Skin ADV
Giovedì 23 Maggio 2019
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 
    

 
 

MAGAZINE


LANDSCAPE



17 Aprile 2019, 10.02

Blog - Maestro John

Notre-Dame e le sue sorelle

di John Comini
Quando io e mia moglie eravamo andati a Parigi con la 126 e la tenda, nel 1978, avevamo visitato la cattedrale di Notre-Dame...

Era il 7 agosto, stavano celebrando la Messa in suffragio di Paolo VI, che era salito in Paradiso la sera prima. Ricordo le magnifiche vetrate e il suono stupendo dell’organo, il più grande d’Europa.
 
Lunedì sera accendo la tele e guardo le immagini di Notre-Dame che brucia e crolla. Sono incredulo, sbigottito. Mio figlio mi chiede se è un attentato. Pare di no. È come se bruciasse il cuore antico non solo di Parigi, ma dell’Europa intera. Notre-Dame è un patrimonio dell’umanità, uno dei simboli della nostra civiltà, lo spirito e la memoria storica della cristianità.
 
Vedo la guglia cadere, le strutture in fiamme che paiono la scena dell’incendio in “Via col vento”. Vedo il coraggio dei vigili del fuoco che si impegnano a salvare il salvabile, in uno scontro impari. Vedo una ragazza in lacrime. Vedo lo sgomento dei turisti, atterriti e tristi.  
 
Alcuni pregano, altri cantano con le facce illuminate dai bagliori di un fuoco che non si estingue. Non è solo una chiesa in rovina, ma un intero pezzo di umanità. Un tesoro di intelligenza, arte, religiosità. Il monumento più visitato della capitale francese dopo la Torre Eiffel e la seconda chiesa più visitata d’Europa dopo San Pietro.
 
È la culla di fede dove si è fatta la storia, in cui Napoleone si fece incoronare imperatore. Durante la rivoluzione del 1789 si fecero fondere i reliquari, i candelabri, i crocifissi di bronzo e le campane che diventarono cannoni, e col piombo delle bare arcivescovili si fabbricarono palle d’artiglieria.
 
A ricostruire Notre Dame, prima ancora degli architetti, fu un romanzo storico pubblicato nel 1831: “Notre Dame de Paris”, di Victor Hugo. Lo scrittore inventò un amore impossibile tra il campanaro gobbo Quasimodo e la zingara Esmeralda, le due creature più disprezzate, che all’ombra delle guglie trovavano riparo dalla crudeltà del potere. 
 
Il successo fu immenso. Da lì nacque l’idea di salvare la cattedrale e anche le mostruose statue in pietra che si sporgono nel vuoto da altezze vertiginose.Victor Hugo promosse una petizione popolare perché quel luogo sacro tornasse al suo splendore.
 
Ora il fuoco si è spento. Sono rimaste le meravigliose torri. Papa Francesco ha scritto: “Notre-Dame è il gioiello architettonico di una memoria collettiva, il luogo di ritrovo per molti eventi importanti, la testimonianza di fede e preghiera dei cattolici in città. Auspico che Notre-Dame possa ridiventare, grazie al lavoro di ricostruzione e alla mobilitazione di tutti, splendido scrigno nel cuore della città, segno della fede di coloro che l’hanno costruita.”
 
Particolarmente toccante è il messaggio del teatro La Fenice di Venezia, due volte distrutta dalle fiamme per colpa di due elettricisti che non volevano pagare la penale (ma si può?!) e due volte risorta: “Noi siamo stati devastati dal fuoco e ogni volta siamo rinati. Accadrà anche a voi, non abbiate paura, amici!”.
 
Penso a tutte le chiese, anche a quelle piccole, anche a quelle sperdute sulle montagne o nelle valli. Non saranno magnifiche cattedrali, non saranno visitate da milioni di persone, ma sono luogo di preghiera come Notre-Dame, luogo dove si proclama ogni giorno il mistero dell’eucarestia. Ognuna è frutto di una fede immensa, ognuna è un luogo dello spirito, è il tramite tra l’uomo umile e l’infinità del cielo. 
 
Gli uomini di un tempo vivevano i drammi della malattia, della morte, del dolore, della passione, proprio come noi. Ma credevano nel sacro, nel mistero, erano coscienti di essere fragili e peccatori.Forse erano più vicini di noi sia al cielo sia alla terra.
 
Ci fu un tempo in cui la costruzione di chiese e di cattedrali divenne quasi una gara a chi riusciva a costruire la più grande ed imponente, così ogni città si impegnava a costruire la propria. “Grandi peccatori, grandi cattedrali” ha scritto Cesare Marchi. Ci fu un grande impegno da parte di tutto il popolo: la chiesa doveva essere grande, bella e ricca perché era la sua casa, oltre che la casa del Signore. 
 
In tempi difficili, dove tutto era precario, si voleva costruire una sfida che somigliasse all’eternità. Ogni chiesa, come ogni albero, come ogni fiore,  ha il suo profumo, la sua luce, il suo chiaroscuro, le sue ombre. Penso alla chiesa di Santa Maria a Gavardo, alla chiesetta di San Fermo a San Felice, alle chiese di San Rocco a Gavardo, a Limone, a Livemmo, a Bagolino... Ma tutte le chiese, a modo loro, sono stupende. Le chiese, tutte le chiese, sono segno di fede genuina, autentica, sono patrimonio comune di valori, di sentimenti, di emozioni e di profonda fede in Dio.
 
