Skin ADV
Martedì 28 Marzo 2017
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 
    


Lonato in primavera

Lonato in primavera

di Angiolino Tosoni



28.03.2017 Bagolino

28.03.2017 Bagolino

26.03.2017 Agnosine

27.03.2017 Agnosine

27.03.2017 Odolo

26.03.2017 Bione Agnosine Casto Capovalle

26.03.2017 Vobarno

26.03.2017 Odolo

27.03.2017 Bagolino

26.03.2017 Agnosine






19 Agosto 2016, 09.12
Gavardo
Qui Avis

Un bel bagno a Bagnoregio

di John Comini
Racconto della sesta tappa del pellegrinaggio in bici dell’Avis Gavardo verso Roma

Scrivo nella camera dell’Hotel di Viterbo. Abbiamo appena finito di cenare. Ancora patate? Sempre patate? Che patate!
No, stasera erano pezzi di pollo simili a patate…
Noi 5 furgonauti siamo piuttosto distrutti. Provate a pensare ai 15 ciclisti!

Ormai il sole li ha rosolati e cotti a puntino, hanno un’abbronzatura che neanche la Belen.
Stamattina (giovedì 18) partiamo da Montalcino, dopo la bellissima serata di ieri sera, che ha rigenerato i corpi e rilassato gli spiriti (complice anche il dio Bacco…).
C’è un’aria freschissima, alcuni ciclisti indossano una leggera giacca di plastica per non prendere freddo.
Ilario stoicamente ha risolto un problema alle labbra spalmandosele di crema.

Si scende a zigozago per la stupenda Val d’Orcia.
Che bellezza di posto! Vedere per credere! Lo stupore ti assale davanti a tanta armonia.
Ogni scorcio è un capolavoro, ad ogni curva c’è un quadro formato dalla natura e dal sapiente lavoro dell’uomo.
La vita pare davvero che ti sorrida.

Per citare “La meglio gioventù” “Tutto è bello, tutto è veramente bello.
Temo però che solo noi sul furgone possiamo apprezzare appieno il paesaggio, mentre i magnifici 15 sudano e sbuffano.
Si chiedono indicazioni, pare che la Cassia sia bloccata per lavori proprio in un tratto che si doveva percorrere.

È vero, ci sarebbe stata una galleria, ma con i lampeggianti del furgone avremmo ovviato all’inconveniente, oltretutto le automobili sono davvero rare.
Il gruppo si divide fra quelli che scelgono la via più in ascesa, non proprio un “muro” ma comunque impegnativa, ed altri che vanno dritti verso la strada più agevole, avendo nelle gambe 6 giorni ininterrotti di bicicletta.

Con il furgone seguiamo Re Arturo (con tanto di bandierina che sventola sulla ruota posteriore), l’encomiabile papà Antenore con il bravissimo figlio Giovanni, il dottor Giovanni (che mentre pedala cerca fra i rovi accanto alla strada qualche mora da assaggiare) e Davide Maioli che ogni tanto da una spruzzata d’olio alla catena e riparte, come se tutta questa gran fatica non lo coinvolgesse più di tanto.

Giunti a San Quirico D’Orcia, il dottor Gianni Filippini scatta qualche foto, Giovanni mette la mano sulle spalle del papà, che esclama “Ecco, così sembra che mi hai spinto te!” e tutt’e due giungono abbracciati alla vetta, come un bel quadretto familiare (mancherebbero Anna e i simpatici nipoti Marianna e Riccardo, ma quelli sono a casa a leggere le cronache quotidiane del loro nonno su Vallesabbianews).

San Quirico è un bellissimo paesino, che un tempo aveva un’importanza strategica per l’influenza esercitata dalla Via Francigena.
Abbiamo visto molti pellegrini transitare da questo paese, che oltretutto ha il merito di avere un Punto Tappa molto ben organizzato per i pellegrini, accogliendoli in modo dignitoso e anche con una rete multimediale.
Facciamo un giretto nelle stupende viuzze, tutto è decoroso ed accogliente.

