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Le luci dell'alba sul Maniva

Le luci dell'alba sul Maniva

di Paolo Salvadori



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24 Febbraio 2019, 08.15
Bagolino
Folklore

L'arte della festa

di Marisa Viviani
Questa settimana due iniziative, in anticipazione del carnevale classico, hanno dimostrato ancora una volta come ci si sa divertire a Bagolino in sereno spirito di partecipazione della comunità in tutte le sue componenti...

... dai bambini dell'asilo agli anziani della casa di riposo, passando attraverso a tutte le fasce di età e di posizione sociale.

La prima ha visto come scenario della festa la canonica della Chiesa di San Giorgio, nel segno di una consuetudine definita “Canonica aperta”, voluta dal parroco don Paolo Morbio per i festeggiamenti del carnevale.

Il gruppo “Lä cä dé 'nä òltä”, coordinato da Versilla Salvadori, una vera macchina da guerra dell'ideazione e organizzazione di spettacoli teatrali, ha rappresentato in forma scherzosa la visita di un altissimo prelato romano alla comunità di Bagolino nel 250° anno della consacrazione della sua parrocchiale.

Chi fosse l'eminentissimo personaggio era possibile dedurlo dal titolo della manifestazione, “Santità l'éi ché èl 19 dé märdé”, ma non svelato fino al momento del suo arrivo in portantina sul sagrato della chiesa, con tanto di seguito di chierici e guardie svizzere, e ricevuto in pompa magna dalle autorità religiose, civili e dalla popolazione festante.
Del resto, con quel po' po' di storia che Bagolino si ritrova, chi poteva venire in visita pastorale se non il papa?

La scena montata in tutti i particolari dalla nostra Versilla e dai suoi collaboratori, è proseguita poi in canonica, dove era allestita l'ambientazione della cä dé 'nä òltä e un buffét luculliano attendeva l'illustre ospite e tutta la comunità per i festeggiamenti, all'insegna della convivialità e della collaborazione tra le generazioni.

Erano infatti presenti molti giovani insieme ad adulti e anziani, tra cui parecchi volontari che avevano lavorato per l'organizzazione della festa, come il “Coro Ciclamino”, il gruppo musicale “8 Corde”, le allieve del corso di chitarra, e molte signore prestate alla cucina e all'allestimento della cä dé 'nä òltä.
La porta aperta della canonica ha così visto corrispondere con successo il senso della manifestazione con la partecipazione di molte persone.

A stretto giro di giorni si è svolto poi il Carnevale dei ragazzi per i ragazzi, organizzato dal gruppo “Voci del Carnevale” con Pro Loco e Scuole di Bagolino, e la collaborazione di Oratorio, Associazione Rododendro, Coro Ciclamino, Vigili del Fuoco, Gruppo Màscär, Suonatori e Capi dei Ballerini Piccoli, Gruppo Laorète, Casa di Riposo, Comune di Bagolino.

Un apparato organizzativo perfetto, attivatosi fin dai mesi precedenti per stabilire il programma e le attività specifiche, il reclutamento del personale e dei figuranti, la logistica dei rifornimenti, la sicurezza, ha allestito una splendida manifestazione destinata agli alunni delle scuole di Bagolino e ai giovani in generale.

La specificità di questa iniziativa consisteva nel mettere a disposizione dei ragazzi non solo le vie e piazze per la festa classica del carnevale, ma nell'esposizione di strumenti, materiali, lavori, figure della civiltà contadina e dell'organizzazione socio-economica del passato (attività agrosilvopastorali, piccolo artigianato, gestione della casa, coltivazioni orticole, allevamento domestico ecc.).

Oltre cento figuranti, individuati per le specifiche competenze, hanno dato vita ad una miriade di attività tradizionali, che in parte sopravvivono ancora oggi nel lavoro e nelle abitudini della gente di Bagolino: lavori di cucito e ricamo, a maglia, di tessitura, di cardatura e filatura della lana, intaglio del legno, costruzione di utensili, impagliatura di cesti e sedie, costruzione di tetti, battitura del ferro, preparazione del formaggio ecc.; il tutto con la produzione di oggetti dal vivo o con l'esemplificazione di tecniche e manualità applicati alle esigenze della vita quotidiana anche attuale.

L'obiettivo della manifestazione infatti, oltre al divertimento implicito nella giornata carnevalesca, consisteva nel far conoscere ai ragazzi gli antichi mestieri e il loro il valore nell'economia tradizionale, con un incentivo al recupero delle capacità manuali e delle tecniche di lavorazione di svariati materiali; anche allo scopo di consentire ai giovani di riproporli nel carnevale attraverso la figura del màscär, secondo la sua caratteristica tipica, che è proprio quella di rappresentare scherzosamente aspetti di vita e lavoro tradizionali.

Un momento particolarmente interessante, e sicuramente insolito per gli alunni, è stato rappresentato dalla ricostruzione di un'aula di scuola di un passato certo recente (anni '50 circa), ma palesemente estraneo alla realtà scolastica e tecnologica dei giovani d'oggi. Veri ex-insegnanti e vere ex-alunne, hanno dimostrato lo svolgimento delle lezioni a quei tempi, con autentici libri di testo, quaderni, strumenti di scrittura, banchi d'epoca, e soprattutto modalità di comportamento e di relazione secondo le rigide direttive del periodo.

Un'esemplificazione che ha destato molta curiosità tra gli alunni attuali e una certa nostalgia tra quelli di allora, certamente non per le bacchettate sulle mani ricevute dai severissimi insegnanti, ma per la propria età dell'oro ormai svanita.

Gli alunni veri, che oggi frequentano le scuole di Bagolino e i piccoli della scuola dell'infanzia, accompagnati dalle rispettive insegnanti, hanno partecipato con interesse all'esperienza offerta da quella giornata straordinaria, organizzata da una comunità che si è prodigata con entusiasmo per la loro crescita culturale e umana.

Si sono anche divertiti moltissimo, avendo a disposizione un ambiente sicuro e tranquillo, dove le occasioni di apprendimento si accompagnavano al gioco in maschera libero e creativo, coronato in mattinata dai balli eseguiti dai Piccoli Ballerini con l'accompagnamento musicale dei Suonatori del Carnevale.

Grande apprezzamento anche da parte di genitori, parenti e accompagnatori dei ragazzi e da parte degli abitanti di Bagolino, che si sono riversati in strada e nelle piazze per godere della propria festa in grande tranquillità, aiutati anche da un tempo splendido.
Un'occasione straordinaria di partecipazione anche per gli ospiti della Casa di Riposo di Bagolino, accolti con affetto dalla gente e accompagnati lungo tutto il percorso da conoscenti e amici di tutte le età.

Ecco due esempi di capacità di divertirsi con mezzi semplici e con la partecipazione di tutti, grazie alla continuità di comunicazione tra le generazioni per un forte senso di appartenenza alla comunità, dove lo spirito del carnevale ha insegnato l'arte della festa, antica nelle forme, attualissima nella sostanza.

MARISA VIVIANI

Nelle foto di Luciano Saia: Momenti del Carnevale dei ragazzi a Bagolino.

P.S.: Per mancata liberatoria della visita del papa, non possono essere pubblicate foto relative alla sua visita pastorale (!)


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