abituato a vivere di rendita, a pensare che una situazione simile sia immutabile. Per questo lo spostamento del pubblico verso il Web č comunque rivoluzionario. Ma alla fine ciň non significa che la televisione sia destinata a morire: solo che oggi in termini di contenuti non ha davvero piů nulla da offrire agli spettatori. Insomma, se la Tv sta davvero per soccombere, la colpa č anche sua.

di Jaime D'Alessandro da Repubblica.it



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