Si nota la vivacità dei toscanacci, perché al di fuori di un bar c’è un cartello: “In questo bar si organizzano corsi di recupero per astemi”.
Visitiamo i giardini pubblici degli Horti Leonini, un esempio ben conservato di classico giardino all’italiana ed un modello di sistemazione a parco. Si chiamano così perché furono creati da Diomede Leoni su un terreno donatogli da Francesco I de’ Medici.

Sulla strada c’è un nugolo di Ape Piaggio, quei simpatici veicoli a tre ruote che sono stati un vero e proprio simbolo italiano nel mondo (adesso sono di gran moda nel sud est asiatico).
Con l’Ape, in effetti, è molto più facile transitare su quelle strade “mangia e bevi”, puoi caricare molte cose sul cassone e parcheggiare senza problemi (è il veicolo che sogna da una vita il mio amico Mauro Abastanotti…).

Ci fermiamo a bere qualcosa ad un bar, osserviamo che c’è il cartello “43° parallelo”.
È un po’ un riferimento geografico ed un segnale di fede, perché unisce idealmente nel segno della devozione a Maria ed ai santi Giacomo e Francesco i pellegrini del mondo, diretti nei principali Santuari nel cuore dell’Europa (da Santiago di Compostela ad Assisi, da Medjugorje a Lourdes).

Passiamo per Radicofani, dove svetta una rocca medioevale. Il dottor Gianni, che è appassionato di molte cose e le espone con entusiasmo, mi dice di aver sempre sentito parlare di Radicofani, perché è sempre stato il punto di passaggio della Mille Miglia.
E così immagino i rombanti motori dai mille colori che salgono su per l’affascinante tortuosa strada tra le colline verso questo borgo gentile.

Dopo una discesa velocissima, ci si ritrova tutti davanti alla chiesa di Acquapendente, dove i furgonauti portano ai ciclisti acqua, pesche, pane (ma non è salato!!!), prosciutto e pesto.
Fa caldo, e l’immagine dei nostri avisini sdraiati sui gradini della basilica fa un certo contrasto sacro-profano.
Nella basilica è conservata una pietra macchiata di sangue che si dice provenga dal Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Certe espressioni e certe “libertà” dei nostri pellegrini in bicicletta saranno certamente perdonate da lassù…
Li guardo uno ad uno, e penso che sono davvero delle belle persone, ognuno diverso e con la propria essenza. Chi ride, chi comunica sempre ad alta voce, chi è riflessivo, chi è attento alla posizione in cui siamo, chi parla sempre e chi ascolta, chi se ne sta in disparte immerso nei propri pensieri.

E come nella canzone di Ivano Fossati:…E in tutto questo bell’andare/ quello che ci consola/ è che siamo stati vicini/ e siamo stati anche bene / e siamo stati male/ ma siamo ancora insieme”.

Durante la pausa chiacchiero con Leo Casari, mi racconta che dal 2006, nel mese di marzo, insieme ad un’équipe di medici ed infermieri si trasferisce nella città di Khulna, uno dei centri più importanti del Bangladesh che si trova su un ramo del delta del Gange.
Lì portano avanti un intervento sanitario mediante una fantastica équipe uro-ginecologica, guidata dal dottor Giuliano Maffetti, ginecologo, coadiuvato dal dott. Bondavalli, urologo. Insieme a loro c’è un eccellente gruppo di medici ed infermieri di varie località che spende gratuitamente il proprio tempo di ferie per poter essere utile a gente che non ha nulla.

E allora mi viene in mente il film “The Amazin Spidermen 2”, un cui si dice: “E’ facile sentirsi pieni di speranza in una bella giornata come oggi. Ma davanti a noi ci saranno anche giorni bui. Giorni in cui ci sentiremo soli, è allora che serve la speranza, non importa quanto in fondo sarà seppellita o quanto perduti vi sentirete dovete promettermi che mai rinuncerete alla speranza. Mantenetela viva, dobbiamo essere più forti nelle nostre sofferenze: l’augurio che vi faccio è di diventare voi stessi speranza.

