09 Gennaio 2018, 08.53
Vestone Casto Valsabbia
Ambiente

Nuove strategie per il teleriscaldamento valsabbino

di val.

Il vapore ad alta pressione dei nuovi impianti di Raffmetal verrà prima utilizzato per le "salamoie" poi per la rete del teleriscaldamento a Casto e Vestone. Così l'acqua sarà più calda


«Non possiamo più permetterci di buttar via nulla».
Con questa idea, abbinata a quella galileiana che recita «Dietro ad ogni problema c’è un’opportunità», Raffmetal e la Valle Sabbia stanno pianificando una rete di teleriscaldamento che in un prossimo futuro potrebbe servire le abitazioni di Casto e di Vestone, ma anche la possibilità di trasformare in “termali” i laghetti alimentati dal “Pisot” al Parco delle Fucine, già meta di migliaia di turisti soprattutto d’estate.

L’idea è stata resa pubblica alla fine di novembre del 2016
in occasione della visita valsabbina del ministro Elena Boschi e da allora di strada per la verità non è stata fatta molta.
A rallentarla alcune scelte tecniche che poi si erano rivelate in parte inadeguate, che però nei prossimi mesi potrebbero essere superate.

In Raffmetal, azienda del gruppo Silmar che a Casto produce pani in alluminio da recupero rottame, infatti, da circa tre mesi è entrato in funzione un nuovo impianto in grado di produrre 14/15 tonnellate l’ora di vapore acqueo a 130 gradi, invece dei 100° di quello vecchio.

La novità porterà entro quest’anno ad ammodernare quello che nel ciclo produttivo viene definito “impianto del sale”, ubicato nello stabilimento Ferriera 5.
Dopo aver evaporato le salamoie, il vapore si trasformerà in acqua calda a 54 gradi, idonea quindi a scorrere dentro gli impianti di riscaldamento.

Una prima ipotesi, elaborata con l’acqua di risulta a meno di 50 gradi quando il vapore partiva a 100 gradi, si era rivelata inadeguata al riscaldamento di appartamenti che non fossero ben isolati dal punto di vista termico.
Ad ogni modo, almeno a Vestone, l’amministrazione è pronta a valutare l’idea di posizionare sul territorio una centrale a biomassa capace di innalzare di qualche grado l’acqua che scorre negli impianti.

E i laghetti del Parco? Per renderli appetibili anche nella stagione invernale, sarebbe sufficiente l’acqua a 42 gradi prelevata dalle torri di raffreddamento della colata continua nello stabilimento Raffmetal di Malpaga.

L’idea adesso è di bruciare le tappe
più alla svelta e già nei prossimi giorni è prevista una riunione del gruppo di lavoro che si sta occupando del teleriscaldamento valsabbino, del quale fanno parte i vertici dell’azienda, alcuni tecnici, i rappresentanti delle Amministrazioni comunali coinvolte e la Comunità montana.



Commenti:
ID74773 - 09/01/2018 16:49:11 - (armandoilias) -

L'inverno va come è stato descritto sopra, ma l'estate come si può risolvere ?

ID74774 - 09/01/2018 17:47:20 - (Tc) - ...

tutto bene per quanto riguarda il teleriscaldamento...ma scaldare l'acqua dei laghetti? Avranno una fauna e flora ittica correlata...Gli amnbientalisti?...

ID74776 - 09/01/2018 19:53:11 - (Althea) - Althea

Concordo con la domanda... Gli ambientalisti dove sono in Vallesabbia? È da anni che per passare in quelle zone bisogna tapparsi il naso... Be'dai, se non altro l'odore di zona termale c'è già :D

ID74782 - 10/01/2018 19:57:08 - (Sottozero) - ...E'proibito...

Odore di zona termale..Eh eh, buona la battuta dell'ignara Althea, mi son fatta una grassa risata..Però ingenua Althea ..non lo sai che essere, anche solo timidamente, ambientalisti in alta Valsabbia e sopratutto nel Savallese è proibito da consolidate leggi locali?? Stttt... a dir queste cose e a far queste battute si sta male e si fa peccato ...Qui tutto va bene ed è splendido, il migliore dei mondi possibili, c'è chi fa già il meglio per tutti noi ...e tu piccola Althea a far battutacce su questo paradiso...Che modi!! Non c'è più rispetto ne bon ton a questo mondo!!

ID74783 - 10/01/2018 20:33:01 - (Tc) - ...Sottozero...

analizziamo la cosa...ammesso e non concesso facciano cio' proposto,ammesso e non concesso che i laghetti sono artificiali e quindi meno vincolati per un discorso ambientalistico,ammesso e non concesso non ci possano o non ci devono essere gli ambientalisti e o naturalisti nel Savallesse...e ironia a parte...ma perche' queste cose vengono sempre decise senza indurre un referendum alla popolazione,dei comuni interessati? Perche' alla fine riguarda anche loro,chiedendo loro se a questa cosa sono o meno favorevoli? Almeno democraticamente poi non ci sara' scopo di lamentarsi,in caso passi...e poi a me tutta questa fretta di bruciar le tappe,quali sarebbereo queste tappe?...Uhmmm

ID74848 - 18/01/2018 17:15:43 - (manec) - Manec

...Ammesso e non concesso che di questi impianti se ne fanno tutti gli anni nei paesi nordici. Si tratta dello sfruttamento dell’energia termica che si crea in un’azienda derivante dal processo produttivo. Ad oggi si spreca questa energia, in un futuro si potrebbe sfruttare eliminando caldaie e avere possibili riduzioni di costi per le bollette dei cittadini.In città A2A fa la stessa cosa sfruttando l’energia creata dal termovalorizzatore, in valle si potrebbe sfruttare l’energia di Raffmetal. Se non sbaglio Ori Marten in città sta facendo la stessa cosa...

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