In ogni paese conserviamo un gioiello d’arte e di fede, che dobbiamo conservare e rinnovare. E non dimentichiamo che il Vangelo ci insegna che ogni uomo è sacro, ogni uomo, anche il più piccolo, anche il più povero, anche il più fragile, ha l’infinito nel cuore.
 
Notre-Dame è un monumento alla fede e alla speranza. Tutti dicono che, dopo una notte terribile di fiamme e di fuoco, Notre-Dame risorgerà. E lo speriamo tutti. Oggi le chiese hanno assunto scarsa importanza, non rappresentano più un elemento fondamentale per la vita e la cultura del popolo. Forse questa tragedia servirà a capire le nostre radici, a trovare un’unità di idee che sembra smarrirsi nella frenesia dei tempi che viviamo. Sarebbe bello tornare a credere ancora nell’uomo. 
 
Perché anche Notre-Dame ritorni ancora, più bella di prima!
 
Maestro John
 
Nelle foto:
- Notre-Dame (foto dell’amica Sara Ragnoli)
- Chiesa di San Rocco a Gavardo
- Chiesa di Santa Maria degli Angeli
- Chiesetta di San Rocco a Livemmo 
Invia a un amico Visualizza per la stampa






Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
15/12/2017 08:50:00
«Notre Dame De Paris» Andrà in scena domani, sabato 16 dicembre, a Vobarno lo spettacolo teatrale con la regia di Fiorenzo Savoldi

08/04/2018 10:50:00
Le tasche piene di sassi Accadeva spesso. A ricreazione, in cortile. Un bambino correva verso di me esclamando “maestro John, guarda che bello!” E mi mostrava un sasso. Io esprimevo stupore. Ma non fingevo. Era stupore per la poesia che i bambini hanno nell’animo

31/03/2019 10:05:00
L'ora in più Un altro compleanno: 67! Ammazza! Ma da domani dirò 68, così mi abituo al tempo che passa e vola via 

12/05/2019 09:43:00
Dove sei stato mio bell'alpino? ...Ma a Milano, ovviamente, per festeggiare il centenario dell’Associazione! 

28/10/2018 12:17:00
Passerotto non andare via Sabato pomeriggio. Piove a dirotto. I telegiornali parlano di alluvioni, di disastri, di Roma allagata. Ma era da un pezzo che non pioveva e di acqua ce n’era bisogno… 



Altre da Maestro John
19/05/2019

Tutti a casa della signora Tiziana

L’ho saputo da poco. Quando abitavo al secondo piano del “grattacielo”, proprio di fronte a me, dall’altro lato dello stradone, al secondo piano abitava il dottor Marzollo

12/05/2019

Dove sei stato mio bell'alpino?

...Ma a Milano, ovviamente, per festeggiare il centenario dell’Associazione!  (1)

05/05/2019

Antonio Abastanotti: storie della mia gente

Quando ho letto le memorie di Antonio Abastanotti (90 anni, ma è più in gamba di me!), sono rimasto colpito dalla sua vita fatta di onestà, di impegno appassionato, di valori vissuti con coerenza e con profondità umana e cristiana 


01/05/2019

Lanificio, Cotonificio, Falck...

...per non parlare della De Angeli Frua e di altre fabbriche che fino a pochi anni fa creavano lavoro nel nostro territorio. Già, il lavoro. Il lavoro non dà solo la paga... (1)

28/04/2019

Alla Fiera di maggio...

...per due soldi lo zucchero filato mio padre comprò. Mercoledì 1° maggio inizia la Fiera di Gavardo e Vallesabbia, ma le giostre sono già arrivate, per la gioia dei bambini (2)

25/04/2019

Il ritorno del partigiano

Se una mattina di primavera incontrassi un partigiano… Piccolo racconto per non dimenticare… (1)

21/04/2019

Le confessioni di un italiano

Oggi i sacerdoti faranno splendide omelie sulla Pasqua. Uno dei 5 precetti generali della Chiesa dice: "Confessarsi almeno una volta all’anno e comunicarsi almeno a Pasqua" (1)

14/04/2019

E tu, che albero sei?

Passeggio sulla stupenda Via Romana, tra gli alberi e il fiume. Pioviggina, e con l’ombrello mi sembra di essere nel film “Cantando sotto la pioggia”...

07/04/2019

Se il Chiese e il lago parlassero...

Tra pochi giorni si deciderà il destino del depuratore del lago di Garda... (7)

31/03/2019

L'ora in più

Un altro compleanno: 67! Ammazza! Ma da domani dirò 68, così mi abituo al tempo che passa e vola via 

Eventi

<<Maggio 2019>>
LMMGVSD
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031



  • Valsabbia
  • Agnosine
  • Anfo
  • Bagolino
  • Barghe
  • Bione
  • Capovalle
  • Casto
  • Gavardo
  • Idro
  • Lavenone
  • Mura
  • Odolo
  • Paitone
  • Pertica Alta
  • Pertica Bassa
  • Preseglie
  • Prevalle
  • Provaglio VS
  • Roè Volciano
  • Sabbio Chiese
  • Serle
  • Treviso Bs
  • Vallio Terme
  • Vestone
  • Villanuova s/C
  • Vobarno

  • Valtenesi
  • Muscoline
  • Garda
  • Salò
  • Val del Chiese
  • Storo
  • Provincia