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Valerio Corradi, sociologo territorialista, nell'ambito di progetti europei, nazionali e locali si occupa di modelli di sviluppo locale; innovazione organizzativa e formazione al lavoro; buone pratiche di qualità della vita e bilanci di sostenibilità sociale.  

Tra le sue pubblicazioni:
Per uno sviluppo locale sostenibile (Milano, 2009);
Le incerte vie della sostenibilità (Milano 2011);
Nuove società urbane (Milano, 2013);
Solo chi sogna può volare (Mantova, 2016)
Il blog si propone di riflettere su alcuni temi emergenti che rendono evidente l’intreccio tra spazio dei flussi e spazio dei luoghi ovvero tra globalismo e localismo.
In un quadro segnato da crescenti squilibri sociali, effetti ecologici negativi, crisi di sviluppo, ma anche da nuove opportunità di “crescita” e da forme sociali emergenti diventa fondamentale saper coniugare l’azione locale con un modo di pensare globale.

 
 

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22 Dicembre 2017, 08.00

Blog - Glocal

Mangiare insetti

di Valerio Corradi
Uno dei segnali più evidenti della globalizzazione che segna il nostro tempo è la diffusione di abitudini alimentari proprie di culture “altre” che vengono riscoperte in aree diverse del pianeta

In questo quadro l’utilizzo degli insetti per finalità alimentari è una pratica presente da sempre in alcune culture e ancora oggi diffusa in alcuni popoli. Di recente, anche in occidente, il tema ha sollevato interesse e si sta discutendo su come inserire questo particolare alimento in diete speciali.

L’ONU si sta interessando al possibile consumo di insetti nell’ambito di iniziative che cercano di stimolare il reperimento di nuovi alimenti proteici che col tempo potrebbero integrare o addirittura sostituire quelli tradizionali. Tuttavia, al di là dei benefici nutrizionali, al momento persistono (forse non a torto…) resistenze da parte di molti consumatori all’assunzione di insetti.

Sono diversi i fattori in gioco che frenano la sperimentazione, quali: cultura di appartenenza, abitudini, età, genere, disponibilità a provare qualcosa di nuovo. Per molti studiosi il vero banco di prova sarebbe il primo assaggio e la possibilità di presenziare o meno alla trasformazione dell’insetto così come alla preparazione del piatto che lo include.

C’è anche chi sostiene che, per vincere le resistenze, il primo assaggio potrebbe essere meglio favorito da un’inconsapevole assunzione. Un recente esperimento pubblicato sulla rivista Agriregionieuropa 51/2017,condotto dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma ha coinvolto 88 soggetti tra studenti e staff (43 maschi e 45 femmine).

I partecipanti, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, provenivano da diverse aree geografiche d’Italia.  Agli intervistati è stato chiesto di valutare il proprio livello di Neophobia (repulsione all’assunzione di insetti) e le aspettative sensoriali (reazione ad aspetto e sapore). Lo studio mostra che coloro che hanno consumato insetti almeno una volta in precedenza sono meglio predisposti alle assunzioni successive.

Inoltre gli uomini risultano più disponibili ad assaggiare gli insetti rispetto alle donne. Lo studio sottolinea poi che in futuro, per l’Italia, “il consumo di insetti commestibili dipenderà principalmente dalla disponibilità sul mercato, dalla tipologia delle categorie di prodotto (trasformato o non trasformato) e dal tipo di comunicazione verso i consumatori”. Per capire se siamo di fronte a una moda o a una nuova abitudine alimentare, non resta che attendere e (forse…) sperimentare.
 
 
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Commenti:

ID74534 - 22/12/2017 08:50:37 (Tc) ...
di mio posso dire che li ho gia' assaggiati e sono anche buoni...certo e' che bisogna far passare quello sterotipo che Insetto uguale merda...francamente piuttosto di un hamburger McDonad's meglio un piatto di cavallette fritte...daltronde,l'essere umano e' l'unica specie animale in continuo progresso ed è impensabile continuare a sfruttare allevamenti intensivi,bisogna alternare e cambiare le abitudini integrando anche questo tipo di alimento,che di certo male non fa...l'uomo nasce onnivoro in fin dei conti...suggerisco il sito di in7(entomo)FOOD : http://www.in7.it/


ID74535 - 22/12/2017 09:20:35 (Giacomino) Un modo intelligente
per eliminare le invasioni di cavallette


ID74540 - 22/12/2017 11:39:08 (ulisse46) Mi fa sorridere
il tempismo di questo articolo visto il "problemone" portato alla ribalta dai sinistri. Non si possono mangiare gli uccellini nello spiedo ma gli insetti, che non sono = merda, ma che nella merda sono nati e vissuti (insieme ai vari prodotti chimici o terreni non bonificati) quelli si. Terrificante


ID74541 - 22/12/2017 11:44:31 (ubaldo) Devo essermi perso qualcosa ulisse46
Di quali "sinistri" e di quale "problemone" parli?


ID74551 - 22/12/2017 13:16:38 (bado68) ???
Ma adesso dovranno fondare una nuova lega,oppure modificare la ormai vecchia LIPU in LIPI.........


ID74552 - 22/12/2017 13:20:06 (Tc) ulisse46
per par condicio,vorrei farti presente che gli uccellini che tu adori nello spiedo (ma anche me ;-) ),si son nutriti di tutta quella merda definita da te,dagli insetti ai cereali...e' una catena e noi umani ne siamo all'apice...;-)


ID74556 - 22/12/2017 14:56:51 (bernardofreddi)
Invece di pensare di nutrire i popoli del terzo mondo a base di pompogne e saltamartini, non potremmo cominciare, noi euro-nippo-americani a smetterla di sprecare ogni giorno cibo a tonnellate, e loro a usare i profilattici dopo il secondo figlio (magari forniti gratis)?. ooohps, in un colpo solo ho scritto una cosa razzista, offeso i sentimenti religiosi dei buoni cristiani e attentato al libero mercato!


ID74559 - 22/12/2017 17:43:47 (cardinale) Provati tutti diversi anni fa
Provati per curiosità ad un pranzo di gala con chef svizzero, per curiosità. Mangiate cavallette fritte, grilli con cioccolato, vermi in frittata e risotto. Dopo questa esperienza ritengo questa categoria di "cibo" utile solo per necessità proteica ma totalmente inutili per una buona tavola. Non ho trovato nessun gusto gratificante ma solo la continua esperienza di aver sotto i denti simil carapaci senza sapore.


ID74562 - 22/12/2017 18:14:11 (Tc) bernardofreddi
el problema l'e' che la' pampogne e sibioch i na maia za ase...e quand che i ve che ga fa schifo la pastaseta o el ris...l'e' abastansa strana la roba...vero comunque,buttiamo talmente tanto cibo,che solo le cifre di quello che buttiamo sfamerebbero l'intero pianeta...


ID74564 - 22/12/2017 18:23:14 (Denis66) ....
Dato che sono mussulmani..nuovo cibo nei centrilagher d'accoglienza


ID74577 - 23/12/2017 17:17:18 (armandoilias) Per Denis66
Cosa c'entrano i mussulmani col cibo di insetti ???



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