18 Ottobre 2019, 09.26
Blog - Genitori e figli

Hikikomori. Quei ragazzi ritirati in casa

di Giuseppe Maiolo

“A casa mia sto bene, ho la mia camera, il mio pc, il mio mondo!”. Così dicono quelli che piano piano se ne vanno da scuola e dalla vita di tutti i giorni richiudendosi in casa. Via da tutto


Incontrandoli, li ho sentiti più volte parlare quasi con fierezza, ma anche sollievo, della loro scelta. Non volevano essere aiutati a riemergere, ma piuttosto essere capiti. Sono i ritirati sociali, quelli che si allontanano da quella società che conoscono appena e che già li spaventa.

Sentono insopportabile la scuola, il confronto con i compagni e l’essere giudicati davanti a tutti anche se non hanno, ad angustiarli, difficoltà scolastiche o insufficienze. Nemmeno mancano di interesse per lo studio. Hanno solo paura e solitudine.

Temono i contatti e le relazioni e si sentono incapaci di partecipare alla vita dei pari. Soffrono ma non lo dicono apertamente. In molti casi si tratta di ragazzi presi di mira dai compagni e derisi. Sono esclusi e sanno di non poter contare sui pari, quando invece a quell’età c’è tanto il bisogno del gruppo e degli amici.

Così, molti di quelli che si rintanano in casa sono vittime di bulli che li prendono in giro e li deridono per quella loro timidezza che alimenta il silenzio dietro il quale si nascondono. Impauriti e solitari vivono offese sottili e psicologiche che rendono la loro vita un inferno insopportabile.

Per questo non pensano ad altro che ad andarsene, scomparire e ritirarsi nascosti in una tana.
Prima però di segregarsi in casa, sono già degli isolati a scuola, emarginati ed esclusi, quasi sempre  nell’indifferenza generale, perché nessuno degli adulti se ne accorge.

Pochi gli insegnanti che intervengono in loro aiuto in quanto di solito li percepiscono come poco partecipi o disattenti.

Tutto per loro diventa difficile. Con motivazioni diverse, al passaggio dalla media alle superiori, piano piano si assentano realmente. Oggi un malore che ti impedisce di andare a scuola, domani un acuto disturbo psicosomatico che non ti fa alzare dal letto, fino all’insistenza di un malessere indicibile che supera le pressioni dei genitori e la loro ansia.

Alla fine in famiglia si arrendono e loro scompaiono. Escono di scena. Si sottraggono fisicamente al mondo, anche se continuano a starci dentro con la mediazione di un monitor e di un PC che li lega alla vita che sta fuori. Ma si salvano.

Perché il loro ritiro è una difesa, una sorta di protezione da quella società che non capiscono e che non sentono accogliente. Fuggono con un assordante silenzio che, in codice, ci parla della loro protesta silenziosa, quella contro una società che non capiscono e non li aiuta. Ci dicono senza parole di quel loro dolore che hanno dentro, incomprensibile e difficile da tollerare.

L’hanno chiamata “Hikikomori” questa condizione. Comparsa in Giappone negli anni ’80, vuol dire proprio “starsene in disparte” e ora è in rapida diffusione anche da noi. Segnala in modo drammatico la vulnerabilità degli adolescenti di oggi che non sono malati, ma ragazzi in pericolo, questo sì. Perché così facendo hanno interrotto la traiettoria della loro crescita.

Non hanno bisogno di cure o nel senso stretto di farmaci, ma di aiuto urgente a uscire da una condizione di isolamento assai rischioso. Vivono una vita in sospensione e denunciano uno stare fermi, come cristallizzati in una bolla che è fuori da tutto. Incapaci di sostenere lo sguardo degli altri che li angoscia, i ritirati sociali, se non hanno una patologia, possono anticiparla.

In fuga da tutto hanno deciso di vivere in una “stanza-mondo” che hanno scelto come rifugio e prigione. E lì, da reclusi, immaginano una realtà diversa, più adatta a quella fragilità che li caratterizza. Perché delicati e fragili sono questi ragazzi incapaci di tollerare errori e sconfitte e che noi adulti abbiamo reso oggi incapaci di affrontare gli inciampi e superare i fallimenti.

