Un fiore di strada
“Ci sono fiori che sbocciano in luoghi impensabili. Stretti tra lastre di asfalto,sui marciapiedi,in città invase dal cemento. Raramente catturano l’attenzione dei passanti,al massimo riescono a strappare un - guarda un po’- dai pensieri che accavallano al mattino”.
Un gruppo di ospiti del Centro Diurno Disabili di Idro della Cooperativa Co.ge.s.s accompagnati da tre educatori, sono partiti per un affascinante viaggio nel mondo del quotidiano con l’obiettivo di stimolare la creatività collettiva attraverso la costruzione di un semplice fiore di carta. L’idea originaria era celebrare la bellezza dell’umile, di ciò che è ritenuto inessenziale, delle cose e dei gesti quotidiani ignorati e trascurati, partendo dal presupposto che in ogni momento e in ogni luogo esistano centinaia di aspetti interessanti che vale la pena documentare.
In questo modo con una semplice valigia contenente i materiali necessari per creare un fiore di carta, a partire dalla fine di gennaio i “viaggiatori del quotidiano” hanno iniziato ad incontrare alcune realtà del territorio, insegnando alle persone coinvolte non solo a costruire il fiore, ma anche a registrare su un apposito modulo esperienze di vita quotidiana, quali la sensazione prodotta da un odore, l’arrivo inaspettato di una bella notizia, una semplice passeggiata, il gesto di una persona cara e tante altre esperienze che incarnano la bellezza delle relazioni umane, quella bellezza che circola tra le persone nei dettagli ordinari di tutti i giorni.
L’obiettivo esplicito era di ri-trovarsi un giorno di maggio nella piazza di Crone di idro per con-dividere le esperienze e ammirare i fiori costruiti da tutti i partecipanti armoniosamente disposti sotto la tensostruttura.
Il messaggio più profondo era che, in realtà, i fiori di strada raffigurano le persone in condizione di fragilità. Fragilità ha la stessa radice di frangere, che significa rompere ma significa anche delicato, gracile, proprio come un fiore: basta un colpo di vento a far staccare un petalo e a fargli perdere il suo profumo.
L’intenzione originaria era di mettere insieme tanti pezzetti, tanti fiori colorati, di svelare la fragilità in tutte le sue possibili espressioni e sfaccettature, di renderla “bella”, dandosi simbolicamente forza reciproca.
Il risultato incredibilmente bello di tutto ciò? Un’adunata di persone in una mattina di maggio rinfrescata da una pioggia battente e persistente riunite sotto la tensostruttura gentilmente messa a disposizione dal comune di Idro.
Persone di età e generazioni differenti, provenienti da una scuola primaria, una scuola media inferiore, due Centri diurni per disabili, un Centro socio-educativo e una Comunità socio-sanitaria per persone con disabilità, un Centro diurno psichiatrico e due Case di riposo sono state protagoniste e contemporaneamente spettatrici di un evento che ha toccato nel profondo le corde intime dell’interiorità di ciascuno.
Sul palco, ai cui piedi era possibile ammirare la distesa di centinaia di fiori di carta multicolori realizzati in quattro mesi da tutti i partecipanti, si muovevano due oratori, Marcela e Mirco, alternandosi nella lettura dei molteplici pensieri su ciò che conferisce senso e significato alla quotidianità elaborati da coloro che hanno aderito all’iniziativa.
La carica emotiva sprigionata da queste letture è stata intensa, tanto quanto il potere aggregativo di quest’iniziativa che è stato un vero esempio di arte relazionale.
Un grazie sincero e genuino a tutti coloro che hanno contribuito, a vario titolo, a rendere concreto il nostro progetto.