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16 Luglio 2017, 07.43
Serle
Richiedenti asilo

Serle atto secondo: da una tristezza all'altra

di Ubaldo Vallini
Dopo le denunce a Cocca di Sotto è tempo di avvicendamenti: i richiedenti asilo cambiano sede e chiudono l'esperienza serlese anche i gestori della società Medica Srl. Indagini affidate ai carabinieri   

«Mi spiace davvero che finisca così, soprattutto per Malag e Giammeh: sono due ragazzi d’oro, simpatici, svegli e desiderosi di farsi strada. Venivano spesso a trovarci, chissà se riusciremo a vederli ancora». Così Annamaria, origine piemontese e serlese d’adozione, arrivata ieri trafelata davanti al residence per cercare di capire chi se ne andava e chi sarebbe rimasto.

Già. E’ finita con uno scambio
, quasi una mossa da “tre campanelle”, la triste vicenda di Serle della quale abbiamo cominciato ad occuparci venerdì.
Ad avvicendarsi sono stati i richiedenti asilo, sotto l’occhio attento del maresciallo Rubietti di stanza a Nuvolento, che ha preferito tenere i colleghi in divisa con tre auto d’ordinanza e pronti ad intervenire un po’ più discosti, per evitare anche solo il rischio di eccitare gli animi.

Ma cambieranno anche i gestori della struttura di via Panoramica 13, una decina di appartamenti edificati cinque anni fa, di proprietà degli Amadei di Muscoline, nei quali abbiamo contato 36 brande occupate: sarà necessario qualche giorno e comunque sarà prima della fine del fine del mese, quando la Medica Srl avrebbe comunque lasciato il campo libero ad altri, che verranno scelti in comune accordo fra l’Amministrazione comunale e la Prefettura.

Tutto è andato liscio ieri: il pullman della Stornati Viaggi di Flero è arrivato poco prima delle 16 portando a Serle un gruppo di ragazzi “nuovi”, col numero stampigliato sulle magliette, portandosene via un paio d’ore dopo diciotto, in modo da ristabilire il numero concesso e stabilito a settembre dello scorso anno in accordo con l’Amministrazione comunale, ovvero 23 presenze.

Ad andarsene, destinazione la città, 18 in via Moretto e 10 in via Corsica, tutti quelli che a diverso titolo avevano manifestato venerdì a noi di Vallesabbianews e del Giornale di Brescia, oltre che alle telecamere di Teletutto il loro disappunto per come venivano trattati: da alcuni mesi erano costretti ad occuparsi “in proprio” del vitto e in alcuni casi persino delle bollette, avendo a disposizione poco meno di 100 euro al mese.

E chi si lamentava, anche solo parlandone con l’agente della Locale o col sindaco intervenuti su segnalazione, lo provano le registrazioni fatte coi cellulari ora al vaglio degli inquirenti, veniva insultato e minacciato dal gestore della struttura.

Ieri chi era rimasto ai margini della protesta si dimostrava speranzoso di poter cambiare in meglio la propria situazione; chi ci aveva messo la faccia in prima persona, il giovane Chief della Sierra Leone avanti a tutti, temeva invece ripercussioni.

Dei “vecchi” richiedenti asilo ne sono rimasti in via Panoramica solo alcuni, forse quelli che avevano creato meno problemi, o forse solo perché il loro trasferimento era già stato fissato per martedì prossimo.
Da una tristezza all’altra, nella speranza che episodi simili non abbiano ad accaderne altri.


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Commenti:

ID72794 - 16/07/2017 09:00:15 (sonio.a)
Ma l'accoglienza diffusa presso i tesserati simpatizzanti PD come procede?quanti ne hanno accolti?


ID72800 - 16/07/2017 11:55:47 (Tc) ...
Il giovane Chief di Serra Leone...ok un richiedente asilo...ma fatemi capire,perche' si chiede asilo? La guerra in Sierra Leone e' finita ufficialmente,a proclama del presidente Kabbab nel 2002,quindi...??!


