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11 Novembre 2018, 09.48
Bagolino Valsabbia
MEMORIE DELLA GRANDE GUERRA NELLA VALLE DEL CAFFARO

Memorie della Grande guerra nella Valle del Caffaro

di Marisa Viviani
Nei giorni scorsi si è tenuta a Bagolino, la presentazione del libro “Memorie della Grande Guerra nella Valle del Caffaro” di Stefano Molgora, edito dal Comune di Bagolino per la Collana Zangladello

Una anticipazione dell'interessantissimo argomento trattato nel libro era già avvenuta durante l'estate in una mostra e in un incontro pubblico organizzati dall'Associazione Culturale Habitar in sta terra, che aveva scelto la Grande Guerra come tema specifico della sua proposta culturale per il 2018.

In occasione del 4 Novembre, data della fine della guerra e delle celebrazioni del suo centenario (1915/1918 - 2018), è stato così presentato il libro, che illustra la situazione dei fronti, delle strade, delle trincee, degli appostamenti, degli alloggiamenti del sistema difensivo italiano nella Valle del Caffaro e delle aree limitrofe della Val Sabbia e Val Trompia, con riferimenti alla Valle del Chiese al tempo sotto dominio austriaco.

Stefano Molgora è un architetto con la passione della fotografia e della ricerca storica in un settore che gli è congeniale, sia per studi che per precedenti di servizio come sottufficiale del Genio Militare; è inoltre un appassionato di montagna, in particolare delle montagne di Bagolino, percorrendo le quali ha trovato tracce importantissime della Grande Guerra, che ha voluto seguire per ricostruire la presenza delle linee difensive italiane in questo territorio.

Ne è conseguita una ricerca approfondita e ricchissima di notizie e scoperte destinate a riaprire l'interesse, lo studio e la tutela di un aspetto di questo ambiente sotto il profilo storico, e potenzialmente portatrici di sviluppo di un sano turismo culturale su queste montagne, del resto già vocate per una frequentazione naturalistica rispettosa dell'ambiente e della sua antica tradizione agro-silvo-pastorale.

Impossibile nell'economia di un articolo
entrare nei dettagli dell'appassionante esposizione fatta dall'autore del libro; i resti delle linee difensive nella Valle del Caffaro sono infatti molto estesi, compresi tra Forte Cima Ora, Mte Maniva e dintorni, Psso Termine, Mte Listino, Psso Serosine, Psso Cornelle, Psso Bruffione, Mte Brealone, Piana di Bruffione ecc. Interessantissima la scoperta presso la località S.Antonio, prospiciente il lago d'Idro, di una trincea di fucileria con 1200 postazioni di fuoco, come del resto è notevolissima la rete di strade militari costruite dai soldati stessi nel corso della guerra.

Per fare un solo esempio la strada che dal Gaver (al tempo il Gaver si chiamava Présa Capèla) porta alla Piana di Bruffione era battutissima da salmerie e mezzi di artiglieria; i passi erano presidiati durante tutto l'anno e la vita in inverno era durissima, per la neve, il freddo e il rischio valanghe, che da sole causarono diecimila morti in quella che viene chiamata la Guerra Bianca combattuta sulle montagne.

A questo proposito va ricordata la data del 13 Dicembre
, la Santa Lucia Nera del 1916; numerose slavine e valanghe causate da un improvviso rialzo della temperatura, spazzarono via in una sola notte migliaia di soldati nei loro accampamenti, dall'una e dall'altra parte, come in Bruffione, dove ci furono 27 morti tra Fanti e Alpini, ricordati ancora oggi nel piccolo cimitero militare collocato sulle pendici del monte.

