01 Marzo 2020, 09.38
Blog - Maestro John

Non ci resta che il calcio!

di John Comini

Una settimana indimenticabile… in senso negativo, ovvio. In futuro (se sopravviveremo: gli scongiuri qui sono obbligatori) racconteremo questi giorni di ansia, paura, discussioni e confusione


Questa settimana è stata piena di notizie, che si accavallavano l’una sull’altra, con aggiornamenti ora per ora sul coronavirus, sui contagiati e sui decessi.

Giorni e giorni con politici e virologi che litigano, negozi alimentari presi d’assalto, scuole e biblioteche chiuse, carnevali e mercati sospesi, mascherine e amuchine, sospensione delle Messe e Mercoledì delle Ceneri celebrato senza concorso di popolo, funerali solo con i familiari.

E gli amici a dare l’ultimo addio fuori, ad ascoltare le parole del sacerdote diffuse da un autoparlante. E inoltre manifestazioni e spettacoli annullati, come quelli della Signora Maria… spero di riuscire a fare lo spettacolo per domenica 8 marzo a Vestone!

Una Quaresima vissuta
con inquietudine, tra fake news e truffe.
 
Ma poiché le brutte notizie non arrivano mai da sole, ecco che ci ha lasciato Carla Leali, partigiana in Valsabbia, saggia maestra nata a Livemmo nell’aprile del 1922.
E poi sono arrivati i roghi sui monti della Valsabbia e della Valtrompia, con fumo e fiamme per chilometri, favoriti dal forte vento.

E dobbiamo ringraziare la protezione civile, le squadre dell’Antincendio boschivo, dei Vigili del fuoco e gli operatori degli elicotteri e dei due canadair. E che tristezza leggere frasi come questa: “Bione non è più interessato da focolai perché non c’è più nulla da bruciare”. Il poeta Tagore ha scritto: “Gli alberi sono l’estremo sforzo della terra per parlare con Dio.”

Ma non è finita! È arrivato l’esito dell’incontro della Cabina di regia sul depuratore per i comuni Gardesani, coordinata dal Ministero, avvenuta in videoconferenza.

È stato escluso qualsiasi nuovo studio rispetto a quella che prevede i due impianti a Gavardo e Montichiari, come quella di portare tutti i reflui a Peschiera (addio quindi all’ipotesi del maxidepuratore per l’intero lago).

Entro fine marzo si terrà la nuova riunione tecnica per il via libera definitivo. Unica concessione: un tavolo tecnico per approfondire le ricadute ambientali sul fiume Chiese. È la dimostrazione che i sindaci non sono stati ascoltati. Che delusione! Però la speranza è l’ultima a morire…

Tornando al coronavirus, pare che colpisca soprattutto gli anziani. Ma come! Adesso
che i bambini sono in vacanza “forzata” e scorrazzano per casa, sono proprio i nonni ad arrivare in soccorso ai genitori.

I nonni regalano ai bambini amore incondizionato, gentilezza, pazienza, umorismo, lezioni di vita. I nonni diventano bambini anche loro. Ma attenzione: è bello sentirsi giovani, ma poi si ha bisogno di riposo, eh!  Ed è bellissimo il video “Abbi cura dei tuoi ricordi” realizzato da Samantha Erbaggi, una giovane fotografa di Lavenone, dedicato alla nonna. Un racconto poetico e struggente!

A proposito di ricordi… All’oratorio ci si scherzava tra bambini juventini, milanisti e interisti. Si cantava “C’era una squadretta piccolina in Canada, con tanti giocatori che facevano pietà, e tutte le ragazze che passavano di là, dicevan che schifo (nome della squadra da denigrare) in serie A…” Oppure si diceva: “Primo comandamento: ama il prossimo tuo come te stess… Secondo comandamento: ama i tuoi nemici… Ma il comandamento fondamentale è: copa el (milanista o juventino o interista) entat che el ghè!”

Non so da quando ho iniziato a tifare Juve, forse per la cassa di legno che mio fratello Dino teneva dietro la Lambretta per portare le scarpe a Desenzano. C’era scritto W JUVE: un nome, un destino.

La domenica pomeriggio facevo il tifo per il Gavardo agitando il vessillo giallonero. Mi recavo al vecchio campo sportivo dinanzi all’ospedale, compravo il gelato dal Pieretto e sulle tribune mi sgolavo: “Gavardo! Gavardo! Gavardo!”.

Naturalmente se il Gavardo perdeva ero triste e la domenica diventava malinconica, ma non ho mai fischiato o insultato gli avversari. Scrivevo sui quaderni i miei commenti riguardanti le partite domenicali (a quei tempi si giocavano tutte nello stesso tempo… pare passato un millennio).

Poi finalmente a casa è arrivata la televisione… ma è arrivata anche la stagione dell’amore, e allora la domenica pomeriggio, mentre camminavamo io e la mia “attuale” moglie (milanista perché le piaceva Rivera… ) sul lungolago, si potevano osservare masse di morosi e sposati che tendevano con movimenti geometrici ad aggregarsi attorno al proprietario di una radiolina dove trasmettevano “Tutto il calcio minuto per minuto”: “Quanto fanno? E il Milan? E la Juve? E l’Inter... E il Brescia? E l’Avellino? E il Sabbioneta?” (questo per la schedina)

E quello con la radiolina rispondeva a tutti, con l’aria di un santone che ti diceva il destino di vita e di morte. Dalle facce capivi chi vinceva, chi perdeva, chi pareggiava, chi si stava difendendo: e chi al novantesimo minuto sperava in un miracolo.

Verso le 19 dicevo alla mia futura moglie che dovevo assolutamente tornare a casa, perché i miei volevano che rincasassi presto. In realtà (ma questo gliel’ho detto dopo sposati… ) correvo a casa a vedere le partita in differita (mia zia diceva “difterite”). Sapevo già il risultato, ma era sempre un gran godere.

Chiedetelo alla mia attuale moglie: quando gioca la Juve, mi trasformo, grido, soffro, sembro un pazzo. E se perde, vado a dormire e tengo il lutto fino alla prossima partita.

Com’era quella frase? “Alcuni credono che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d’accordo. Il calcio è molto, molto di più.”

“Ovviamente” mercoledì scorso è andata male anche con la mia squadra del cuore contro il Lione. So che in questo momento molti miei amici o parenti interisti o milanisti saranno felici, ma vorrei ricordare loro che c’è sempre il ritorno! E mi spiace che stasera non ci sia la partita Juve-Inter… ma a porte chiuse sarebbe stata irreale…

Oggi le previsioni danno pioggia. Non sembra, ma è una bella notizia, dopo le temperature sopra la media e le precipitazioni quasi nulle di questo pazzo inverno.
E come ha scritto Manzoni nei Promessi sposi, speriamo che la pioggia porti via le malattie e tante cattiverie.

Ci sentiamo la settimana prossima, a Dio piacendo
maestro John

Nelle foto:
- Maggio 1961 squadra dei tifosi Juve contro i tifosi Milan
- La squadra gavardese del Fil de fer all’oratorio nel 1960
- USO Gavardo 1967/68
- Festa per la vittoria!



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