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16 Maggio 2018, 10.06
Serle
Lettere

Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe, come stanno le cose

di Redazione
Pubblichiamo la lettera inviata dal sindaco di Serle, Paolo Bonvicini, per far chiarezza circa il futuro dell’Altopiano di Cariadeghe a seguito della riforma regionale del 2016 sulla gestione delle aree protette, fra e quali rientra l'Altopiano serlese in quanto Monumento Naturale

Premessa: situazione legislativa
Per quel che riguarda il Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe, presente nel comune di Serle, l’ente legislativo e normativo principale dell’area è, sin dal 1983, Regione Lombardia, la quale ne ha assegnato il titolo di Monumento Naturale per il particolare pregio paesistico-morfologico del territorio nel 1985.
Dal 2004 il sito è inserito anche nell’elenco dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) per il territorio regionale, ai sensi della direttiva nota ai più come «Direttiva Habitat», con la quale l’Unione Europea mira a garantire la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche sul territorio degli stati membri. A tale scopo è stata creata una rete ecologica di zone speciali protette, denominata Rete «Natura 2000».
Il comune di Serle è, invece ad oggi, l’ente gestore e soggetto di riferimento regionale per l’esercizio delle funzioni di gestione e tutela in ossequio alle leggi regionali. L’ente comunale è subentrato nel 2014 al consorzio Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe, precedente ente gestore dell’area sciolto per decreto statale.
Lo strumento comunale che disciplina il Monumento Naturale è il “Piano di gestione del Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe” approvato dal consorzio Monumento naturale altopiano di Cariadeghe nel 2010 e successivamente accolto da Regione Lombardia come idoneo e rispettoso delle leggi da essa individuate.
In sostanza è compito di Regione Lombardia legiferare e stabilire le regole generali del Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe mentre è compito del comune gestire l’area traducendo tali leggi in azioni operative e regolamenti conformi ad esse.

L’iniziativa di legge di Regione Lombardia per riorganizzare il sistema di gestione e tutela delle aree protette
Nei primi mesi del 2016 il consiglio di regione Lombardia ha avviato l’iter che ha portato successivamente all’ approvazione della Legge regionale n° 28 del 17 novembre 2016 denominata "RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA LOMBARDO DI GESTIONE E TUTELA DELLE AREE REGIONALI PROTETTE E DELLE ALTRE FORME DI TUTELA PRESENTI SUL TERRITORIO”.
Tale iniziativa di legge, si sottolinea, è stata avviata da regione Lombardia in piena autonomia e con legittimità, secondo le funzioni in materia ambientale ad essa spettanti dalla legge italiana sin dal 1983.
Tale nuova legge interessa tutte le diverse aree protette presenti in regione Lombardia (Parchi, Riserve naturali, Siti di Rete Natura 2000, Plis e Monumenti Naturali) che occupano quasi 70.000 ettari ovvero il 22,1% del territorio Lombardo. Anche il nostro “piccolo” Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe con i suoi 516 ettari di estensione ovvero lo 0,82% delle aree protette lombarde rientra, in quanto area protetta, in tale legge.

Azioni, osservazioni e criticità avanzate dal comune di Serle sulla legge presso l’VIII commissione Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi di Regione Lombardia
Sin dalle prime iniziative di legge, avviate da regione Lombardia, il comune di Serle e l’amministrazione si sono spese per far valere le istanze di Serle e dei suoi abitanti partecipando a numerosi incontri sul tema svoltisi in regione ed io personalmente, come sindaco, sono intervenuto in audizione presso l’VIII Commissione Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi di Regione Lombardia nel settembre 2016 per presentare osservazioni e criticità.
Tale organo, meramente consultivo, è l’unico spazio in cui il comune poteva esprimere un parere, seppur appunto non vincolante in nessun modo circa decisioni finali sul testo della legge, che ripetiamo è di sola competenza di Regione Lombardia.

In particolare, in sintesi, ho espresso alla commissione che:
1.La popolazione Serlese è particolarmente affezionata all’ area dell’Altopiano di Cariadeghe e teme che con questa riforma possa perdere l’ente interlocutore privilegiato ovvero l’ente comunale, il quale è gestore, conoscitore di storia, luoghi, tradizioni ed ambienti che certamente non saranno presenti nel nuovo gestore.
2.La ripartizione proposta nella riforma non verrebbe effettuata secondo principi di merito, tecnici e amministrativi.
3.La ripartizione non avverrebbe accorpando ambiti territoriali omogenei o con valori naturalistici da conservare affini.
4.Gli enti parco vicini alla nostra non posseggono una struttura tecnica adeguata nemmeno per le loro necessità.
5.Il comune di Serle ha personale dedicato alla gestione dell’area che ha permesso di pianificare lavori ed interventi e di adempiere agli obiettivi determinati nel piano di gestione del Sic.
6.Il consorzio prima e il comune poi sono sempre risultanti in graduatoria tra gli enti beneficiari di finanziamenti promossi da bandi regionali, sovracomunali e di fondazioni, che testimoniano una gestione di elevata qualità dell’area, che funziona, riconosciuta da più enti!

