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Una novità che per il momento non si traduce ancora in servizio a carico del Sistema Sanitario Nazionale, ma solo per la temporanea mancanza della relativa voce nel bilancio dell’Asl di Brescia.
Per il resto è tutto a posto e si tratta di un importante riconoscimento alle capacità gestionali delle CoGeSS, la Cooperativa sociale valsabbina che si occupa della struttura fin dalla sua apertura, avvenuta poco più di un anno fa.
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La Css (Comunità Socio Sanitaria) di Idro, è stata voluta tenacemente per anni dall’Aias di Valle Sabbia, che sul progetto ha saputo coinvolgere le istituzioni, ed è stata la risposta ai bisogni di residenzialità di disabili che non hanno più la possibilità di vivere in famiglia.
Attualmente vi risiedono stabilmente sei persone con disabilità , su un totale di 10 posti disponibili.
Gli altri quattro vengono utilizzati per dare sollievo temporaneo alle famiglie, che per periodi più brevi hanno la necessità di ricevere assistenza nella gestione del congiuto disabile.
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Ad occuparsene Alessandra Bruscolini nel ruolo di coordinatrice, tre educatrici professionali, due ausiliarie con funzioni educativa ed assistenziale, due ausiliarie che si occupano invece di igiene dell’ambiente e del servizio di lavanderia, oltre ad una decina di volontari che a vario titolo e con tempi e motivazioni diversi intervengono durante la giornata, soprattutto nella gestione del tempo libero o affiancando il personale nelle attività .
Cinque degli ospiti permanenti usufruiscono anche del Centro Diurno che nello stesso stabile ospita altri 27 disabili oppure del Cse gestito dalla Cooperativa Cordata a Roè Volciano.
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Il percorso per l’ottenimento degli accrediti era stato avviato a dicembre del 2010 e già a marzo di quest’anno l’Asl di Brescia aveva espresso parere favorevole.
Questo ha spianato la strada alla delibera regionale controfirmata lo scorso mese di agosto. In attesa che l’Asl possa dare “sostanza” a questi accrediti, le famiglie che ne hanno bisogno possono usufruire della struttura con una retta giornaliera compresa fra i 60 e gli 80 euro (dipende dal tipo di servizio richiesto e dalla provenienza degli ospiti).
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“L’Aias continua a fornirci il suo fondamentale sostegno ed ha previso persino un fondo di abbattimento temporaneo delle rette” ci tiene a dire Alessandra Bruscolini.
E i volontari? “Guai se non ci fossero e non solo perché ci danno una mano nel gestire la giornata degli ospiti – ci dice Alessandra -. La loro presenza, infatti, permette alla struttura di mantenere il necessario contatto con l’esterno e se ce ne fossero di più sarebbe anche meglio”.
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E la vicinanza col lago in questo senso aiuta parecchio, permettendo agli ospiti validi momenti socializzanti e di svago.
“Pezzi forti” le gite col battello, l’accesso facile al paese, la passerella pedonale per le passeggiate e le visite settimanali al mercato.