Entro nella chiesa, visito le cripte, ma fa un freddo che ti entra nelle ossa (…) ed ho paura che la luce si spenga, allora faccio una corsa sulle scale e ritorno sul sagrato, con un po’ d’affanno.
Il dotto Gianni e Antenore giurano che il paese pullula di belle ragazze. Non chiedo il motivo di tale conoscenza, mi guarda attorno ma vedo solo auto e gatti solitari.
Nel bar c’erano due signore anziane che servivano dietro il banco: sicuramente saranno state belle ragazze, un po’ di tempo fa…

Si riparte, ormai il paesaggio è mutato
, ed ho già nostalgia della terra toscana…Ma poi, all’improvviso, la sorpresa delle sorprese.
Lasciato il bel lago di Bolsena (il lago di origine vulcanica più grande d’Europa) ci si inerpica verso una località che non avevo mai sentito: Civita di Bagno Vignoni.
Penso: ma come mai i nostri ciclisti devono sudare sette camicie per raggiungere un posto così?

Parcheggiamo il furgone, saliamo su un pullmino: insieme a noi sale un’allegra compagnia di una trentina di persone, vengono da Mazzano e siamo tutti stretti come sardine. Finalmente arriviamo in alto e scendiamo. Guardiamo.
Oh meraviglia! Dinanzi a noi uno stupendo borgo incantato, situato su uno sperone di tufo. Sembra una visione surreale, un sogno, un’immagine che solo un film può ricreare.

Viene soprannominata “la città che muore” perché è aggrappata a questo sperone che si sta letteralmente sgretolando sotto il centro abitato.
Una città viva per miracolo, che tra qualche decennio potrebbe scomparire per sempre. Roba da non credere! Si raggiunge scendendo prima un centinaio di scale e poi camminando su un lunghissimo ponte.
C’è un sacco di gente, molti sono giapponesi con l’ombrellino parasole.

Il borgo è abitato da pochissime persone, e tra queste “Gigio” Baresi ha la fortuna sfacciata di conoscere un amico, che ospita lui con Ivo, Leo e Giovanni nella freschissima cantina (di origine etrusche, non so se mi spiego…), dove possono gustare un vinello che fa resuscitare i morti.
I furgonauti tornano sui propri passi, perché il cielo sta cambiando rapidamente: nuvoloni minacciosi si stanno avvicinando, ci sono fulmini che solcano il cielo. Il paesaggio a livello fotografico sarebbe ancor più bello, se non rischiassimo di bagnarci tutti.

E infatti accade, perché il pullmino che ci aveva portati su ora è a disposizione dei turisti giapponesi (o cinesi, non si saprà mai…) e noi dobbiamo scendere a passi lunghi e ben distesi sotto una pioggia a tratti scrosciante.

In fondo, anche questa è un’esperienza unica. Poi scendiamo verso Viterbo, stanchi ma contenti di aver vissuto così tante emozioni.
I nostri ciclisti oggi hanno percorso 107 chilometri, domani con altri 95 km arriveremo (a Dio piacendo) a Roma, dove ci raggiungeranno alcuni familiari.
Mi giunge la telefonata di Valter, chiede se vengo anch’io a fare un giretto serale a Viterbo. Declino il chiassoso ma gentile invito. Per stare con certa gente ci vuole un fisico bestiale. E alura nò a dormer, che ghò una sonn del’ostis!

Buon viaggio (Cesare Cremonini)

Che sia un’andata o un ritorno
che sia una vita o solo un giorno
che sia per sempre o un secondo
l’incanto sarà godersi un po’ la strada
amore mio comunque vada
fai le valigie
e chiudi le luci di casa
Coraggio lasciare tutto indietro e andare
partire per ricominciare
non c’è niente di più vero
di un miraggio
e per quanta strada ancora c’è da fare
amerai il finale


John Comini

Le foto sono di Antenore Taraborelli e soci
Qui tutte le tappe


Invia a un amico Visualizza per la stampa








Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
20/08/2016 09:44:00
Grazie Roma Settima ed ultima tappa del pellegrinaggio in bici dell’Avis Gavardo a Roma

15/08/2016 07:24:00
Una giornata vissuta pericolosamente... Prosegue l'avvicinamento a tappe in bicicletta di un gruppo di avisini gavardesi a Roma, per il Giubileo. Con John che ci racconta