Giuseppe Maiolo
Psicoanalista





Vedi anche
29/07/2019 10:10

Genitori separati e vacanze coi figli Se le vacanze con i figli vanno sempre preparate, quelle dei genitori separati soprattutto i non affidatari, hanno ancora di più la necessità di essere pensate e organizzate con attenzione

11/08/2020 09:20

Gli iperconnessi Tra il preoccupato e l’arrabbiato molti genitori si chiedono che fare con i figli che, ancor più di ieri catturati dai loro dispositivi, passano un tempo infinito a incontrare il mondo delle relazioni virtuali e soprattutto a giocare online

20/01/2020 10:00

Padri e figli “I figli invecchiano. Ma non invecchiano loro. Invecchiano te”. Inizia così il denso monologo di Mattia Torre, drammaturgo e regista da poco scomparso e di cui, tra qualche giorno, uscirà postumo, il suo ultimo film

18/11/2018 08:00

Madri che uccidono Uccidere i figli e togliersi la vita è un gesto che ti appare mostruoso, inconcepibile, innaturale e contrario all’idea che abbiamo delle madri che i figli li mettono al mondo e li fanno crescere.

07/10/2018 08:00

Genitori separati e affido dei figli. Ma quale riforma?

Ci siamo abituati, negli anni scorsi, ai bambini con la valigia sempre pronta, usata non per fare vacanza quanto, piuttosto, per andare da casa della mamma a quella del papà e viceversa



Altre da Genitori e Figli
11/08/2020

Gli iperconnessi

Tra il preoccupato e l’arrabbiato molti genitori si chiedono che fare con i figli che, ancor più di ieri catturati dai loro dispositivi, passano un tempo infinito a incontrare il mondo delle relazioni virtuali e soprattutto a giocare online

04/08/2020

La scuola del dopo Covid -19

C’è una sola cosa certa nella scuola che ripartirà a settembre: la data d’inizio, anche se non per tutte le regioni sarà la stessa

27/07/2020

Dal lockdown le nuove dipendenze tra i giovani

Gli scenari familiari che si incontrano adesso dopo la pandemia sembrano contenere tutti un significativo disagio accumulato durante il tempo lungo del lockdown e non ancora metabolizzato

21/07/2020

Fatti gravi tra i giovani e mancanze degli adulti

La scoperta delle “chat dell’orrore” e i due giovani che hanno assunto un cocktail di sostanze letali: questi i tragici fatti proposti dalla cronaca recente. Ma i genitori e gli adulti dove erano?

12/07/2020

Educare alla perseveranza. Ovvero far crescere la forza di lottare

Ci sono esempi che contano quando le fatiche si fanno sentire, lo sguardo sulla vita è corto e la speranza, sfilacciata, non appartiene ai vocaboli che usiamo giornalmente

30/06/2020

L'urgenza di sostenere la famiglia e la scuola

Per quanto terribili siano le esperienze traumatiche, è possibile che esse ci diano nuove risorse e capacità di adattamento. Lo confermano molte ricerche sulla resilienza, che è resistenza e perseveranza

22/06/2020

Le conseguenze della quarantena

Durante la quarantena c’era chi aveva fatto previsioni rispetto alle conseguenze del lockdown. Diceva che avrebbe prodotto gravi effetti sulla salute psicologica e mentale degli individui e avrebbe fatto aumentare le dipendenze in tutte le sue forme. E così è stato

08/06/2020

La società della paura che genera mostri

Che la pandemia abbia cambiato il mondo lo sappiamo. Ansia e incertezza sanno generare mostri e comportamenti difensivi ma assurdi e inaccettabili. L'ultimo in ordine di tempo è quello di aver immaginato gabbie di plexiglass per difendere bimbi a scuola

01/06/2020

Ritorno a scuola per un giorno? No grazie. Ci vuole altro

Da un po’ di giorni, finalmente, si parla di far tornare a scuola i bambini prima della conclusione dell’anno. Non è cosa di poco conto, anche se non vuol dire riaprire le scuole

13/05/2020

Dall'ignoranza alla presunzione

È inaccettabile la violenza che circola in questi giorni su Silvia Romano. Mostra che siamo distanti ancora anni luce dall'idea di contenere o eliminare quell’odio online che tutti, a parole, si dicono interessati a sconfiggere

(17)