09 Agosto 2020, 08.45
Gavardo Pertica Alta
Blog - Maestro John

Tutti al mare... e a Livemmo!

di John Comini

Chiudo gli occhi e cerco di ricordare. Istanti della mia infanzia dorata, attimi di felicità. Dopo la scuola, l’inverno e la nebbia, d’improvviso l’estate arrivava, come un fremito del cuore...


Conservo poche foto di quando andavo al mare, nella colonia delle suore Orsoline. Era una colonia piccola, rispetto a quelle gigantesche dei bambini di città, ma a me sembrava grandissima. Chiudo gli occhi e cerco di ricordare. Istanti della mia infanzia dorata, attimi di felicità. Dopo la scuola, l’inverno e la nebbia, d’improvviso l’estate arrivava, come un fremito del cuore. L’estate era un tempo che sembrava eterno: sembrava non finisse mai e che tutto fosse possibile.

La partenza in corriera. Saluto la mamma dal finestrino. Preghiera alla partenza per un buon viaggio. Le canzoni. Quante canzoni ho imparato. Anche “Quel mazzolin di fuori”, che non stona mai. E il mare. Il grande mare. Immenso. Come il sole. L’arrivo in colonia, la valigia con dentro la biancheria tutta firmata con il nome “Comini Giovanni”. Metti che mi perda. La camerata, il sorriso degli amici vecchi e nuovi. I bambini fanno presto a diventare amici. L’alzabandiera al mattino. Tricolore e preghiera.

Si cammina con gli zoccoli, si oltrepassa la strada e siamo già sulla spiaggia. Ci sistemiamo sotto tendoni enormi, come in un accampamento di beduini. Ore e ore a giocare col fil di ferro a barbanzè e a costruire castelli di sabbia. Piste fatte col culo (non è un eufemismo: si trascinava un bambino e con il lato B si formavano complessi circuiti). Corse delle biglie: Anquetil, Poulidor, Nencini erano i ciclisti nella sabbia. Gonfio il salvagente a forma di paperetta. Ho la gola secca per tanto gonfiare. La madre ci ripete: “Per fare il bagno non bisogna aver mangiato prima di tre ore, attenti alle buche, ai granchi, agli scogli, attenti all’acqua fredda, attenti all’acqua salata…”

Finalmente il bagno. L’eccitazione è al massimo. Sembriamo cavalli alla partenza del Palio di Siena. Tengo ben saldo il mio salvagente e mi affido a Dio. Fischio della suora. Corriamo urlando come ossessi, entriamo in acqua sempre urlando, poi dopo qualche secondo ci fermiamo un istante. Dal caldo al freddo si creano bisogni primari. Il tempo di bere acqua salata, di cercare pesci con il retino, di tentare di stare a galla, e già il bagnino ci fa risalire. Impossibile imparare a nuotare. Poi tutti fermi immobili ore e ore al sole. Ogni tanto ci si gira come su uno spiedo. Un modo ecologico per asciugarci. Vediamo passare i bambini di altre colonie. Sono tantissimi, un esercito di cappellini e di divise uguali. Chiediamo: - Di che colonia siete? Ci affratellano i cappellini bianchi.

Si ritorna in colonia. In refettorio si mangia allegri, nessuno si lamenta del vitto. Pomeriggio in camerata a dormire, poi di nuovo in spiaggia. L’altoparlante annuncia lo smarrimento di qualche bambino. Aerei da turismo che trascinano lunghi striscioni pubblicitari nel cielo azzurro.
Un fotografo scatta foto-ricordo e poi porge un biglietto da visita per acquistarle, quando saranno sviluppate. Quanto chiacchierare che facciamo noi bambini. Chissà cosa ci dicevamo? Cose per noi fondamentali, misteriose per i grandi. Poi il bellissimo tramonto. Ritorno in colonia, cena, giochi liberi. L’amico Renato Massolini è corteggiato da molte bambine. È biondo, bello e di gentile aspetto. In camerata si fatica a prender sonno. La cara signorina Dori Lazzarini ci invita a dormire. È radiosa, sempre gentile e allegra. Vicino si sente il fischio del treno.

Entro nel mondo dei sogni. La notte piove. Di mattina sulla spiaggia sventola una bandiera rossa. Non sono arrivati i russi. Annuncia che il mare è mosso, bagni proibiti. Rimaniamo in spiaggia infreddoliti, coperti dagli asciugamani. Senti la tristezza per l’estate che sta finendo. Appare un timido sole. Tutti alla ricerca delle conchiglie. Se le appoggi all’orecchio senti le onde del mare (per forza, siamo al mare!). Poi a casa ne porteremo un sacchetto pieno: chissà perché dopo qualche giorno non le ritroviamo più. Scomparse. Misteriosamente. Tanto ci sarebbero state altre estati, altre spiagge, altre conchiglie. Com’è che da bambini l’estate dura parecchio, ma il tempo vola via? Misteri della vita.

“Spiagge immense ed assolate…
un'altra vela va fino a che non scompare
quanti i segreti che appartengono al mare” (Renato Zero)

Poi il mare della Sicilia, in viaggio di nozze. Dormiamo in tenda, ma ci siamo scordati di comprare i materassini. Un mal di schiena! Fortuna che in un campeggio a Bologna ce li prestano Paolo Canipari e la dolce moglie, di ritorno dal viaggio di nozze.

