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Isola di San Paolo

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di Paolo Salvadori


19 Dicembre 2012, 12.00

Lettere

Tecnica 3.1

di Dru
«E' interessante scorrere il sito di Beppe Grillo e il suo movimento per notare quanto di nuovo la tecnica stia dicendo di sé...». Dru ancora interviene sull'argomento Tecnica, che sarebbe non mezzo, ma scopo.
 
E’ interessante scorrere il sito di Beppe Grillo e il suo movimento per notare quanto di nuovo la tecnica stia dicendo di sé: le donne che vengono elette alle “Buffonarie” del PDmenoL del Bersani, la brutta copia delle “Parlamentarie” del M5S in cui le donne votate per le politiche on-line sono state maggioranza, dicono molto di più di quanto a prima vista non si possa credere della tecnica.
Bersani, come giustamente dice il Grillo, in questo processo può essere solo un comprimario e darne solo un apparente vestito innovatore nei processi decisionali, ma non può che essere un “succhiaruote” della democrazia perché non adopera i potentissimi mezzi tecnici che adopera il M5S: Internet con la sua disarmante trasparenza.
Palesemente non se ne dota il Bersani per egoismo, poiché gli stessi mezzi lo farebbero tramontare, lui e la pletora di inutili e costosi e onerosi compagni di tante battaglie e sofferte sconfitte .
Non se ne dota ancora per il tempo che potrà arginare l’inarginabile, ancora per il tempo che potrà resistere al progresso, lui che dice di militare fra i progressisti.
A onor del vero il fiuto è da progressista, ciò che gli manca è solo il coraggio.
E’ indubbio che la sola presenza scomoda di questo movimento innovatore nella politica, dal punto di vista tecnico dentro il quadro istituzionale, porterà una ventata di nuovo all’Italia che ancora nega in actu signato questo inevitabile processo di innovazione ma  afferma in actu exercito, come sta accadendo a Bersani, e proprio perché insieme lo nega e lo afferma, in ultima istanza non riuscirà a negarlo.
Ciò che solo a pochi è ora evidente, e tra questi ci metto l’arguto Grillo con il suo nuovo articolo sul Blog,  e cioè che il partito di maggioranza relativa, il PD, stia scimmiottando, costretto nel solco della verità, quello che una compagine politica fino a ieri sconosciuta dal potere politico, il M5S, sta realizzando con i potentissimi mezzi della tecnica, sarà fra non molto un percorso e un discorso obbligato per la politica mondiale, un percorso dettato dalla tecnica, un percorso che oggi quei pochi prevedono ma che già da sempre è inscritto nel più ampio discorso di filosofia: la tecnica non come mezzo ma come scopo.
Entrando un attimo nel merito, di cosa ci scandalizziamo nel processo in corso di questo movimento? forse che gli eletti sono inesperti nelle raffinate arti e ruberie secolari che perpetra il potere politico? ma non era proprio questo quello che volevamo debellare? e forse che chi è dotato di un minimo di intelletto possa credere che un movimento sorto sulle ceneri di un populismo sfrenato riesca populisticamente a dominare la tecnica? solo non conoscendone l’origine del discorso filosofico si può credere a tanto, la tecnica vince contro ogni tipo di populismo: è talmente visibile ed evidente che non sarebbe neanche il caso di sottolinearlo, ma invece occorre farlo ogni istante, poiché ancora in pochi siamo a comprenderlo appieno e come discorso esplicito di verità.
Cosa fa un’azienda per assumere personale in America? Niente di più che analizzare il curriculum vitae dei candidati e sceglierne quelli più adatti secondo parametri specificamente dettati dalla tecnica, che sono le procedure e i mezzi atti al raggiungimento dei propri scopi; e perché in politica dovrebbe essere diverso? Cosa ha la società degli umani di cosi complesso e diverso dalle società per azioni? Nulla e la tecnica lo sta a dimostrare.
Vi è qui un problema di leadership?
E’ vero, in quanto a farla da padrone è la tecnica e noi ne siamo sempre più succubi.
Dru
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Commenti:

ID26046 - 19/12/2012 18:25:34 (Dolcestilnovo)
Tecnica o tecnologia?


ID26059 - 20/12/2012 06:37:06 (Dru) la domanda è pertinente e ben posta
la tecnologia è un surrogato della tecnica la quale tecnica ha come scopo l' incremento indefinito di ogni scopo. Diciamo che la tecnologia è la tecnica asservita alle ideologie tutte. Come tecnologia il suo significato e essenza è l'esser mezzo per qualche cosa d'altro rispetto al proprio statuto, delle ideologie appunto.Ma cosa meglio della tecnologia fa intuire quanto della sua anima è della tecnica? forse più della tecnologia è la scienza, attuale cavaliere di questo indomabile destriero.In questo momento Grillo e Bersani, esplicitamente e a parole si combattono con il linguaggio della politica, ma implicitamente lo fanno attraverso quello della tecnica.