Il fronte di guerra che interessò la Valle del Caffaro era di seconda linea, ma la posizione era strategica, poiché metteva in comunicazione Val Trompia (fabbriche d'armi), Val Sabbia e Val Camonica (vie per trasporto truppe e armamenti verso confine), era inoltre direttamente confinante con l'Austria; infatti il paese di Bagolino corse un grande rischio di coinvolgimento diretto nel conflitto, come capitò ai paesi della Valle del Chiese rasi al suolo durante la ritirata degli austriaci e l'avanzata delle truppe italiane.
Proprio per la sua posizione strategica, che in passato aveva fatto la fortuna della Comunità di Bagolino, questa valle fu interessata dall'ampia estensione di linee difensive, i cui resti sono ancora oggi visibili sulle sue montagne.

Interessantissima come testimonianza storica e preziosissima per la sua attuale percorribilità, la rete stradale militare è ancor oggi un manufatto di alto valore tecnologico, a maggior ragione se pensiamo che fu realizzato praticamente a mano dai plotoni del Genio Zappatori; il Genio Militare era costituito all'inizio della guerra da dodicimila genieri, divenuti centosettantamila alla fine; a cui si aggiungono centoquarantamila civili all'anno, uomini troppo anziani o troppo giovani per essere arruolati, ma impiegati nei lavori di costruzione e manutenzione delle strade e delle fortificazioni.

Si tratta di manufatti che un Paese civile dovrebbe conservare con rispetto verso i milioni di vittime costati ad una guerra insensata; il dovere di una memoria concreta e non parolaia sarebbe il tributo più onesto e dignitoso rivolto ai nostri caduti e alle comunità travolte dall'immane conflitto.

Stefano Molgora non dimentica così di ricordare i figli di questa terra caduti nella Prima Guerra Mondiale, 72 (75?) soldati, molti giovanissimi, che non hanno più fatto ritorno alle loro famiglie.
Una lapide del tempo li ricorda nei cimiteri di Bagolino e Ponte Caffaro, come nei rispettivi monumenti a loro dedicati. Dietro ad ogni nome di quei morti ci sono però storie e famiglie, che il nostro autore ha cercato di ricostruire, riuscendoci in qualche caso, e sollecitando l'impegno della comunità ad avviare una ricerca personale su tutti i suoi caduti.

Il libro di Stefano Molgora si configura quindi, oltre che come una ricerca e uno studio validissimi su un aspetto poco noto della Grande Guerra, come un rispettoso omaggio a Bagolino, alla sua gente, alle sue montagne.
E ai suoi caduti, a cui il libro è dedicato: “Dedicato ai Caduti di Bagolino nella Prima Guerra Mondiale e a quanti, seppur sopravvissuti al Conflitto, sacrificarono i migliori anni della loro vita per le generazioni future.”

A Stefano Molgora, e a suo nonno Carlo Molgora che fu militare nella Valle del Caffaro, va il ringraziamento di tutti coloro che hanno a cuore il dovere della memoria.

Di Stefano Molgora:

“Sentinelle del Silenzio” - Architettura della Grande Guerra in Valle Sabbia e Alta Val Trompia – (Libro fotografico) La presentazione avverrà il giorno 15 dicembre, ore 10.00, presso Sala Congressi della Caserma Goito, via Callegari 3/c, Brescia.

“Tracce della Iª Guerra Mondiale nel territorio di Bagolino” (Mostra): presentata a Bagolino, Agosto 2018, in collaborazione con Associazione Culturale Habitar in sta terra.

“La Rocca nella Grande Guerra” (Mostra): presentata in anteprima presso la Rocca d'Anfo, Ottobre 2018; sarà presentata ufficialmente nel 2019 alla riapertura della Rocca.

 Marisa Viviani

Nelle foto di Luciano Saia: Corteo sulla strada militare di Bruffione per la celebrazione della Messa presso il Cimitero Militare; Il Sacrario dei Caduti di Bagolino presso la Chiesa degli Adamino; Momento di commemorazione dei Caduti presso il monumento di Ponte Caffaro; Il libro di Stefano Molgora "Memorie della Grande Guerra nella Valle del Caffaro" .
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