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07 Dicembre 2019, 10.06
Prevalle Provincia
Teatro

«Medolér», storia umana e sociale di una comunità

di Marisa Viviani
Lo spettacolo di teatro e musica andato in scena nei giorni scorsi al Teatro Paolo VI di Prevalle ha rappresentato un aspetto rilevante della storia umana, sociale ed economica della comunità di Botticino Mattina: le sue cave di marmo, i suoi cavatori, le loro famiglie nel contesto degli anni '50/'60

Facendo seguito ad una precedente commedia, "Sóta èl pórtech", che narrava l'ambiente contadino del paese degli anni tra il '40 e il '50, il gruppo "Teatro Oratorio di Botticino Mattina", con la Banda Musicale "Giuseppe Forti" di Botticino e la collaborazione della Banda "Giuseppe Sgotti" di Nuvolera, ha inteso completare il racconto di una comunità fortemente identificata nei simboli della propria economia, rappresentati dai vigneti e dal vino (in "Sóta èl pórtech") e dalle cave e dal marmo (in "Medolér").

In dialetto "medól" significa cava e "medóler" cavatore/i, termini che a Botticino, e nei paesi dove sono presenti le cave di marmo, sono gravidi di storia e storie, ricordi, affetti, emozioni, dolori. Giacomo Luzzardi, autore dei testi e regista, con questo spettacolo ha voluto rendere omaggio ai medóler e riconoscere la dignità del loro lavoro.

"Oggi con il Teatro e con la Banda vogliamo mettere il tassello mancante al racconto di Botticino: le cave, anzi i medóler, soffermandoci sulle persone e sulle vicende che, vivendo a Botticino Mattina, abbiamo conosciuto qualche tempo fa, e delle quali vogliamo fare riconoscente e affettuosa memoria." Così il gruppo teatrale, insieme alla banda musicale, ha dedicato alle passate generazioni di cavatori un'attenzione dovuta, come già vari storici locali avevano riservato in pubblicazioni specifiche.

A questo proposito vanno infatti ricordati gli scritti di don Sandro Gorni sui ricordi e la storia della comunità, di Gio Pietro Biemmi che riportò le memorie di Celòto medóler, Angelo Forti (La vita e la pietra), di Massimo Tedeschi in opere varie sulla storia di Botticino, di Fabio Secondi e Carlo Simoni (I ricordi sono pietre), di Enzo Marchetti (Essere cavatori a Botticino).

L'opera "Medóler" continua così il lavoro di ricerca nel mondo delle cave e dei cavatori intrapreso dai testimoni e dagli storici, con un diverso linguaggio, quello del teatro e della musica, lanciando uno sguardo umano e famigliare su questa realtà, che passata attraverso i secoli (era esistente già in epoca romana) e innumerevoli trasformazioni socio-politiche e tecnologiche, è giunta fino ai tempi nostri circondata da un'aura di sacralità, che eleva i protagonisti ad eroi di una quotidianità che si ammanta dei caratteri del mito.

Il racconto verte sulla vita del cavatore e della sua famiglia, giocata nei diversi ambienti della cava e dell'abitazione, che in un efficace gioco scenico vedono la baracca degli operai trasformarsi nella cucina di casa. Sulla scena si muovono i protagonisti della saga, i medóler, intenti al lavoro, ai pensieri, alle discussioni, esposti alla fatica, agli incidenti, alla morte; mentre la famiglia diviene parte della vicenda che si consuma al medól, assumendone il carico economico, emotivo, culturale in un continuum esistenziale che lega uomini, donne, bambini, e tutta la comunità.

Il merito dell'autore dei testi è di aver trattato una materia drammatica, per certi aspetti tragica, con una levità che rende lo spettacolo piacevolissimo. Filtrato attraverso il linguaggio dialettale bresciano, comune ai personaggi e al periodo storico rappresentati (anni '50/'60), il racconto si sviluppa con semplicità espressiva, toccando anche momenti di puro divertimento, mentre i temi di maggior intensità narrativa sono riservati alla presentazione iniziale introdotta in lingua italiana dalla voce narrante.

Molto realistiche le scenografie, realizzate con un lunghissimo lavoro manuale da profondi conoscitori del materiale e degli ambienti di cava, così come sono appropriati i costumi recuperati tra il vestiario realmente utilizzato, che porta i segni del tempo e dell'usura. "Conosciamo questa realtà in modo diretto, poiché qui siamo nati e qui siamo cresciuti, e perché il nostro paese è questo: con le cave e i vigneti." Non la costruzione intellettualistica di una storia, dunque, ma la narrazione di una comunità che rappresenta sé stessa attraverso la memoria dei testimoni e dei loro discendenti nelle parole, negli avvenimenti, nella concretezza dei luoghi e delle cose.

La vicenda che si svolge in scena è sottolineata da un commento musicale; l'introduzione della musica in forma organica in uno spettacolo teatrale, ne eleva certamente il livello qualitativo, soprattutto se scelta e interpretata da musicisti di valore.

Per la specificità di questo spettacolo, i brani presentati sono in parte originali, composti dal M° Claudio Mandonico, in parte brani noti e arrangiati sempre dal noto compositore bresciano, docente di musica al Conservatorio di Bergamo e direttore di orchestra.

Ad interpretare tali brani, colti e popolari individuati per la loro qualità musicale, è la Banda Musicale "Giuseppe Forti" di Botticino, in collaborazione con la Banda Musicale "Giuseppe Sgotti" di Nuvolera, dirette dal M° Stefano Gamba, diplomato in clarinetto al Conservatorio di Brescia.

Il connubio tra la compagnia "Teatro Oratorio di Botticino Mattina" e la Banda Musicale "Giuseppe Forti" di Botticino non è nuovo a questo genere di spettacolo di teatro e musica, già sperimentato con la pièce "Nel quindes des dòt ghèra la guèra", molto apprezzata dal pubblico. E anche per "Medóler", arrivato alla quinta replica, si conferma il successo precedente.

Lo spettacolo "Medóler" sarà replicato sabato 22 febbraio alle ore 20.30 e domenica 23 febbraio ore 16.00 presso il Teatro Centro Lucia di Botticino. Da non perdere!

Nelle foto di Luciano Saia: Scene dallo spettacolo "Medolér" (Prevalle, 30/11/2019)


All'allestimento dello spettacolo hanno partecipato:

Voce narrante: Nicola Rossi

Attori: Jacopo Prati, Antonio Coccoli, Domenico Lonati, Lorenzo Mino, Simone Cremonesi, Oscar Mussio, Federico Luzzardi, Stefano Fassoli, Oscar Coccoli, Filippo Oprandi, Matteo Marcarini, Roberta Temponi, Giovanni Cremonesi, e i giovanissimi Paolo Arici, Stefano Ricci, Cristiano Cremonesi

Testo e sceneggiatura: Giacomo Luzzardi

Scenografia: Giacomo Luzzardi, Giuseppe Tregambe, Francesco Sanca, Claudio Ponzanelli

Direzione: Stefano Gamba

Regia: Giacomo Luzzardi - Assistenti alla regia: Elisa Benetti, Letizia Abampi

Logistica: Gruppo Alpini di Botticino Mattina e di Botticino Sera e altri volontari

Musica: M° Claudio Mandonico

Banda Musicale "G. Forti" di Botticino (presidente Cristina Franzoni), con la collaborazione della Banda Musicale "G. Sgotti" di Nuvolera (presidente Enrico Caravaggi)

Direzione musicale: M° Stefano Gamba

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