25 Luglio 2020, 08.00
Villanuova s/C
La manifestazione

«No ad un progetto sbagliato»

di Cesare Fumana

Anche alla manifestazione di ieri sera a Villanuova sul Clisi un secco no ad un progetto che non ha senso, dai costi esorbitanti e con conseguenze ambientali nefaste


Una manifestazione “statica”, come richiesto dalle attuali norme sanitarie e dalla Questura, ma dinamica per il movimento di popolo che ha richiamato per ribadire ancora una volta un no deciso da parte del territorio a un progetto che non ha senso.

Pompare i reflui delle fogne dei comuni del Garda bresciano, da Salò a Tormini, per farle confluire in un mega depuratore a Gavardo.
Solo a leggere queste semplici righe, viene da pensare che non ha logica.

Infatti, gli studi dell’Università di Brescia dicono che la scelta migliore è quella di adeguare l’attuale depuratore di Peschiera.

Ma Acque Bresciane ha scelto diversamente. Ma ora ci sono altri tre studi tecnici che dimostrano, numeri alla mano, che questa ipotesi di progetto è insensata per ragione economiche (costi esorbitanti, si parla di 220 milioni di euro, che potrebbero lievitare fino a 280 milioni di euro), tecniche (ha senso pompare in salita per 80 metri i reflui delle fogne?) e ambientale (il fiume Chiese ha già numerosi problemi di inquinamento).

Ancora una volta, il no è stato ribadito nella manifestazione di ieri, organizzata dal gruppo di minoranza consiliare villanovese Progetto Villanuova, con il supporto del Comitato Gaia.

«Abbiamo organizzato questa manifestazione – ha ribadito Diego Fornaroli, di Progetto Villanuova – per informare la popolazione su questo progetto che non ha senso: non è un’opera utile per la popolazione». «Con questa fiaccola vogliamo portare luce su un progetto assurdo a cui la cittadinanza ha già più volte detto no», ha ribadito anche Enea Tugnoli.

I partecipanti sono stati “confinati” e distanziati nella piazza Donatori di Sangue, occupandola tutta.
La prevista fiaccolata lungo la via Romana, sulla sponda del Chiese, non è stata permessa dalla Questura. Sono stati posizionati solo gli striscioni delle associazioni ambientalisti e dei vari comitati, che poi sono confluiti nella piazza.

Erano presenti il sindaco di Villanuova Michele Zanardi, con alcuni assessori, il sindaco di Muscoline Giovanni Benedetti; Gavardo era rappresentata dall’assessore all’Ambiente e Lavori pubblici Emanuel Perani. Con loro il consigliere provinciale Marco Apostoli.

Quest’ultimo ha preso la parola per ripercorre le vicende che hanno portato al progetto (l’accordo fra le due Regioni) e per riprendere il messaggio lanciato dal sindaco di Gavardo, nella lettera inviata a tutti i politici bresciani: «La politica deve riprendere in mano il progetto e deve pronunciarsi».

«È un progetto dai costi esorbitanti: si parla di 220 milioni di euro che potrebbero diventare addirittura 280, e che non risolve i problemi del lago di Garda».

«Se il problema è la condotta sublacuale, che venga sostituita con materiali tecnologicamente più avanzati, ma in questi 40 anni non una goccia di refluo è fuoriuscita da questa condotta! Il problema sono gli scarichi abusivi a lago e le acque bianche che vengono invece intubate e che finiscono nel collettore, provocandone l’intasamento».

Apostoli ha annunciato che ripresenterà una mozione, stavolta non per fare un nuovo progetto come la precedente, ma perché il consiglio provinciale si pronunci su questo progetto.

Infine ha preso la parola Filippo Grumi, del Comitato Gaia Gavardo: «Ci sono tre studi che dicono che la soluzione migliore è l’adeguamento di Peschiera. La politica bresciana è stata succube di quella veronese. Serve uno scatto di orgoglio perché Brescia torni ad essere la Leonessa d’Italia anche su questo fronte».

«È inaccettabile – ha proseguito – che su questo progetto a decidere siano dei funzionari dei ministeri: noi vogliamo che a decidere sia la politica che risponde ai cittadini.
Quando il 29 luglio la Cabina di regia deciderà in merito al progetto, vogliamo che ci sia un politico che ci mette la faccia a comunicare la decisione, non un funzionario.
Da parte dei comitati ambientalisti la protesta comunque proseguirà perché questo non è un progetto giusto e ci sono 270 pagine che lo dimostrano».


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