ID26060 - 20/12/2012 06:55:51 (Dru) Bisogna pensare che un tempo non era assolutamente così
Che la tecnica faccia da padrone incontrastata rispetto ad ogni altro significato, non è da sempre. L'uomo non ha sempre visto come rimedio e come riparo dall'imprevedibilità del suo essere in questo mondo la Tecnica: prima era Dio, con la rappresentazione sacra degli eventi , se vogliamo possiamo dire prima tecnica per superare l''imprevedibilità, adesso sono le Tecnologie asservite alle ideologie, con la rappresentazione profana degli eventi, e in futuro sarà la Tecnica, vera protagonista e scopo indiscusso per dominare l'imprevedibilità.Discorso che quindi, quello della Tecnica, da implicito, si farà esplicito, da mezzo si paleserà come scopo.


ID26062 - 20/12/2012 07:22:07 (Dru) Voltaire così nel "Sermone dei cinquanta"
Gli evangelisti si contraddicono sul tempo in cui Gesu visse, sulle sue predicazioni e sul giorno dell'ultima cena, su quello della sua morte, sulle apparizioni dopo la morte e, a farla breve, su quasi tutti i fatti.Ci sono poi stati 49 vangeli compilati dai cristiani del primo e del secondo secolo che si contraddicono tutti ancora di piu'. Alla fine sono stati scelti i quattro che conosciamo, ma se anche essi andassero tutti d'accordo, gran Dio che assurdita', che miseria, che cose puerili assurde ed odiose!La prima avventura di Gesu, vale a dire del figlio di Dio, consustanziale a Dio, in una parola Dio stesso, e' stata quella di essere sollevato dal diavolo; perche' il diavolo, che non appare affatto nei libri di Mose, gioca un grande ruolo nei vangeli.Il diavolo solleva dunque Dio e lo porta su di una montagna nel deserto e gli fa vedere tutti i regni della terra. Qual'e' questa montagna dalla quale si vedono tanti paesi?


ID26063 - 20/12/2012 07:26:01 (doc) Perplessità
Caro Dru intravedo nel tuo intervento un futuro che mi imparisce e mi lascia perplesso. Dovi metti i sentimenti, l'arte, l''originalità, la democrazia? Fatemi scendere, io resto qui.


ID26064 - 20/12/2012 07:26:49 (Dru) ma ciò che più mi interessa di sottolineare del passaggio dal mondo sacro a quello profano è...
Non ne sappiamo nulla. Il diavolo propone bellamente a Dio di adorarlo; si puo' concepire, fratelli miei, una bestemmia piu' ridicola?Giovanni ci racconta che Gesu va a nozze e trasforma l'acqua in vino e che caccia dei mercanti dal tempio i quali vendevano animali destinati ai sacrifici, imposti per legge.A quei tempi tutte le malattie erano delle possessioni diaboliche ed infatti Gesu concede il permesso ai suoi apostoli di cacciare i demoni. Questa miserabile superstizione era stata adottata da un popolo ignorante, che non conosceva nulla di medicina e credeva, come i selvaggi, che la maggior parte delle malattie fosse causata da spiriti maligni; si esorcizzavano con la radice di barath e la clavicola di Salomone." Ecco l'imprevedibilità messa in luce dal filosofo Voltaire , quel "non ne sappiamo nulla" dice di un mondo, quello imprevedibile del futuro, che non è definito e compreso, tutto permeato, da una divinità...


ID26065 - 20/12/2012 07:28:55 (Dru)
... ma previsione che diviene , se non vuole essere contraddizione continua, previsione guidata dalla tecnica.


ID26066 - 20/12/2012 07:39:56 (Dru) i medicinali al posto del permesso di Dio,...
.. ,che qui è vestito da Gesù Cristo, ne è l'evidenza di questo passaggio. Voltaire non era uno sciocco , ma il tono del suo intercedere e dell'attacco senza se e senza ma del mito sono una testimonianza evidente di quanto la filosofia sia la creatrice di questo mondo profano. Io faccio una critica a Voltaire: in questo scritto non si intravede ancora l'imperativo categorico del dubbio e del fallimento di ogni posizione e Dio, e perchè no, anche il Dio della Tecnica. Sembrerebbe un filosofo certo di quello che va dicendo e in questo per nulla differente a coloro che critica, infatti l'illuminismo è una delle ultime ideologie dell'uomo prima dell'era della tecnica che non vuole , causa l'escludenza di ogni dire ideologico, servire alcun padrone.


