18 Maggio 2020, 15.38
Vestone Valsabbia
Salute

Fase due, anche per Cesare

di red.

Due mesi di battaglia dura e senza esclusione di colpi: all’ospedale di Gavardo come in tutti i presidi gestiti dall'Asst del Garda. Alla fine a perdere è stato il virus. I numeri


«L’avventura di Cesare, tornato vittorioso a Vestone, agli amici e alla sua famiglia, assomiglia a quella dell’Asst del Garda: ce l’abbiamo messa tutta e ci sono stati momenti terribili, ma alla fine possiamo dire di avercela fatta e oggi i presidi sono più attrezzati di prima, pronti ad un’eventuale nuova ondata pandemica».

Così Carmelo Scarcella, direttore generale dell’Asst del Garda, nel presentare i “numeri” del coinvolgimento sanitario della “sua” azienda, nel momento in cui, terminata l’emergenza, è stato programmato anche un graduale rientro alla normalità.

Il rientro a casa del "guerriero" Cesare Rossi insomma, che due mesi fa era dato per spacciato da quanto era messo male, riscatta un po' anche la terribile esperienza di quanti invece non ce l'anno fatta, e dei loro familiari.

«Il messaggio che vogliamo dare ai nostri pazienti è che i servizi stanno tornando alla normalità e garantiscono le prestazioni tutelando la salute di chi si rivolge alle nostre strutture – afferma Scarcella -. Voglio ringraziare gli operatori che, durante la fase più critica dell’emergenza, non si sono fermati davanti ad un carico di lavoro importante sia dal punto di vista fisico che psicologico dimostrando grande dedizione verso il proprio lavoro. Ringrazio anche tutte le persone, le associazioni e gli enti che ci hanno sostenuto con donazioni».

L’Asst del Garda, fino ad ora ha ricevuto 1.940 donazioni in denaro per un ammontare complessivo di circa 1.074.000 euro, apparecchiature - già consegnate per un valore di oltre 560mila euro – mascherine, dispositivi di protezione e altri beni di varia natura.

Dal 23 febbraio fino a tutta la scorsa settimana, i presidi ospedalieri gestiti dall’Asst del Garda ha registrato 13.724 accessi totali, di questi ben 1.883 con diagnosi per Covid.

Dal confronto dei dati relativi al mese di aprile, preso a campione, emerge che nel 2019 si sono registrati complessivamente, nei tre Pronto Soccorso aziendali, 381 accessi giornalieri con punte massime di oltre 450 pazienti, mentre nel 2020 gli accessi sono stati in media 125 al giorno con punte massime di 188 presenze.

Gli accessi registrati quest’anno nel mese di aprile sono stati numericamente inferiori 125 contro i 381 dello scorso anni, ma le misure adottate per il contenimento della diffusione del virus ed il carico assistenziale richiesto dai pazienti covid è nettamente più elevato, con un pretriage affidato ad una tensostruttura e con periodi prolungati di osservazione, i posti letto che da 22 sono diventati 113.

Prima dell’inizio dell’emergenza, ASST Garda disponeva di 684 posti letto di cui 647 ordinari e 37 di day hospital.
Nei giorni di maggiore afflusso di pazienti, i posti letti convertiti in covid sono stati 494 dei quali 32 di terapia intensiva a fronte dei 16 disponibili prima dell’emergenza.
Il trend di occupazione ha fatto riscontrare il picco massimo nel periodo 29 marzo-8 aprile.

Attualmente i posti letto attivi sono 512 di cui 114 covid e 36 in Area Grigia per pazienti che necessitano di ricovero e sono in attesa dell’esito del tampone effettuato in Pronto Soccorso. Un dato questo che è in continua evoluzione.

Sempre dal 23 febbraio i ricoveri sono stati in tutto 4.019, 1763 le persone ricoverate per covid. Per rifornirle di ossigeno sono stati potenziati i sistemi di erogazione e raddoppiati i relativi serbatoi

Per l’esecuzione dei tamponi e dei test sierologici sono stati aperti nuovi ambulatori che hanno comportato l’impegno di 30 operatori sanitari.

Alla data del 14 maggio erano stati eseguiti 12.609 di cui 2.933 per operatori di ASST Garda e 2.975 test sierologici di cui 2.226 ad operatori di ASST Garda.

Dallo scorso 16 marzo, per tutto il periodo dell’emergenza, è stato attivato il servizio di assistenza telefonica “Lo psicologo per te …lefono” dedicato ai pazienti, ai loro familiari ed a tutte le persone che sentono la necessità di un supporto psicologico.
Ad oggi si sono rivolte al servizio 141 persone.

Per accedere al servizio è sufficiente inviare il proprio nominativo ed un recapito telefonico attraverso i seguenti contatti:
-    mail: aiutopsicologico@asst-garda.it
-    messaggio WhatsApp al numero 380 6913898
-    telefonando ai numeri 030.9116214 oppure 030.9116216 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 16.00).

Per il mese di maggio è stata riattivata l’attività ordinaria di sala operatoria fino ad un massimo del 60-70% delle prestazioni erogate prima dell’inizio dell’emergenza.
Si tratta di un programma in continuo divenire legato all’andamento epidemiologico della diffusione del coronavirus e degli accessi al Pronto Soccorso.

Ad oggi le sale operatorie attive che garantiscono interventi urgenti, interventi in elezione e piccoli interventi sono complessivamente 11.
Dalla fine del mese di aprile è iniziato il ripristino dei posti letto delle singole Unità Operative con definizione delle aree in base alle specialità, precedentemente unificate per liberare spazi da convertire in covid.

Questi i posti letto ancora operativi per i pazienti covid:
A Desenzano  12 in Pneumologia, 6 in Rianimazione e 17 in Area Grigia (dove sostano i pazienti ancora non ben classificati)
A Lonato 24 in Riabilitazione
A Gavardo 22 in Medicina, 14 in Cure Palliative, 1 in Rianimazione, 5 in Pronto Soccorso
A Manerbio     24 in Medicina, 6 in Rianimazione, 19 in Area Grigia

Al fine di ridurre il rischio infettivo, ai pazienti che effettuano ricoveri in elezione viene somministrata, durante il pre ricovero, una check list di anamnesi preventiva e, 48 massimo 72 ore prima dell’intervento, viene effettuato il tampone.

Per l’area ambulatoriale è stata prevista una graduale riapertura delle agende che tiene conto di modalità organizzative che possano garantire frequenti sanificazioni dei locali, la presenza contemporanea di un numero limitato di persone nelle aree di attesa, il mantenimento della distanza di sicurezza, la separazione dei percorsi per pazienti che presentano sintomatologia respiratoria o sospetta per coronavirus.
Anche ai pazienti ambulatoriali viene somministrata la check list di anamnesi preventiva.

Dal 14 maggio è stato avviato in forma sperimentale il progetto di telemedicina per i pazienti in carico al Servizio Diabetologia del Presidio Leno/Manerbio, che si intende estendere ad altre specialità deputate alla presa in carico dei pazienti cronici e fragili prioritariamente nefrologia, oncologia e cardiologia.



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