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Idro a novembre

Idro a novembre

by Aldo


17 Settembre 2018, 07.00

Racconti del lunedì

Le monete d'oro

di Ezio Gamberini
Alla mitica “pesca” della Madonna della Rocca compro un biglietto, tolgo il minuscolo elastico che lo avvolge e lo apro. Non credo ai miei occhi: “Hai vinto 500.000 euro!”, e la Fabiana me li dà subito: tre sacchi di monete d’oro da cinque o sei chili l’uno!… 

Poi mi sveglio, e comincio a ridere, ormai non suscitando più alcuna reazione di stupore da parte di Grazia, che a questo punto (fra pochi giorni sono trentasette anni di matrimonio) si è rassegnata…
 
Il sogno dev’essere stato recente, di primo mattino, perché ricordo perfettamente i dettagli: faticosamente torniamo a casa con i nostri tre sacchi, e cominciamo a fare i mucchietti da distribuire, dopo aver deciso con Grazia come suddividere il “malloppo” tra figli, familiari, ecc ecc.. Poi ci ripensiamo: "E’ meglio che li depositiamo in banca, poi faremo gli assegni”.

Ma quando prendo una distinta di versamento, scopro che c’è un problema: banconote non ce ne sono, cosa scrivo, “Duemilaottocento marenghi d’oro, totale versamento euro 500.000?”. Dai, mi chiederebbero se sono scemo. L’unico cassiere che potrebbe accettare un versamento del genere è quello al quale un giorno posai sul bancone una banconota da cento euro, dicendogli:
 
“Per cortesia, cento da dieci”.
 
Con noncuranza prese una mazzetta da cento pezzi di banconote da dieci (totale 1.000 euro!) e me lo mise sotto il naso. Fui molto lesto per recuperare la situazione, e gli dissi:
 
“Mhhh, ci ho ripensato, mi può dare cento da uno?”.
 
Il bel personaggio, sbuffando un po’, riprese in mano la mazzetta da cento banconote da dieci euro e mi diede quattro rotolini contenenti ognuno venticinque monete da un euro.
 
“A posto?”, mi chiese, mentre, sono convinto, pensava di me: “Ben strano lui qua!”.
 
“A posto!”, gli risposi, e lo salutai.
 
Ben strani e imprevedibili, i sogni. Alcuni sono ricorrenti e, a quanto pare, parlandone con gli altri, comuni a tante persone. Ad esempio, l’esame di maturità penso di averlo sostenuto almeno un’ottantina di volte, cioè un paio di prove ogni anno, da quando l’ho superato realmente, quasi quarant’anni fa. La naja, invece, cioè l’anno di militare obbligatorio, chiarimento doveroso per i più giovani che magari ne ignorano il temine, l’ho fatta una ventina di volte. Addirittura, in certi casi, nel sogno mi accorgevo che la necessità di rifare l’anno era soltanto frutto di una visione, ma nel sogno stesso avevo comunque la percezione che quella volta, sì proprio quella volta, era da scartare l’ipotesi dell’incubo, ed ero costretto realmente a partire per stare un anno lontano di casa. Ed io mi chiedevo: 

“E come faccio, con mille lire il giorno, a contribuire al mantenimento della mia famiglia?”.

Sì, perché allora la paga giornaliera era di mille lire il giorno, con le quali ad Ascoli Piceno, in Piazza del Popolo, nei locali frequentatissimi dai mililtari, potevamo mangiare una pizza con bibita, mentre per cenare, erano necessarie non meno di duemila lire. 
In un altro sogno, invece, avevo la certezza di avere già espletato l’obbligo per ben due volte e questa che dovevo affrontare, sarebbe stata la terza; insomma, due volte passi, ma tre!
 
Mi è capitato anche, ma soltanto in un’occasione per fortuna, un incubo terribile: come una scatola cinese, nel sogno, sognavo che mio fratello era morto in un incidente, ma poi mi svegliavo e scoprivo che si trattava, appunto, di un sogno, con enorme sollievo, ma poi quando mi svegliavo realmente, constatando che purtroppo mio fratello è davvero morto in un incidente, ho provato un enorme dolore, anche se dalla disgrazia sono passati ormai quarant’anni.
 
Ma torniamo ai nostri sacchi di monete d’oro. Credo che tutti abbiano sognato prima o poi di trovare dei tesori. La mia passione numismatica, che ciclicamente si ripropone con virulenza inaspettata, è forse la causa delle visioni oniriche che mi vedono protagonista nel ritrovamento di monete seppellite nei fondali marini, o nascoste in grotte segrete, un po’ come il tesoro che ritrovò il Conte di Montecristo, insomma, con un appagamento enorme al momento del risveglio. Ma ciò che mi attrae non è il valore intrinseco, l’oro, ma la gioia nello scoprire una cosa preziosa in sé, perché è rara, forse unica. Come le persone che abbiamo accanto. Ogni persona che abbiamo accanto è unica e irripetibile.
 
Al risveglio non ero deluso per i cinquecentomila euro svaniti, perché questa somma nella mia vita non l’ho ricevuta solo sette volte, e neanche soltanto settanta volte sette, ma in realtà di questa somma ne ho beneficiato cinquecentomila volte cinquecentomila. 
 
Quanto vale un giorno di vita? Ed è poi possibile quantificarlo?
 
L’uomo più ricco del mondo, alla fine della sua vita, se potesse barattare qualche giorno in più, in cambio di denaro, quanto sarebbe disposto a pagare? Se possedesse mille miliardi, forse tutto ciò che possiede. 
 
Nei giorni scorsi, sulle colonne di Vallesabbianews, abbiamo appreso con dolore la notizia della morte di due persone che avevano quarantotto e quarantasette anni.
 
Il primo settembre 2008, allora avevo quarantotto anni, quando mi si fermò il cuore e lo fecero ripartire, due giorni in rianimazione, una settimana in terapia intensiva e un'altra in corsia, due settimane a casa e poi via al lavoro, tutto è ricominciato, come se niente fosse successo, non pensavo che un giorno avrei potuto considerare la vita, i familiari e gli amici con la stessa sensibilità di adesso.
 
Considero i “cinquecentomila euro” del sogno come ricevuti, all’incirca centotrentasei euro il giorno, dal 2008 a oggi, che spero possano ridursi a poco più di trentadue euro ogni giorno, se camperò fino a novant’anni.
 
Ovviamente ci spero, come tutti, perché mi auguro di trascorrere ancora tanti anni con Grazia, i miei figli, confido i miei nipoti, ed i miei amici, ma penso che se fosse tirata una riga qua, ora, sarei ugualmente sereno, e con la coscienza a posto per aver fatto tutto ciò che potevo e dovevo fare.
 
P.S.: Che sbadato… dimenticavo un particolare non indifferente: ogni biglietto della pesca costava un milione di euro, diabolica di una Fabiana!
 
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Commenti:

ID77488 - 17/09/2018 09:16:14 (Iva) Complimenti
bel racconto complimenti



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