Una straordinaria festa di popolo
di Cesare Fumana

Va in archivio anche l’82 Adunata nazionale degli alpini che si è svolto nel fine settimana a Latina. Tanti anche dalla Valle Sabbia. Come sempre è stata una straordinaria festa di popolo, con tanta gente per le strade e per le piazze.

Va in archivio anche l’82 Adunata nazionale degli alpini che si è svolto nel fine settimana a Latina.
Una scelta, quella della città laziale, voluta per ricordare quanti negli anni ’30 del secolo scorso furono mandati dal Veneto, dal Friuli, dal Piemonte, dalla Lombardia e dall’Emilia a bonificare le paludi dell’Agro pontino. Molti fra quelli erano alpini, alcuni reduci della Grande Guerra, che per dovere si trovarono nel difficile compito di rendere abitabile una zona allora ancora insalubre.
La scelta è stata fatta anche per premiare una piccola sezione dell’Ana, quella di Latina, che in un territorio non prettamente alpino porta avanti gli ideali che sono propri degli alpini: lo spirito di corpo, l’amor patrio, il volontariato a servizio della propria comunità, la solidarietà.

E anche questa edizione del raduno di tutte le Penne nere d’Italia e di quelle sparse per il mondo sono state l’occasione per ribadirli e per trasmetterli alla popolazione locale.

Se per gli alpini la festa si è volta secondo i canoni consueti, per la popolazione locale è stata una vera sorpresa e una scoperta. Se all’inizio si è mostrata un po’ diffidente per questa pacifica invasione che ha causato loro qualche disagio, subito ha capito come gli alpini riescano ad annullare qualsiasi differenza e a far partecipi tutti a una festa di popolo che coinvolge l’intera città. Infatti, in tanti si sono uniti ai fanti con la penna per i vari momenti della manifestazione.

Una partecipazione corale, una festa di piazza, l’appropriazione da parte della gente degli spazi della città. Lo hanno evidenziato in molti: anche una città di provincia può essere il luogo di grandi eventi. Finora i latinensi stessi non ne erano consapevoli: l’Adunata degli alpini è servita loro anche per prendere coscienza di questo. Senza dubbio un buon lascito e un buon ricordo da parte degli alpini.

Trecentomila le persone giunte a Latina, sessantamila le Penne nere che hanno sfilata per la via principale dalla mattina al tardo pomeriggio. Fra questi anche gli alpini della Valle Sabbia e del Garda nelle file della sezione “Monte Suello” di Salò, con in testa il neo presidente Romano Micoli, che portavano gli striscioni “Le paludi… risanate”, “Il Friuli… risorto”, “Abruzzo… siamo con te”, portati rispettivamente dagli alpini di Ponte Caffaro, da quelli di Polpenazze e di Carzago. Tanti i messaggi dell’impegno civile degli alpini, con particolare riferimento all’Abruzzo: uno dei momenti più commoventi della sfilata, infatti, è stato il passaggio degli alpini abruzzesi.

Il disagio del viaggio più lungo del solito è stato quindi ripagato per la scoperta per molti di una bella città, dalla caratteristica architettura razionalista dell’epoca del Fascismo, nata per volontà del regime 79 anni fa con il nome di Littoria.

L’appuntamento per l’anno prossimo è già stato fissato: Bergamo. Sarà la città orobica ad ospitare l’evento nazionale di massimo richiamo degli alpini nel 2010.
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