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06 Dicembre 2017, 09.35
Bagolino
Mostre

Non solo grandi città per l'arte in mostra

di Marisa Viviani
Collegata all'iniziativa Insoliti incontri, a Bagolino l'associazione Habitar in sta terra ha allestito una mostra dedicata alle opere censurate, cancellate o distrutte

C'è un'iniziativa culturale molto rilevante lanciata dal Sistema Museale della Valle Sabbia, che consiste nell'esposizione di un'importante opera d'arte contemporanea presso un luogo significativo di un paese valsabbino disposto ad accoglierla. Tre sono stati quest'anno i comuni aderenti, Idro, Capovalle e Bagolino. (1)

INSOLITI INCONTRI è il titolo di tale iniziativa, che nel sottotitolo si presenta come CONTAMINAZIONI D'ARTE LUNGO IL FIUME CHIESE. La mostra temporanea delle opere d'arte è realizzata in collaborazione con la Comunità Montana di Valle Sabbia e soprattutto con la Collezione di Arte Contemporanea Paolo VI di Concesio attraverso il prestito delle singole opere.

Questo l'intervento dei proponenti; da qui in avanti l'onere dell'organizzazione degli eventi collaterali di arricchimento dell'esposizione dell'opera è spettata alle istituzioni comunali coinvolte.

Molto impegnativa la proposta riservata a Bagolino, a cui è stata assegnata l'opera di Emilio Isgrò "Il vitello d'oro", che l'artista ha tratto dal passo biblico dell'Esodo.

Emilio Isgrò, artista concettuale, poeta, scrittore, drammaturgo, regista, è noto a livello internazionale per le sue "cancellature" su testi classici e universalmente riconosciuti, pietre miliari della cultura e della conoscenza (dalla Bibbia alla Costituzione Italiana, ai Promessi Sposi ecc.).

L'opera "Il Vitello d'oro" del 2007 ne è un esempio illuminante; del testo biblico cancellato l'artista ha mantenuto l'essenza del suo messaggio, composto di pochissime, essenziali parole: "Un dio d'oro: quello cancellerò dal mio libro." Che in tempi d'attualità come i presenti paiono più che mai profetiche, in particolare per una Chiesa squassata da dubbi comportamenti evangelici, che Francesco sta faticosamente cercando di riportare all'essenza del messaggio cristiano; ma anche per una società civile abbagliata dal dio-denaro e dal potere che questo crea, in realtà per pochi privilegiati a scapito della moltitudine di poveri ed emarginati che contribuisce a produrre.

"La cancellatura – parla l'autore - non è una banale negazione ma piuttosto l'affermazione di nuovi significati: è la trasformazione di un segno negativo in gesto positivo"; gesto che fa emergere il senso autentico del messaggio artistico.

"Cancellare per svelare, questo il significato più profondo del gesto artistico, che volutamente mostra l'inganno, peccato dell'hybris, celando, al contempo, il Lògos, la Verità." Così Michela Valotti, coordinatrice del Sistema Museale della Valle Sabbia, che nel profilo di Emilio Isgrò sottolinea la singolarità del suo lavoro artistico.

Presentazione dell'opera esposta, inquadramento storico della corrente artistica di Emilio Isgrò e sua partecipazione alle avanguardie artistiche del '900 sono stati illustrati anche da Paolo Sacchini, direttore della Collezione Paolo VI, durante l'inaugurazione di sabato 2 dicembre, che ha richiamato a Bagolino un numeroso pubblico anche da fuori paese.

Tra gli eventi collaterali curati dalle istituzioni locali, come previsto dal protocollo del progetto INSOLITI INCONTRI, va segnalata la mostra allestita dal curatore Flavio Richiedei per l'Associazione Culturale HABITAR IN STA TERRA.

"Come Habitar abbiamo considerato che non potevamo limitarci ad esporre una piccola opera, fisicamente piccola, ma dovevamo costruirci attorno una mostra che sviluppasse una grande idea, quella che riflette sul concetto di cancellatura negativa, a significare il rifiuto di ogni forma di censura."

La mostra si intitola "ATTORNO A ISGRÒ. CANCELLATURE E NOTE A MARGINE", e ruota intorno ai concetti di "cancellare=censurare", cancellare=distruggere", "cancellare=dimenticare", "cancellare=nascondere", individuando esempi di censura ecclesiastica e censura civile nella storia.

La mostra espone una serie di testi, immagini e testimonianze varie che vanno dall'Index Librorum Prohibitorum (elenco degli autori e dei libri la cui lettura era proibita ai cattolici, in vigore dal 1559 al 1966), ai processi contro gli eretici e le streghe, ai roghi di libri e ai processi civili per oltraggio al pudore contro scrittori e artisti anche in tempi più recenti.