18/08/2016 08:20:00
Mai dire mai Racconto della quinta tappa del pellegrinaggio in bici dell’Avis Gavardo verso Roma

17/08/2016 08:45:00
Sì viaggiare, evitando le buche più dure… Quarta tappa del pellegrinaggio in bici dell’Avis Gavardo verso Roma. Si parte da Empoli, si passa per Certaldo

09/11/2012 12:00:00
In viaggio con il «Jet Set» di Antonello Sarno Domenica 10 novembre viene proiettato all'interno del Festival cinematografico romano il documentario "Jet Set - Quando l'aeroporto sembrava via Veneto", viaggio negli anni '60 e occasione per promuovere la cultura dell'aereo e del viaggio



Altre da Gavardo
27/03/2017

Dipendenze elettroniche

Nell’incontro promosso venerdì sera dall’Age Gavardo, una riflessione sull’impatto che la tecnologia ha nella nostra vita quotidiana, specie nei ragazzi

27/03/2017

Un ponte tra educazione e sport, Simone Susio e il suo «Metodo Oblò»

Abbiamo parlato con Simone Susio, allenatore del settore giovanile e responsabile educativo dell’Associazione Calcio Gavardo, della necessità di affiancare agli aspetti tecnici del gioco quelli educativi e pedagogici

26/03/2017

Passeggiando in bicicletta accanto a te

È primavera, svegliatevi bambini! Tanti vengono a scuola in bicicletta, alcuni con bici nuove e scintillanti, altri con mezzi scassati ma simpatici

25/03/2017

A Giovanni Paolo Zamboni l'Oscar dello sport bresciano

C’era anche il tiratore gavardese ieri sera fra i premiati con il prestigioso riconoscimento assegnato ai migliori atleti bresciani, per i risultati ottenuti nel tiro a volo nel 2016
(1)

24/03/2017

Morbidi incontri in via Romana

Cosa ci fa un materasso matrimoniale con tanto di rete a doghe, abbandonato contro un albero sulla passeggiata detta "Via Romana" fra Villanuova e Sopraponte di Gavardo? Che sia la proposta per un nuovo punto di raccolta per rifiuti ingombranti? (11)

22/03/2017

Educazione finanziaria in classe

Coinvolgerà anche una decina di scuole valsabbine il progetto di educazione finanziaria “Coltiva il tuo sogno” rivolto ai bambini della scuola primaria. Per le scuole materiali didattici gratuiti e un grande concorso che mette in palio una stampante 3D

20/03/2017

Ecco i poeti gavardesi

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, questo martedì 21 marzo presso la biblioteca di Gavardo sarà presentato il volume con i componimenti inediti di 23 gavardesi (1)

18/03/2017

Grazie

Abbiamo il piacere, ogni tanto, di pubblicare delle lettere che ci raccontano di qualche cosa che funziona, che esprimono gratitudine. Questa volta il meriti sono quelli della Fondazione La Memoria di Gavardo.  Lo facciamo doppiamente volentieri



17/03/2017

Vaccinazioni anche all'ospedale

Il servizio di prevenzione dell'Asst del Garda avviato dall'inizio dell'anno per le vaccinazioni contro il meningococco si estende anche all'interno delle strutture ospedaliere




16/03/2017

Infarto sui pedali

Sembra che stesse percorrendo via Orsolina Avanzi in bicicletta. Probabilmente ha avuto un malore, l'hanno trovato riverso a terra e non c'è stato più nulla da fare

Eventi

<<Marzo 2017>>
LMMGVSD
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031



  • Valsabbia
  • Agnosine
  • Anfo
  • Bagolino
  • Barghe
  • Bione
  • Capovalle
  • Casto
  • Gavardo
  • Idro
  • Lavenone
  • Mura
  • Odolo
  • Paitone
  • Pertica Alta
  • Pertica Bassa
  • Preseglie
  • Prevalle
  • Provaglio VS
  • Roè Volciano
  • Sabbio Chiese
  • Serle
  • Treviso Bs
  • Vallio Terme
  • Vestone
  • Villanuova s/C
  • Vobarno

  • Valtenesi
  • Muscoline
  • Garda
  • Salò
  • Giudicarie
  • Storo
  • Provincia