ID72802 - 16/07/2017 12:10:25 (Venturellimario)
TcAvranno tirato qualche peto di troppo e impauriti pensavano ci fosse ancora la guerra


ID72805 - 16/07/2017 15:25:20 (parcifes)
La storia che scappano dalla guerra è un bel bla bla, vengo qua perchè gli fanno credere ancora nel loro paese che siamo il bengodi, quando come sanno i PD o MSI che non è così. Il PD ha un dogma, accettare tutti no frontiere non si pongono il problema che si ripercuote sulla società, lavoro, criminalità etc..Tutto li, finchè non si comprende questo saranno sempre e solo polemiche. Non sanno più nemmeno come definirli, migranti, immigrati, clandestini, profughi, rifugiati. caratteristiche richieste ad un italiano per stare in australia, lingua, specializzazione, sponsor.. Qua invece si simpatici, volenterosi certo, peccato che non sono cose rochieste durante la compilazione di un curriculum vita europeo. son persone non specializzata che non servono a nulla perchè portarli qua? Non sarebbe più utile spendere i soldi per farli crescere da loro? già i nostri (specializzati e non) vanno all'estero per lavorare,


ID72809 - 16/07/2017 19:07:22 (Tc) parcifes...
i nostri vanno all'estero anche perche' qui lavoro non c'e' e se c'e' e' sottopagato e loro sono una manna per certi imprenditori italiani,che oserei definire i moderni ''schiavisti'',un parolone si,e' vero,ma non vedo cos'altro potrebbero essere...


ID72812 - 16/07/2017 19:43:54 (Ernesto)
verissimo ,,,sono troppi,,ma chi va in fonderia??chi fa il pizzaiolo?il manovale?chi munge??ecc ecc.certi lavori noi non li vogliamo pi fare,,,


ID72814 - 16/07/2017 20:08:25 (Tc) Ernesto
vero anche questo...ma andresti in fonderia per 900 eur al mese? Piuttosto emigro in Germania,magari per far un lavoro simile (che i teteski,non vogliono piu' fare),ma almeno i ma da 1600 eur al mese,fo mia el sior ,ma neanche arranco per arrivar a fine mese...e' una ruota che gira sostanzialmente...molti mestieri non voglion piu' farli,un po' per colpa nostra,ci sono giovani intenti piu' a guardare il telefonino che pensa' a nda a fa argot...da piccolo mio papa' mi disse,ambia a laora' che me te mantegne mia...oggigiorno nascono nella bambagia,gli si compra di tutto e per loro il lavoro e' una parola astratta,invece gli si dovrebbe insegnare a guadagnarsi cio' che vogliono,che le cose hanno un costo e il costo e' fatica oltre che denaro...a 12/13 anni ulie el stereo...a casa da scuola ndae a cata' se i taili'...questo per dire che un po' di sprono ci vuol anche da parte dei genitori...


ID72815 - 16/07/2017 20:10:09 (Tc) ...
mia figlia nel doposcuola faceva piccoli lavoretti,ed ora che e' grande ha un lavoro fisso,e un po' il merito e' anche mio,non l'ho tenuta a casa ad aspettare chissa' che o chissa' cosa...l'e' ndada la ga cercat e la ga troat...volere e' potere...;-)


ID72817 - 16/07/2017 20:17:12 (Sons) Sons
Parli X loghi comuni come un perfetto pidiot ... Tu non ci sei mai stato altrimenti certe cavolate ....lavori che non vogliamo fare? Call center con paghe miserabili, cooperative di pulizie con stipendi da fame , acciaierie , no non ci sei mai stato ! Collega il cervello prima di aprire bocca. .. se vuoi ospitare i Clandestininapri le porte di casa Tua e mantienili , poi ti pagheranno la Pensione ahahah


ID72818 - 17/07/2017 08:18:43 (Venturellimario) Lavoro
La colpa è tutta nostra e in primis dei sindacati che ci hanno svendutoSe alla riforma del lavoro Biggi e o pensioni si scendeva TUTTI in piazza , ma invece c'era le partite da seguireSul fatto che sono qui a fare lavori che noi non vogliamo, forse qualcuno di loro, sicuramente non questi arrivati coi barconi.Anche i nostri imprenditori che hanno lucrato ai bei tempi, ora si accorgono che questa è semplice manovalanza, priva di ogni esperienza, solo un badile è una cariola sanno usare, quindi appena possibile se ne liberano e logicamente non assumono nessuno di loro, ormai ci sono gli italiani che hanno abbassato la testa, lavorano bene e vengono pagati un tozzo di pane


ID72826 - 17/07/2017 13:04:05 (ric)
Con sommo piacere che porta quasi all'organismo vedo che i Ballantini aprono gli occhi.... A parte i soliti irrecuperabili che dimenticano le nazionalità.....



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