ID26068 - 20/12/2012 07:59:40 (Dru) a doc
della tecnica non direi che bisogna averne paura, poichè essendo procedure e mezzi per il raggiungimento di ogni scopo, quello che che hai detto non è il nemico della tecnica ma semmai conviene ad essa che spingerà queste determinazioni al tramonto per l'apparire di altre forme e più "belle" ( per il nostro vedere) e più "potenti"(per il nostro piacere), questo lo scopo: rendere prevedibile l'imprevedibile.


ID26097 - 20/12/2012 19:33:52 (Aldo Vaglia)
Caro Dru. Prova a sostituire a "tecnica" strumento alla moda per meglio irretire le masse e vedrai che il senso di potenza non cambia. La tecnica non e' ne' buona ne' cattiva e noi ne abbiamo il pieno controllo. La fantascienza che pensava che con l'AI ( intelligenza artificiale) le macchine avrebbero avuto il soppravvento sull'uomo e' rimasta fantascienza. Le macchine sono veloci, ma sono rimaste cretine. Pensa un po' che ragionano solo con si e no e non hanno nemmeno il ma.


ID26098 - 20/12/2012 20:00:52 (Leretico) Il tema di Grillo e la tecnica
Internet e Grillo sono forse la testimonianza che la tecnica domina gli uomini mentre essi si illudono che attraverso essa sono in grado di dominare il mondo? Secondo questo schema Severiniano, ma anche Galimbertiano e forse Heideggeriano, una specie di mano invisibile "tecnica" agisce con i suoi scopi (aumentare indefinitamente il proprio potere) mentre noi crediamo, ci illudiamo, di perseguire i nostri scopi (migliorare la nostra vita). Ammetto che ci sia, in questa descrizione, un certo fascino ma non bisogna essere radicali in questa impostazione perché il rischio è quello di mettersi sopra il naso un paio di lenti che al posto di farti vedere meglio deformano la realtà tanto da farti essere sicuro, indubitabilmente certo, che sia la vera realtà. Altre volte abbiamo discusso di questo tema e colgo l'occasione per riaffermare che non vedo nella democrazia diretta supportata da internet e osannata da Grillo uno strumento vero di democrazia. Vedo invece


ID26099 - 20/12/2012 20:07:38 (Leretico) continua
uno strumento di potere plebiscitario che elimina la dialettica, quel necessario momento della vera politica che permette, attraverso il confronto razionale, l'avvicinamento a decisioni più giuste. Attraverso Grillo e internet la rappresentanza diventa mero segnaposto di un collettivistico concetto di popolo che elimina totalmente il già vituperato individuo e la sua libertà.


ID26109 - 20/12/2012 23:55:51 (Dru) Che cosa è la democrazia e che cosa è la tecnica
La democrazia è innanzitutto un' ideologia, e come tale cresce e si sviluppa all'interno di una logica di sistema come è per le religioni o per il capitalismo o il comunismo: non ci sarebbe alcuna democrazia se non credessimo fermamente che vi è un popolo e che il popolo può governare, due determinazioni queste, il popolo e la sovranità, che debbono essere "credute" vere prima di poter credere ad una democrazia. Ma è proprio così? Voglio dire, come configuriamo oggi alla luce della globalizzazione questi due termini, popolo e sovranità ? E anche se questi due termini riescono a resistere al cambiamento e al divenire di ogni cosa come possiamo credere che questa luce, così forte e diretta sui loro significati non cambi direzione e ne risulti il contenuto riflesso diverso, ancora creduto ma profondamente mutato?


ID26110 - 21/12/2012 00:04:41 (Dru) Ecco, la tecnica e il segreto della sua natura invincibile e innegabile
È rendere prevedibile, nel tempo e nel modo, ciò che viene a trovarsi e a comportarsi come imprevedibile, anche l'ideologia della democrazia. come ? Attraverso le diverse procedure e gli svariati metodi che l'uomo mette in campo per raggiungere ogni tipo di scopo... Ad Aldo rispondo nuovamente come gli risposi già tempo fa... Non confondere la tecnica con la tecnologia, Internet è una tecnologia e come tale è uno strumento in mano ancora alle ideologie o a Grillo appunto, ma già ci suggerisce, il discorso qui si fa implicito, quanto di più potente la tecnica può esprimere.


ID26112 - 21/12/2012 08:13:31 (Dru) la tecnica come feticcio
la Tecnica non la considero un feticcio ma non la ignoro, sarebbe altrimenti come quel tale che non si rendeva conto di vivere grazie alla propria circolazione sanguigna, ma lui vive grazie alla sua circolazione sanguigna: esplicitamente la rinnega, implicitamente ne è la prova vivente del sistema sul quale si regge la sua struttura fisica. Sembra invece, almeno dalla critica che mi fai Leretico, che non lo sia per te così evidente e per quanto concerne le lenti nemmeno il mondo l'uomo lo può conoscere solo attraverso delle lenti e se lo fa , beh allora quello è il mondo e quindi ne ho solo apparenza ma quell’apparenza è il solo apparire,poiché ciò che ci appare è fin da sempre ciò che è, giusto?