Che bella la Sicilia! Un mare che tocca il cielo. So nuotare solo “a quadrell” o facendo il morto. Dico a mia moglie: “Se faccio così con la mano non ti sto salutando, è segno che sto annegando.” Nel ritorno, l’auto è stracarica di regali per i parenti. Nei campeggi con una corda lego la macchina alla tenda. Mia moglie mi chiede: “Che fai?” “Così mentre dormiamo ci accorgiamo se ci rubano l’auto, no?” Mia moglie mi guarda in modo strano, già rassegnata.

Quando nasce Andrea, luce dei miei stanchi occhi, andiamo molte volte in Sardegna, ospiti del mio indimenticato cognato Angelo. Ci sono anche Margherita e la bella Barbara. Prendiamo il traghetto a Genova, attendendo per ore. Col tempo abbiamo capito che se arriviamo tra gli ultimi scendiamo tra i primi…Una volta sono andato in aereo, mia moglie continuava a guardare al finestrino: “Guarda che bel paesaggio!” Ho scoperto solo allora che ho paura di volare, tant’è che già in fase di decollo stavo dicendo tutti i misteri dolorosi…

Ogni sera telefoniamo alla nonna Virginia. Ore di coda, e veloci a parlare perché c’è la fila. C’è gente che urla al telefono, forse pensa che non si senta bene perché siamo distanti… I bambini giocano tra loro. Spiaggia pulita, mare limpidissimo e lieve venticello. Angelo è bravissimo a nuotare, io sto sempre dove si tocca. Il pomeriggio leggo i racconti di Čechov e mi addormento felice. L’unica tristezza è quella sera in cui l’Italia ha perso ai rigori contro l’Argentina. Erano le famose notti magiche, ma passai la sera a consolare i bambini che piangevano disperati nel lettone…ed io ero più disperato di loro!

Per alcuni anni siamo andati a Cinquale, vicino a Forte dei Marmi, con gli amici Anna Martini ed Antenore Taraborelli (tra pochi giorni compie gli anni: augurissimi!).

Sulla spiaggia ogni 5 minuti passa un ambulante: vendono di tutto, dal cocco ai vestiti. “No grazie”, continuo a ripetere. Ma Anna ed Emi sono attratte dai vestiti (poverine, ne hanno così pochi nei vari armadi stracolmi…) e ogni volta chiedono a noi mariti: “Ti piace? Costa pochissimo!” Inutile discutere sul fatto che non comprandolo costerebbe molto meno, e quindi la risposta è sempre quella: “Ma è bellissimo!” Molte volte (quando non avevo problemi di…pancia) sono andato insieme ad Antenore in bici, mentre le nostre mogli si sfogavano nelle compere al mercato di Forte dei Marmi.

Ogni volta la sera ci recavamo a Colonnata per acquistare l’ottimo lardo. Tornavamo a casa cantando e ridendo. Momenti di grande gioia, come quando si sono aggiunti alla compagnia gli splendidi nipoti Marianna e Riccardo, figli di Francesca e Loris.

Vorrei concludere con Livemmo. Sì perché Anna Federici mi ha donato un DVD su cui è stato riversato un filmino di molti anni fa. Sebbene le immagini siano sgranate, si nota la mamma Marì (ha sposato il signor Dolfo ed è mamma anche di Clara, Renata, Giambe e Sandro) che si trovava in vacanza nella mitica Livemmo. Ci sono scene stupende: la mitica colonia, il refettorio con le cuoche e la cara Orsolina Avanzi, i bambini che si incamminano verso la pineta dei giochi e della fantasia. Corredate da belle musiche anni ’60, si intravedono i bambini felici che giocano nello splendore dell’erba, il mio grande amico Deni che fa il “signorino”, il caro papà del mio amico Giusy Lazzarini, il grande don Angelo Calegari che, con tanto di veste talare, si arrampica sopra un albero tra le risate stupite dei ragazzi.
Livemmo, che fantastico paese, il regno della mia infanzia e della felicità assoluta!

È passato tanto tempo, ma nel mio cuore il ricordo di quei giorni non morirà mai.

Sarò nella “mia” Livemmo venerdì 14 agosto, con lo spettacolo “Ahi Maria!” al campo sportivo. Andrò a visitare la mostra "Alla scoperta delle Pertiche" con gli scatti realizzati dai soci del Cinefotoclub di Brescia. Speriamo che non piova. Che già ho pianto lacrime di tristezza per la mia Juve. L’amico Roby Ortolani, sincero milanista, mi ha mandato un simpatico sfottò “L’eliminazione dalla Juve dalla Champions è come la Pasqua, avviene tutti gli anni ma non si conosce la data. È una festa per tutti, tranne per gli agnelli…” Dagli amici mi guardi Iddio... Cosa non facciamo noi juventini per far sorridere interisti e milanisti! Forza Pirlo!

Ci sentiamo la settimana prossima, a Dio piacendo,
maestro John

Nelle foto:
1) Igea Marina con la dolce Dori Lazzarini (io sono quello nero, dietro a Giusy)
2) In Sardegna, con l’amica Marilena Mangiarini e mia nipote Barbara (ora mamma di Angelica)
3) Giovanni e Francesca, figli dell’amico Antenore Taraborelli (auguri!)
4) Gavardesi in gita nella bella Livemmo



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