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23 Aprile 2010, 09.00
Vestone
Calcio Csi

Il “derby dell’alluminio” ancora all’Asco Vestone


Partita sentita il derby, con il Sabbio in vantaggio alla fine del primo tempo e i vincitori del campionato più convincenti nella ripresa. E adesso si guarda alle semifinali provinciali.

Uso Sabbio Chiese - Asco Vestone 2 - 3

Quarto “derby dell'alluminio” in due anni. Un pareggio e due vittorie di Guance Rosse, nei tre precedenti. Come andrà a finire questo?
La pioggerella che cade di traverso punge le facce dei protagonisti in campo, costringendoli a ragionare ad occhi semichiusi. Limitato il senso più importante, bisognerà compensare aumentando la copertura nervosa.
Ospiti già campioni e quelli là già salvi, in palio non rimane che la gloria pura. I primi a capirlo sono proprio quelli là, che al fischio d'inizio si fanno trovare con addosso il giusto grado di nervoso che serve a portarsi a casa un derby. I Tromboni sono fastidiosamente altrove e rispondono con spirito da scampagnata e cestini da pic-nic sottobraccio. E su bambola collettiva difensiva Guance Rosse concede subito il gol. Una palla che poteva essere allontanata facilmente diventa un sapone che, lisciato a ripetizione, scivola all'interno dell'area; il primo ad arrivarci è uno di quelli là, che da due passi mette il sapone alle spalle del buon Perotti, che stava sistemando la tovaglia.

Tempo due minuti, capitan Cappa viene steso nell'altra area. Per l'arbitro è calcio di rigore tutta la vita. Vuol dire possibilità di pareggio. Vuol dire che la Dea Bendata sta dalla parte di Guance Rosse. Vuol dire che sul dischetto ci andrà Corsini, Dottore in Tecnica Pedatoria; ma il portiere, a quanto pare Professore di Intuito, para facile. La Dea Bendata, splendida puttana, prima dàe poi toglie. Ormai la conosciamo!
Seguono fasi di gioco inguardabili, fatte di campanili e svirgolate da sagra del dilettante; intorno c'è addirittura odore di salamina ai ferri. Poi, dalla terra arida Benetelli, piede rapido, tira fuori una cazzo di primula sotto forma di preciso filtrante ad innescare Cappa, capitano alto e belloccio, che non si fa pregare di incrociare sul secondo palo. Portiere di quelli là, il rigore quello l'hai parato ma questo diagonale lo puoi solo guardare. Il pareggio rimette le cose a posto.
Il tempo di incrociare lo sguardo della signorina con sottana a fiori seduta qualche posto più in là, che è già ora di una punizione dal limite a favore di quelli là. Tiro veloce a scavalcare la barriera, e rete del 2 a 1. Carissima signorina in sottana, è tanto carina quanto pericolosa. Capirà, se non la guarderemo più. Goodbye baby!

I Tromboni sembrano avere accusato il colpo; da molli che erano, diventano impotenti. Mister Crescini, che di andare in giro a fare figuracce non ne vuole sapere, specialmente in un derby e specialmente da campioni, manda a scaldare tre uomini dalla panchina, sperando rechino doni come i Re Magi. Entreranno nella ripresa. Ma le tre sostituzioni dovrebbero essere anche sei o sette.
Intanto è già ora, per fortuna, di bere il tè. Occorrerà anche regolare i bulloni, amici freschi di scudetto; questi primi 35 minuti sono roba da non raccontare ai nipoti.
Secondo tempo. Legati i dromedari al palo, Gaspare Bianchi, Melchiorre Piccinelli e Baldassarre Flocchini aspettano sul campo i compagni, che rientrano dopo prevedibile ramanzina dura.
Quello giocato da Guance Rosse sarà un secondo tempo degno di un derby! Non tanto per migliorie tecniche né tattiche, ma per semplice determinazione, anche disordinata, ma efficace. Lasciata la sonnolenza negli spogliatoi, è ora di arrembare, signori!

Quelli là, prevedibilmente dietro a difendere il vantaggio, non si faranno tuttavia pregare di agire di contropiede, che un po' la larghezza del campo un po' lo sbilanciamento in avanti dei Tromboni agevola. La situazione è difficile, vecchi miei; d'accordo, dovete mettere all'angolo gli indigeni, ma occhio a non venire infilzati per la terza volta; vuol dire che con una mano si deve impugnare la spada, con l'altra ci si deve coprire il culo.
Punizione dal limite per Guance Rosse. La combinazione Benetelli - Cappa (ancora loro!) porta al tiro il capitano; ribatte il portiere, ma arriva Zorzi, ultimo esemplare di velociraptor valsabbino, che ribadisce in rete. Il 2 a 2 mette ghiaccio nelle mutande di quelli là e olio bollente in quelle dei Tromboni, che a questo punto esigono vittoria. Non potendo ottenerla tramite ragione, stasera lasciata a Mocenigo, provano a farlo tramite cuore. Niente azioni corali; solo scorribande di singoli folli; come quella di Melchiorre Piccinelli che, incenso sotto braccio, si inventa un bel ragionamento da balera: presa palla sulla trequarti, tira in piedi un'impresa offensiva delle sue che va a finire in niente di fatto, d'accordo, però dalla tribuna sono piovute rose rosse.

Epilogo. Toccherà ancora a quel velociraptor di Zorzi: gran rasoterra da fuori che si insacca nel maledetto angolino. Portiere di quelli là, è inutile che ti distendi; non vedi che non ci arrivi? E sono 3 a 2.
Derby storico, dunque. Sarà quello che rimarrà più a lungo nelle gambe e nella testa dei Tromboni. E nei nostri occhi di narratore da quattro soldi.
Ora aspettiamo di sapere contro che tipo di nemico si giocheranno le semifinali provinciali. Una cosa è sicura: sarà del tipo disposto a tutto. Occhio, vecchia Guance Rosse nostra; d'ora in poi, vietato regalare primi tempi come in questo derby.
Post scriptum: signorina in sottana, adesso che la partita è finita, possiamo tornare ad incrociare lo sguardo, se vuole. ci trova là, dietro alla solita, patetica birra.

Armando Dell'Oca

Guance Rosse (4 - 4 - 1 - 1): Perotti; Niboli, Ceresa, Ebenestelli M., Zorzi; Gottardi, Simone da Bione, Benetelli detto Bitoceronte, Bordini detto Mino; Corsini; Cappa il capitano detto Brucio
Entreranno: Piccinelli, Flocchini detto Tino, Garzoni, Bianchi detto Panì
All.Crescini detto Ciki

www.ascovestoneopen11.it

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