ID26113 - 21/12/2012 08:13:51 (Dru)
E' proprio il concetto del "tutto" che ci rende parte e ci fa sentire parte, concetto, il tutto, che rimanda forzosamente al divino. Si dici giusto, e sei in questo molto vicino al concetto sacro di realtà, come in fondo lo era Kant senza d'altronde rendersene nemmeno conto: se noi abbiamo delle lenti per osservare la realtà allora significa che vi è qualche ente che questo vizio di realtà non ha. Dio ? Vedi Leretico , nel momento in cui noi diamo un limite, beh oltre quel limite ci dovrà ben essere qualcosa, dal momento che noi diciamo “no! quella cosa là noi non potremo mai conoscerla, beh allora significa che qualcuno , magari non noi, quella cosa là può conoscerla.


ID26114 - 21/12/2012 08:27:17 (Dru) è quella cosa là o quel non potere
che apre inesorabilmente le porte e le spalanca all'assoluto, dove il naufragar m'è dolce.


ID26115 - 21/12/2012 09:03:51 (Aldo Vaglia) Per Dru
In italiano i termini tecnica e tecnologia vengono usati in modo intercambiabile. Il loro significato e' pero' ben definito. - logia e' lo studio. Come psicologia e' lo studio della psiche cosi' tecnologia e' lo studio della tecnica.


ID26116 - 21/12/2012 09:28:12 (Dru)
Esatto l'oggetto di studio appunto è la tecnica, la tecnologia quindi è un tramite, un mezzo , il suo scopo è lo studio o discorso o ragione o logos o analisi o anche semplicemente dialettica che riguardi la tecnica, come l'oggetto di studio della psicologia è la psiche. Il logos o ragione non è sempre stato oggetto pregiato e definito nei suoi termini come ora l'occidente a queste determinazioni guarda inerendone i significati attuali. La tecnica era tecnica anche prima della tecnologia, gli siamani e lo sciamanesimo è una tecnica prima ancora che comparisse il termine tecnologia.


ID26117 - 21/12/2012 10:53:38 (Dru) la fine degli "immutabili" per il conseguente dominio della Tecnica
"Se l’epistéme è il luogo dove si manifesta la verità, la città è il luogo dove l’esercizio del dominio è guidato dalla verità dell’episteme. Questo è l’ambito essenziale della politica nel pensiero Occidentale. Eppure a partire dalla "morte di Dio" la verità dell’episteme diventa impossibile, e il suo sovra-stare è violenza. La libertà odierna si basa sulla liberazione dell’imposizione dell’episteme: da qui la crisi della politica, quale conseguenza della crisi dell’episteme. L’essenza della tecnica non è data dalla sua base fisico-matematica, ma dalla volontà di aumentare all’infinito la propria potenza, per tale scopo si richiede il totale dissolvimento degli immutabili."


ID26120 - 21/12/2012 11:30:18 (Dru) La tecnica è il compimento della crisi dell'episteme o assoluto, quel naufragar m'è dolce.
Se il λόγος (ragione) è l’α̉λήθεια (aletheia-verità), disvelamento del contenuto dell’ε̉πιστήμη (episteme-scienza epi- "su" e histamai "stare", "porre", "stabilire" e cosa è lo stabilire, ma è lo stabilire dell'essere assoluto sul divenire mutabile), l’idea è il contenuto epistemico. La crisi dell’ideologia è perciò la crisi dell’ε̉πιστήμη (episteme).La tecnica è il compimento di tale crisi perché è il compimento del divenire, ossia il processo di produzione e distruzione dell’ente. La tecnica odierna, quindi, non è una cesura rispetto alla tradizione occidentale, ma il suo pieno compimento. È per questo che, nel pieno compimento dell’Occidente, si scorge la vicinanza della tecnica con il


ID26122 - 21/12/2012 11:33:25 (Dru)
pensiero dell’essere di Parmenide


ID26124 - 21/12/2012 11:45:02 (Dru) dall'Antigone di Sofocle
dell’Antigone: l’uomo è Pantopóros áporos: “colui che è capace di percorrere tutte le vie” e allo stesso tempo “privo di una via”. Se la prima rappresenta la tecnica, la seconda indica la sua mortalità. Se poi l’incremento della potenza impone l’incremento del nichilismo, la stessa potenza è soggetta all’annullamento. Questo comporta che più cresce la felicità legata all’incremento di potenza più cresce l’angoscia per la sua possibile perdita.



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