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05 Dicembre 2017, 16.02
Giudicarie
Agricoltura

Donato Galante getta la spugna

di Aldo Pasquazzo
Dopo più di cinquant’anni di attività l'allevatore condinese ha deciso di cedere l’attività

Nel 2002 a Cavalese l'allevatore condinese Donato Galante aveva vinto il primo premio nel concorso formaggi di malga. Poi in occasione di altre selezioni era sempre approdato nei primi cinque posti.
Non c’era manifestazione casearia dove i suoi formaggi non riscuotessero successo e li vendeva così bene che spesso erano sul mercato già prima di essere stagionati.

Ora però, dopo mezzo secolo di lavoro in stalla, Donato ha deciso di gettare la spugna e vendere così le proprie bovine da latte, che sono una ventina, alla Federazione provinciale degli allevatori di via delle Bettine.

«Una decisione sofferta ma inderogabile, considerato che non avevo un successore e anche che le mie condizioni fisiche non sono più quelle di una volta: ho qualche problema a camminare e a stare su con le gambe».

Settantatre anni compiuti
, senza figli, Donato si fa quindi in disparte: «Qualche giorno fa ho svuotato gli scantinati di Via Sassolo dai formaggi rimasti. Quanta tristezza, quanta desolazione vedere quelle scaffalature solitamente cariche di forme da stagionare. Quando ero in attività, di forme ne facevo una o due al giorno e per lo più destinate a privati»

In passato, Galante aveva faceva “caserada”
presso le malghe di Romanterra, Cengledino, Lodranega e Bondolo. In quest'ultimo alpeggio aveva conosciuto Franca Antoniolli con la quale convive da 20 anni.
«Lei, vedova e di origini triestine, con bestie e latte si era sempre adattata» dice Donato.

Inizialmente l'allevatore condinese aveva lavorato come segantino poi, seguendo le orme di mamma Marianna, aveva continuato a gestire le bovine prima nella stalla di casa e poi a Mon, a due passi dalla locanda Borgo Antico, caseggiato che ora rimarrà abbandonato.
«Molto probabilmente andrò a stare da Franca, che a casa a Cimego».

Nostalgia Donato?
«Forse sì, soprattutto quando penso alle mie bestie con le quali convivevo quasi 24 ore su 24. Poi mi mancherà la mungitura, la lavorazione del latte e quella sveglia mattutina quasi sempre prima delle cinque».

Con la chiusura di questa attività agricola la valle del Chiese perde un riferimento storico, di quando il grosso dell'attività veniva praticato a mano.
Da parti di Mon ora, a fare allevamento e formagelle, restano i fratelli Radoani, il casato Pizzini e la giovane bresciana Macarinelli, originaria di Gavardo.


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Commenti:

ID74334 - 05/12/2017 18:04:41 (Tc) ...
dove sono i giovani volenerosi disoccupati?...Qui l'occasione c'era...


ID74335 - 06/12/2017 07:58:34 (fra)
I giovani volenterosi disoccupati sono in palestra, o dall estetista; perchè poi stase vanno a far l aperitivo.Mica hanno tempo di lavorare!!!!!!


ID74336 - 06/12/2017 08:04:26 (Tc) ...
enfati...;-)


ID74339 - 06/12/2017 13:55:03 (Giacomino) Ai giovani, da parte della maggior parte degli adulti
è stato messo in testa che lavorare la terra o allevare bestiame era disonorevole e i profumi di quegli ambienti per niente piacevoli, senza parlare del tempo libero troppo limitato.


ID74340 - 06/12/2017 16:42:51 (Tc) Giacomino...
ho 2 parenti figli di agricoltori/allevatori con terra propria...da piccoli subito sul trattore...ora,nessuno dei due si occupa piu' della loro terra...fanno lavori completamente diversi come dipendenti stipendiati...e ti assicuro che i loro padri ne han messa di costanza per tenerli a lavorare in casa...ma han preso strade diverse,vuotato le stalle e la terra l'han data in affitto/lavoro...proprio vero a volte che chi ha il pane non ha i denti e preferisce i crackers...;-)


ID74342 - 06/12/2017 18:16:05 (agri)
forse oggi Giacomino non è più considerato disonorevole fare l' agricoltore o l' allevatore ma la difficoltà maggiore è quella di convivere con la gente a cui sono state messe in testa le idee che la carne o il latte e i derivati dell' agricoltura nascono sullo scaffale del supermercato;quindi non più disposti a sopportare i RUMORI e i PROFUMI degli allevamenti. peccato per i due giovani che hanno abbandonato... a parte le 10000 regole(fatte da chi non ha mai visto la campagna) che si devono rispettare ci sono anche soddisfazioni


ID74351 - 07/12/2017 08:57:01 (tiger68) troppe regole
Concordo con agri, penso che dall'agricoltura e d'allevamento possano scaturire soddisfazioni più che in qualsiasi altro settore..ma purtroppo siamo soffocati da una miriade di leggi fatte da cervelloni che non hanno mai messo piede in una stalla ne visto animali e pensano di sapere tutto loro!Povera italia ,..sarà sempre peggio!!!!


ID74353 - 07/12/2017 11:43:17 (jowa) jowa
io ho lavorato da lui fino alla fine dell'attività.donato è stato un maestro,ma proseguire era impossibile.pensare prima di parlare!


ID74360 - 08/12/2017 01:45:28 (Tc) jowa
se spieghi anche il perche'...


ID74362 - 08/12/2017 12:57:59 (jowa)
c'erano spese troppo importanti da sostenere per mettere a norma.è un vecchio fienile che ha 230 anni.conta che doveva chiudere già un anno fa.ci son anche altre problematiche legate al fienile che non ti posso star qui a spiegare.finchè è stato possibile si è andati avanti.non basta un giovane disoccupato per risanare una stalla e caseificio.ho imparato molto li e non ringrazierò mai abbastanza donato per i suoi insegnamenti


ID74367 - 08/12/2017 17:08:28 (ubaldo) Visto
I giovani ai quali piaoe la vita dell'allevatore non mancano. Ne conosco alcuni pure io, anche se è una vita votata al sacrificio. Ma alle passioni non si comanda. Altra questione è riuscire a fare in modo che quell'attività sia sostenibile economicamente: con tutte le normative (giuste in gran parte, per carità) che ormai regolano anche quel mondo.


ID74377 - 09/12/2017 22:27:54 (Tc) ...
purtroppo credo che le normative,se pur giuste,siano anche troppe...40 o 50 anni fa,non c'erano,eppure i prodotti avevano la stessa qualità di ora (se non migliori)...il metodo di base è sempre quello comunque...spiace leggere che i costi siano troppi...ma la Comunita' montana in questo caso dov'è? Un aiuto da parte della regione? Giovani appassionati,visto che ci sono,potrebbero e dovrebbero provarci comunque,facendo o tentando una richiesta alla Comunita' montana per questo progetto...



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