"La censura è strettamente legata allo scrivere, al comunicare. (...) Dove si bruciano i libri si finisce con bruciare anche gli uomini. - afferma l'artista, e di umanità arsa viva nei roghi della Santa Inquisizione del passato e incarcerazioni, vessazioni, bandi, esilio fisico e morale ne è piena la storia. Ed è proprio in riferimento a fatti analoghi che il curatore della mostra Flavio Richiedei ha pensato di stabilire nella mostra un parallelo tra cancellatura, censura, annullamento della memoria e della conoscenza del passato.

Cancellare = distruggere e dimenticare, e si possono constatare i danni prodotti dalla distruzione da parte dell'ISIS delle testimonianze artistiche dell'antica città di Ninive raccolte nel museo di Mosul, esempio recentissimo di annullamento della memoria storica di un popolo, finalizzato proprio alla cancellazione delle testimonianze del passato preislamico della popolazione.

Cancellare = distruggere e nascondere, e ricordiamo gli orrori di un nazismo che sequestra le opere di "arte degenerata"; 16.000 le opere requisite a musei e collezioni private, 5000 le opere distrutte, 120 gli artisti messi al bando come indegni di appartenere al consesso della pura razza ariana e dei suoi valori tradizionali. Tra questi Van Gogh, Kandinsky, Klimt, Mondrian, Kokoshka, Heckel, Chagall, Klee, Marc, Mueller, ecc. Ricorre infatti quest'anno l'80° anniversario della vergognosa Entartete Kunst, la mostra sull'arte degenerata (vietata ai giovani), che il nazismo allestì a Berlino nel 1937.

Tra gli artisti nel mirino della censura nazista comparivano anche gli aderenti alla corrente dell'Espressionismo Tedesco; ebbene, con felice intuizione Flavio Richiedei ha inserito nella mostra di Bagolino alcuni loro lavori come opere collaterali accanto al "Vitello d'oro" di Emilio Isgrò (vedi nota 2 a seguire). Una scelta, sia delle opere che dei materiali complessivi presentati, che fa di questa mostra un'interessantissima proposta espositiva, nata in provincia, ma che potrebbe onorevolmente collocarsi tra le offerte culturali di una città.

A cura di Habitar in sta terra e tenuta da Flavio Richiedei è prevista una VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA, che si svolgerà VENERDÌ 8 DICEMBRE alle ore 17,30 (Sala delle esposizioni sopra la Biblioteca Comunale). Occasione da non perdere, soprattutto da parte degli studenti, ma anche della popolazione che deve impegnarsi a valorizzare le belle iniziative e il lavoro che la gente di Bagolino produce per il bene della comunità.

La mostra resterà
aperta fino al 17 dicembre – Orari: sabato 9 e 16 dicembre (ore 16/18,30) – domenica 10 e 17 dicembre (ore 11/12,30 – 16/18,30) – Venerdì 8 dicembre (ore 11/12,30 – 16/18,30)

                                                                                                     

(1) Le opere d'arte sono state esposte in ambienti coerenti con il tema specifico: Idro (J. Guitton, Jean Baptize Jésus, 1976 – Pieve di Santa Maria ad Undas) – Capovalle (E. Coccoli, Il Vincitore, 1918/19 – Museo Reperti Bellici) – Bagolino (E. Isgrò, Il Vitello d'oro, 2007 – Biblioteca Comunale)

(2) Le opere grafiche esposte sono 13, di 8 artisti: K. Schimidt Rottluff (L'uomo che legge- xilografia 1921) – H. Naven (Maternità – puntasecca 1919) – W. Helbig (Testa femminile- xilografia 1923) – F. Marc (La leggenda degli animali- xilografia 1918) – R. Seewald (Il Pastore- xilografia 1917) – W, Helbig (Passeggiata- xilografia 1925) – E. Hechel (Giovane donna- xilografia 1920) – W. Helbig (16 Holzschnitt- xilografia 1925) – O. Mueller (Nudi allo stagno- litografia 1917) – W. Helbig (Bagnanti- xilografia 1915) – K. Schimidt Rottluff (Testa- xilografia 1917) – W. Helbig (Il Giusto- xilografia 1923) – Di altra epoca F .Goya (Contro il bene comune- acquaforte, acquatinta 1810/1820)


Nelle foto di Luciano Saia: Aspetti della mostra  "ATTORNO A ISGRÒ. CANCELLATURE E NOTE A MARGINE", a Bagolino dal 2 al 17 dicembre 2017


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