Ho poi proposto alla commissione alcune richieste di modifica della legge che tenessero conto della vastità del nostro Monumento Naturale, il più grande per estensione di Regione Lombardia, delle sue peculiarità paesaggistiche e naturalistiche e del lavoro di alta qualità e cura messa in atto da sempre dal Comune nella gestione dell’area, dimostrabile con: piano di gestione, bilancio in ordine, bandi vinti, ecc.
Abbiamo richiesto pertanto di inserire una norma che permettesse anche al nostro ente, così come previsto per i Plis, di mantenere un’autonomia gestionale ed organizzativa, conservando quindi la medesima situazione gestionale in essere oggi.
Tali osservazioni non sono tuttavia state accolte da Regione Lombardia nel testo di legge finale.

La legge regionale approvata dal consiglio regionale il 17 novembre 2016: contenuti e direttive
La legge regionale è stata approvata dunque senza sostanziali modifiche rispetto al testo originario. Con tale legge la regione si proponeva di avviare la riorganizzazione del sistema di gestione e tutela delle aree regionali protette mantenendo inalterato il regime di tutela.
L’ente gestore del Parco presente nella macroarea, individuata da regione, diverrebbe il “soggetto di riferimento regionale per l’esercizio delle funzioni di gestione e tutela delle riserve naturali, dei monumenti naturali, nonché dei PLIS e dei siti di Rete Natura 2000.

Ciò significa che l’altopiano di Cariadeghe manterrebbe il proprio nome ed il titolo di Monumento Naturale esattamente con vincoli e leggi come oggi.  È assolutamente da escludere dunque che il Monumento possa divenire Riserva Naturale o Parco con tale legge.
L’ente Parco, questo sì, subentrerebbe invece nella gestione del Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe, che si ribadisce rimarrà Monumento Naturale.
A cambiare sarebbe l’ente gestore che non sarebbe più, in prima battuta, il comune di Serle bensì un ente Parco presente nella nostra macroarea. Il più a noi vicino che potrebbe in via ipotetica svolgere tale funzione è il Parco dell’Alto Garda Bresciano.

In tale passaggio amministrativo, tuttavia, gli enti gestori attuali dovranno stipulare una convenzione con l’ente gestore del parco di riferimento che deve prevedere alcuni contenuti obbligatori ed altri negoziabili e definibili dalle parti. Il comma 11 articolo 3 recita inoltre che:
“Le convenzioni possono prevedere il riconoscimento di forme di gestione associate di aree protette preesistenti alla pre¬sente legge, che posseggono comprovate e qualificate compe¬tenze strutturate in ambito organizzativo al fine di conservare la continuità delle funzioni”.
Ciò significa che in sostanza il Comune di Serle, pur non risultando essere più l’ente gestore titolare giuridicamente dell’area, potrà di fatto svolgere le medesime funzioni con la medesima organizzazione in essere oggi. Di fatto se sarà, sarà un mero passaggio burocratico di cui il cittadino verosimilmente non si accorgerà neppure. Il pericolo vero non è in alcun modo la possibilità di una modifica di vincoli, regole e norme rispetto all’oggi ma se mai il possibile decremento della contribuzione economica che il comune percepirebbe ogni anno da Regione Lombardia per gestire l’area. L’obiettivo di Regione Lombardia, infatti, con tale riforma ci pare in fondo quello di semplificare i rapporti tra la stessa e gli innumerevoli enti gestori di aree protette presenti in Regione andando a creare così degli accorpamenti gestionali. Così facendo regione Lombardia avrebbe come principali interlocutori esclusivamente i Parchi e non più enti come riserve, monumenti naturali, Plis, ecc.

Novembre 2017: stop all’iter legislativo attuativo del progetto di legge
Nel novembre 2017, tuttavia, l’iter legislativo per l’attuazione del progetto di legge è stato, di fatto, stoppato stante la richiesta della commissione Agricoltura regionale alla giunta lombarda di ritirare la delibera di accorpamento delle aree protette dalla stessa giunta emanata.
In questo momento dunque l’iter della nuova legge è fermo e vedremo quali decisioni intenderà prendere la nuova giunta regionale da poche settimane insediata in Regione.
Il comune è in ogni caso alla finestra e monitorerà, come ha sempre fatto, il divenire dell’evoluzione legislativa non mancando di far sentire la propria voce a tutela degli interessi del Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe, vero e autentico patrimonio naturale del nostro paese.
                      
Il sindaco
Paolo Bonvicini

In foto: la mappa della aree protette regionali redatta da Regione Lombardia con la prima suddivisione in macroaree entro le quali sono possibili gli accorpamenti gestionali
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